UN PEZZO DI UN SOGNO

Post N° 347


L'ARIA CHE RESPIROOgni tanto camminando per le strade caotiche, afose e grigie di questa Milano versione estiva sento l'odore del mare. Nell'aria colgo quel non so che di familiare che caratterizza la mia città: a tratti sento il sale sulla pelle, a tratti sento le onde sbattere contro gli scogli, a tratti nell'aria percepisco la presenza del mare, come quando sei nel centro di Taranto e il mare non lo vedi perchè è coperto dai palazzi, ma comunque continui a sentirlo intorno a te, come una presenza costante. E così tante altre volte mi capita di percepire, come richiamate da ignoti meccanismi cerebrali, anche altre sensazioni, altri odori, altri profumi. Ricordo che quest'inverno ad un tratto mentre il gelo cotonava i miei sensi mi parve di sentire odore ti terra bruciata. Ho percorso mille volte in vita mia una serie di stradine che dalla mia casa mi conducono alla spiaggia o alla conchetta dove trascorro ogni singola mattina d'estate: venti minuti di vie tortuose, piene di buche, spesso immerse nel vuoto, spesso accanto a vigneti, a pascoli, a boschetti o a campi deserti. A volte l'aria di quei luoghi sa di fieno, sa di mare, sa di sabbia, ma la mia mente in una mattina di inverno mi ha regalato l'odore di terra bruciata dai contadini per fertilizzare la terra. E' proprio strano il meccanismo che regola le nostre percezioni ed è proprio strano verificare col tempo e col passare degli anni che c'è qualcosa che va oltre ogni logica e c'è qualcosa che valica il confine del tempo e dello spazio. Mi piace sempre dire che i luoghi non contano nulla, conta con chi si è nel luogo. Mi piace sempre ricordare che mi divertirei con un mio amico alla pari sia che stessi a New York, sia che stessi chiuso in casa davanti ad una pizza a domicilio. Ho inoltre notato che spesso la felicità può derivare anche da qualcos'altro che una semplice risata. Ho notato che la felicità può essere qualcosa di insita nella tua mente senza che vi sia nessuna sollecitazione o stimolo esterno...  tranne che uno... Poco fa sfogliavo il mio libro di Tecnologia Meccanica intento a cercare di capire qualcosa per l'esame ormai prossimo. Nella stanza semibuia e desolatamente vuota e silenziosa ero concentrato con quello che è, o quanto meno dovrebbe essere, il mio dovere di bravo studente e bravo figlio. Il caldo non è più opprimente come qualche settimana fa e non si fa fatica a respirare. Ma allora come stanotte non avrei comunque avuto bisogno di una adeguata temperatura per poter respirare bene. Un secondo, un momento, un attimo, un lampo... un qualcosa che non puoi preventivare e un qualcosa che ti sorprende e ti lascia stupito... poco fa ho sorriso. Per un momento ho sentito nell'aria l'odore della sua pelle. Ci vuole poco per capire di essere felici. Ci vuole poco per capire cosa serve per vivere. Tu ci sei in ogni istante.Tu mi rendi felice il momento più buio.Tu mi regali un sorriso anche quando stai dormendo o non ci sei o non stai parlando con me.Tu mi regali un sogno anche quando io sto dormendo.Tu sei semplicemente l'aria che respiro.(sms delle 3:07 "... stasera mi manchi come l'aria...")