THE ANGELTi ho rivista così vent'anni dopo, sempre bellissima, sempre al centro dell'attenzione con quegli occhioni blu, come due fari nella notte, come due diamanti. Non ti ho staccato gli occhi di dosso.Ricordo che giocavi in acqua con il pallone da beach volley. Ti guardavo dalla ringhiera della spiaggia e nonostante la lontananza restavo estasiato dalla tua bellezza ogni giorno di più... capelli biondi fluenti, seni prorompenti, fianchi larghi e corpo magro, eri un angelo...The angel, così ti chimavo quando col mio amico continuavo a squadrarti, ad indicarti, ad ammirarti, restando lontano, distante, impaurito da cotanta bellezza. Raramente ti passavo accanto deviando di propositi il mio cammino naturale per andare a giocare col pallone in acqua. Quelle poche volte mi perdevo in quegli occhi blu come quel cielo d'estate e nel tuo sorriso, splendido, unico, bianco come l'avorio, perfetto come un dipinto disegnato da Dio in persona. Giugno e Luglio trascorsero spensieratamente come tutti gli altri anni. I miei 16 anni erano felici, divertenti. La sera si usciva con gli amici delle ville accanto, la mattina a mare a giocare e i pomeriggi si passavano a sporcarsi di terra per tirare calci ad un pallone imitando i campioni del momento, carpendo il lato buono e il lato bello di tutto ciò che il mondo ci poteva donare.Poi c'eri tu. Eterno pensiero notturno prima di chiudere gli occhi stanchi per le serate prolungatesi fino alle 2-3 a cazzeggiare tra le strade deserte dei luoghi di villeggiatura, respirando l'odore dell'acqua di mare. Sogni dolci, sogni erotici, io e te che ci sposavamo, io e te a fare l'amore lì in acqua davanti a tutti... sogni di ragazzo spensierato, sogni che incitavano a svegliarsi per tornare lì il giorno dopo, a guardarti, ad ammirarti ancora un po'.Poi si sa, strada facendo ogni tanto si trova il coraggio di rischiare, il coraggio di provare ciò che magari adesso mi viene naturale, mi viene facile... Scagliare il pallone di là... che scusa banale! Quasi colpirti, avvicinarmi sorridendo e... "non è che possiamo giocare con voi?"... La sua voce...Un angelo..."Certo perchè no...". E poi si sa... perchè no, non giocare anche il giorno dopo insieme, perchè non vederci qualche volta al chiosco di pomeriggio per un gelato... perchè no? Le tue amiche erano simpatiche e ci trovavano simpatici, beh, del nostro gruppo tutto si poteva dire tranne che non facevamo divertire chi ci frequentava. Il mio migliore amico punta la brunetta, Marco tua sorella più piccola. Io te, solo te. I miei amici lo sapevano e cercavano di assecondarmi, di aiutarmi. Storia di un estate qualunque. Storia di un estate banale. Storia di un estate stupenda.Il nostro primo bacio fu sotto le stelle, la notte di S.Lorenzo. "Esprimi un desiderio..." mi fai dopo che ti ho avvertito di aver visto una stella. "Fatto! Vuoi sapare qual'è?"... Lo sguardo inconfondibile di chi sa già tutto, un bacio, lieve, poi un altro appassionato, poi il tuo sorriso a rischiarare la notte, più luminoso di ogni singola stella del cielo o di tutte insieme, imparagonabile a qualsasi altra cosa al mondo. La mia felicità. Tutto agosto baci, abbracci, carezze soffuse in luoghi proibiti e inediti per entrambi o almeno così mi dicevi. Quell'aria così bella, così da miss, così bella e così vera da non poter essere così reale. L'ultima immagine che ebbi di te risaleva al giorno dopo la tua partenza, o a quello che credevo fosse il giorno della tua partenza per la città dove vivevi, lontana 1000km dalla mia. Eri avvinghiata al mio migliore amico, lo baciavi più appassionatamente del modo in cui avessi mai baciato me. Così puri, così ingenui da fare tutto ciò a pochi km dalle nostre ville, su un'altra spiaggia, casualmente meta di una giornata con i miei. Non dissi niente. Non composi mai il tuo numero e, il mio telefono lo sa, tu non hai mai composto il mio. Il mio amico continuò a far finta di niente, "ma poi il tuo angelo l'hai sentita?"... No, non l'ho sentita. L'estate finì. I sogni anche. Pensavo così...Oggi in questa discoteca non ti ho staccato gli occhi di dosso, neanche un secondo. Hai tinto un po' i capelli, gli hai fatti più scuri. Sei dimagrita, ora sei ancora più bella, il tuo viso da trentaseienne è sicuramente più adulto ma nel contempo esprime quella purezza di una ragazzina. I tuoi occhi poi sono delle luci in più, le più luminose, di questa affollata discoteca. "Angel"... ti prendo alle spalle metre sorseggi accanto al bancone del bar un martini bianco. Lo sguardo stupito di chi cerca nei ricordi, di chi sa di sapere chi si trova davanti ma che... "Libo, ti ricordi... vent'anni fa...". Il tuo sorriso... candido e splendende, color avorio, color luce... Bacetti sulle guance, convenevoli. Poi si sa un bicchiere tira l'altro, un racconto di una vita intera, la serata che finisce e "ti riporto io a casa stasera". Lei che accetta e mi racconta che è fidanzata da 5 anni con un ragazzo, che tra un po' si dovranno sposare, che lui è in Giappone per lavoro e che lei trascorre le serate con gli amici, come sempre... Mi bacia sulle labbra lievemente. Sorrido e... "E il mio amico te lo ricordi?". Lo sguardo stupito di chi cerca nei ricordi e poi quello dispiaciuto di una storia che non sarebbe dovuta andare così.Sopra la sua villetta in periferia un cielo di stelle. Ma la più bella era qui accanto a me. Infilo il serramanico nel suo petto, diritto nel cuore. Non le lascio il tempo neanche di urlare per non storpiare quella voce angelica che fino ad un secondo prima ha riempito di vita la mia auto. Sai, da quel giorno sono impazzito. Ho dato segni di squilibrio alle superiori, ho picchiato a sangue un insegnate e ho passato 2 anni in un carcere minorile. Poi sono uscito facendomi una vita apparentemente normale, ora faccio il muratore e vivo da solo in una casa in affitto, non ho più amici. Ogni anno però, nelle notti stellate di agosto mi piace venire in questa discoteca e mi piace guardare e osservare gli angeli che ballano sulla pista, gli angeli che giocano con i sorrisi e con gli occhi. Mi piace guardare e mi piace rubare i loro sorrisi di fronte alle stelle. Mi piace ucciderli. Il suo corpo esanime non può ascoltare le mie parole da pazzo e si riversa sul cruscotto sporcando di sangue la tappezzeria di questa vecchia macchina.Le stelle sì però... loro osservano e ascoltano tutto ciò che accade nelle notti calde d'agosto. Lo hanno fatto vent'anni fa e lo fanno tutt'ora. Loro lo sanno quanto sei bella. Loro lo hanno sempre saputo che tu eri un angelo...
Post N° 379
THE ANGELTi ho rivista così vent'anni dopo, sempre bellissima, sempre al centro dell'attenzione con quegli occhioni blu, come due fari nella notte, come due diamanti. Non ti ho staccato gli occhi di dosso.Ricordo che giocavi in acqua con il pallone da beach volley. Ti guardavo dalla ringhiera della spiaggia e nonostante la lontananza restavo estasiato dalla tua bellezza ogni giorno di più... capelli biondi fluenti, seni prorompenti, fianchi larghi e corpo magro, eri un angelo...The angel, così ti chimavo quando col mio amico continuavo a squadrarti, ad indicarti, ad ammirarti, restando lontano, distante, impaurito da cotanta bellezza. Raramente ti passavo accanto deviando di propositi il mio cammino naturale per andare a giocare col pallone in acqua. Quelle poche volte mi perdevo in quegli occhi blu come quel cielo d'estate e nel tuo sorriso, splendido, unico, bianco come l'avorio, perfetto come un dipinto disegnato da Dio in persona. Giugno e Luglio trascorsero spensieratamente come tutti gli altri anni. I miei 16 anni erano felici, divertenti. La sera si usciva con gli amici delle ville accanto, la mattina a mare a giocare e i pomeriggi si passavano a sporcarsi di terra per tirare calci ad un pallone imitando i campioni del momento, carpendo il lato buono e il lato bello di tutto ciò che il mondo ci poteva donare.Poi c'eri tu. Eterno pensiero notturno prima di chiudere gli occhi stanchi per le serate prolungatesi fino alle 2-3 a cazzeggiare tra le strade deserte dei luoghi di villeggiatura, respirando l'odore dell'acqua di mare. Sogni dolci, sogni erotici, io e te che ci sposavamo, io e te a fare l'amore lì in acqua davanti a tutti... sogni di ragazzo spensierato, sogni che incitavano a svegliarsi per tornare lì il giorno dopo, a guardarti, ad ammirarti ancora un po'.Poi si sa, strada facendo ogni tanto si trova il coraggio di rischiare, il coraggio di provare ciò che magari adesso mi viene naturale, mi viene facile... Scagliare il pallone di là... che scusa banale! Quasi colpirti, avvicinarmi sorridendo e... "non è che possiamo giocare con voi?"... La sua voce...Un angelo..."Certo perchè no...". E poi si sa... perchè no, non giocare anche il giorno dopo insieme, perchè non vederci qualche volta al chiosco di pomeriggio per un gelato... perchè no? Le tue amiche erano simpatiche e ci trovavano simpatici, beh, del nostro gruppo tutto si poteva dire tranne che non facevamo divertire chi ci frequentava. Il mio migliore amico punta la brunetta, Marco tua sorella più piccola. Io te, solo te. I miei amici lo sapevano e cercavano di assecondarmi, di aiutarmi. Storia di un estate qualunque. Storia di un estate banale. Storia di un estate stupenda.Il nostro primo bacio fu sotto le stelle, la notte di S.Lorenzo. "Esprimi un desiderio..." mi fai dopo che ti ho avvertito di aver visto una stella. "Fatto! Vuoi sapare qual'è?"... Lo sguardo inconfondibile di chi sa già tutto, un bacio, lieve, poi un altro appassionato, poi il tuo sorriso a rischiarare la notte, più luminoso di ogni singola stella del cielo o di tutte insieme, imparagonabile a qualsasi altra cosa al mondo. La mia felicità. Tutto agosto baci, abbracci, carezze soffuse in luoghi proibiti e inediti per entrambi o almeno così mi dicevi. Quell'aria così bella, così da miss, così bella e così vera da non poter essere così reale. L'ultima immagine che ebbi di te risaleva al giorno dopo la tua partenza, o a quello che credevo fosse il giorno della tua partenza per la città dove vivevi, lontana 1000km dalla mia. Eri avvinghiata al mio migliore amico, lo baciavi più appassionatamente del modo in cui avessi mai baciato me. Così puri, così ingenui da fare tutto ciò a pochi km dalle nostre ville, su un'altra spiaggia, casualmente meta di una giornata con i miei. Non dissi niente. Non composi mai il tuo numero e, il mio telefono lo sa, tu non hai mai composto il mio. Il mio amico continuò a far finta di niente, "ma poi il tuo angelo l'hai sentita?"... No, non l'ho sentita. L'estate finì. I sogni anche. Pensavo così...Oggi in questa discoteca non ti ho staccato gli occhi di dosso, neanche un secondo. Hai tinto un po' i capelli, gli hai fatti più scuri. Sei dimagrita, ora sei ancora più bella, il tuo viso da trentaseienne è sicuramente più adulto ma nel contempo esprime quella purezza di una ragazzina. I tuoi occhi poi sono delle luci in più, le più luminose, di questa affollata discoteca. "Angel"... ti prendo alle spalle metre sorseggi accanto al bancone del bar un martini bianco. Lo sguardo stupito di chi cerca nei ricordi, di chi sa di sapere chi si trova davanti ma che... "Libo, ti ricordi... vent'anni fa...". Il tuo sorriso... candido e splendende, color avorio, color luce... Bacetti sulle guance, convenevoli. Poi si sa un bicchiere tira l'altro, un racconto di una vita intera, la serata che finisce e "ti riporto io a casa stasera". Lei che accetta e mi racconta che è fidanzata da 5 anni con un ragazzo, che tra un po' si dovranno sposare, che lui è in Giappone per lavoro e che lei trascorre le serate con gli amici, come sempre... Mi bacia sulle labbra lievemente. Sorrido e... "E il mio amico te lo ricordi?". Lo sguardo stupito di chi cerca nei ricordi e poi quello dispiaciuto di una storia che non sarebbe dovuta andare così.Sopra la sua villetta in periferia un cielo di stelle. Ma la più bella era qui accanto a me. Infilo il serramanico nel suo petto, diritto nel cuore. Non le lascio il tempo neanche di urlare per non storpiare quella voce angelica che fino ad un secondo prima ha riempito di vita la mia auto. Sai, da quel giorno sono impazzito. Ho dato segni di squilibrio alle superiori, ho picchiato a sangue un insegnate e ho passato 2 anni in un carcere minorile. Poi sono uscito facendomi una vita apparentemente normale, ora faccio il muratore e vivo da solo in una casa in affitto, non ho più amici. Ogni anno però, nelle notti stellate di agosto mi piace venire in questa discoteca e mi piace guardare e osservare gli angeli che ballano sulla pista, gli angeli che giocano con i sorrisi e con gli occhi. Mi piace guardare e mi piace rubare i loro sorrisi di fronte alle stelle. Mi piace ucciderli. Il suo corpo esanime non può ascoltare le mie parole da pazzo e si riversa sul cruscotto sporcando di sangue la tappezzeria di questa vecchia macchina.Le stelle sì però... loro osservano e ascoltano tutto ciò che accade nelle notti calde d'agosto. Lo hanno fatto vent'anni fa e lo fanno tutt'ora. Loro lo sanno quanto sei bella. Loro lo hanno sempre saputo che tu eri un angelo...