Creato da Bobthewriter il 29/04/2007

Tai chi e libri

Vorrei condividere con voi le mie due passioni il Tai Chi Chuan e la letteratura. Due mondi meravigliosi.

 

 

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Quando un limite riesce ad andare oltre a se stesso limitando anche il prossimo...

Post n°38 pubblicato il 06 Maggio 2009 da Bobthewriter

Titolo un po' arzigogolato vero? Posso capirvi, ma oggi vorrei parlare di un atteggiamento abbastanza tipico dell'uomo: l'annullamento dei buoni rapporti per via della competizione sfrenata. Ci sono persone che non sanno vedere l'amicizia e capire che quello è un valore, una situazione che va posta in una zona neutrale della propria esistenza, una sorta di ambasciata in territorio straniero. Ogni occasione è buona per cimentarsi nel gioco tu sai fare/hai questo ma io so fare/ho quest'altro. Tutto ciò capita anche quando non frega niente di quello che sai fare/hai ma interessa solo un fraterno sodalizio.  La maggiorparte delle amicizie o di quello che i limiti umani fanno restare di questo sentimento, finisce in gloria perchè uno dei due è accecato dalla rabbia per le altrui dotazioni. Generalmente il complessato di turno inizia a fare dei giochetti strani per mettere in difficoltà/controllare l'altro. Ma l'invidioso spesso  non si accorge che l'altro ha capito e continua imperterrito i suoi giochetti. Fino a quando il soggetto delle scortesi attenzioni gli notifica la presa coscienza dei suoi infantili tentativi di riscatto. L'amicizia, o quella che all'inizio voleva essere tale, finisce. Talvolta chi è stato importunato e peraltro credeva nell'amico, cerca di riallaciare il rapporto ottenendo solo un ulteriore incrudimento delle ostilità. Oltre ad avere torto è anche offeso, ma certo non vuol più sentirsi una nullità, non vuole riprovare quel senso d'inferiorità. Vuole continuare a essere una nullità per conto suo. L'atteggiamento di testardo rifiuto all'offerta di riappacificazione, fatta proprio da chi avrebbe ragione di sentirsi offeso, lo consegna a pieno titolo nell'olimpo degli idioti.

 

Un clichè standard, i francesi direbbero un Déjà vu...

 

 

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Commenti al Post:
angiolhgt
angiolhgt il 11/05/09 alle 12:10 via WEB
tengo come livre de chevet zarathustra e lo leggo periodicamente come fosse salmi biblici, il concetto nicciano di amicizia è intensamente escatologico sentiero per il nuovo uomo. Uno dei primo "deliri" ha per tema l'amicizia. "Nel proprio amico bisogna avere il proprio miglior nemico: devi essergli più che mai vicino quando l'avversi"
 
Bobthewriter
Bobthewriter il 11/05/09 alle 15:23 via WEB
Amo Nietzsche intensamente e devo anche dire però che Nietzsche anche se si lamentava della solitudine amava star solo. Alle passeggiate, al bar era sempre solo. Cercava l'amicizia ma poi ne rimaneva puntualmente deluso poiché il vero amico deve essere dionisiaco e quindi realizzato e non preda di invidie, niente spirito emulativo, niente vendetta ma solo superuomo anzi Ubermansch, oltreuomo.
 
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Osserva il gregge che pascola davanti a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi: salta intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo. È così dal mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente con il suo piacere ed il suo dispiacere, attaccato cioè al piolo dell'attimo e perciò né triste né annoiato… L'uomo chiese una volta all'animale: "Perché mi guardi soltanto senza parlarmi della felicità?" L'animale voleva rispondere e dice: "Ciò avviene perché dimentico subito quello che volevo dire" - ma dimenticò subito anche questa risposta e tacque: così l'uomo se ne meravigliò. Ma egli si meravigliò anche di se stesso, di non poter imparare a dimenticare e di essere sempre accanto al passato: per quanto lontano egli vada e per quanto velocemente, la catena lo accompagna. È un prodigio: l'attimo, in un lampo è presente, in un lampo è passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo. Continuamente si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola via - e improvvisamente rivola indietro, in grembo all'uomo. Allora l'uomo dice "Mi ricordo". (da Considerazioni inattuali )

 

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