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« Gli Illuminati, Bilderbe...Transumanesimo e visione... »

Transumanesimo: Human Brain Project (HBP)

Post n°16 pubblicato il 01 Aprile 2014 da myfriend.mi
 

European HUMAN BRAIN Project (HBP)

 

Human Brain Project (Progetto cervello umano - HBP) è un progetto scientifico Transumanista nel campo dell'informatica e delle neuroscienze che mira a realizzare, entro il 2023, attraverso un supercomputer, una simulazione del funzionamento completo del cervello umano.

https://www.humanbrainproject.eu/

Il programma scientifico è diretto da un'equipe svizzera dell'École polytechnique fédérale de Lausanne (ÉPFL), in collaborazione con più di 90 università e scuole di alta formazione di 22 differenti paesi. Direttore del progetto è Henry Markram. Questo progetto, come altri dello stesso genere che vedremo più avanti, è finalizzato alla costruzione degli Artilect (http://blog.libero.it/lostagista/12709445.html) e alla realizzazione della tecnologia conosciuta come Mind Uploading (http://blog.libero.it/lostagista/12706431.html).

Nel gennaio 2013 (insieme al progetto Graphene) è stato selezionato dalla Commissione europea tra i FET Flagships, i progetti faro di ricerca e sviluppo promossi dall'Unione Europea: scelti da una rosa di sei candidati, i due progetti beneficeranno di un sostegno finanziario di 1 miliardo di euro lungo dieci anni (di soldi pubblici, cioè anche nostri).


Scopo del progetto è quello di costruire un modello 3D del cervello umano, replicando in un computer la struttura neuronale del cervello (connettoma).


 

Il progetto della Comunità Europea non è l'unico progetto in corso d'opera. In varie parti del mondo sono nati progetti simili:

Il Transumanesimo è la filosofia guida del futuro: il culto dell'uomo dio. La nuova frontiera tecnologica saranno gli Artilect e i CybOrg. Ma questo creerà non pochi problemi, infatti la questione è: chi deciderà quali caratteristiche dovranno avere i postumani e chi potrà avere accesso a questa tecnologia costosissima? Gli Illuminati, che stanno gestendo tutta questa operazione, sanno benissimo che non tutti potremo essere dèi. Ed è proprio questo il nodo centrale della vicenda. E' proprio per gestire questo problema, per evitare - cioè - ribellioni degli Homo Sapiens, sollevazioni e guerre, che è stato pensato il piano di controllo sociale, economico e politico.

Il cervello umano con i suoi (attuali) misteri è il campo di battaglia sul quale si combatterà questa guerra.


 

Russian 2045 AVATAR Project


We believe that it is possible and necessary to eliminate aging and even death, and to overcome the fundamental limits of the physical and mental capabilities currently set by the restrictions of the physical body.
Noi crediamo che sia possibile e necessario eliminare l'invecchiamento e la morte, e superare i fondamentali limiti delle capacità fisiche e mentali attualmente imposte dalle restrizioni del corpo fisico.


In base alla roadmap del progetto Russo Avatar, entro il 2045 saremo capaci di trasferire la nostra mente all’interno di un avatar, un ologramma, che ci permetterà di fare a meno del nostro debole corpo e vivere per sempre. Ne è convinto Dmitry Itskov, magnate dei media russo con una grande passione per la scienza e il transumanesimo, la corrente di pensiero che sostiene l’imminente “salto” dell’umanità verso un nuovo stadio dell’evoluzione grazie all’interazione con la cibernetica.

Il progetto si chiama “2045 Avatar Project” ed è stato lanciato nel febbraio 2011 con un grande convegno tenutosi a Mosca con la partecipazione di alcune delle più grandi menti oggi in circolazione. Ma dalle belle parole Itskov vuole passare ai fatti e, sfruttando i suoi ingenti capitali, offrire all’umanità – o almeno a quella fetta che se lo può permettere – niente di meno che l’immortalità.



Il progetto AVATAR si divide in quattro fasi.

Tra il 2015 e il 2020 si realizzeranno androidi capaci di interagire con gli esseri umani attraverso un’interfaccia cervello-macchina: in questo modo sarà possibile avere già dei primi avatar robotici, estensioni fisiche della nostra volontà, da usare in compiti complessi che vanno dalla capacità di lavorare in ambienti pericolosi a quella di colonizzare lo spazio.

Tra il 2020 e il 2025 sarà possibile permettere a pazienti che hanno subito gravi menomazioni, ma che possiedono ancora un cervello intatto, di “trasferire” il loro cervello in simulacri artificiali che fungeranno da sistemi di supporto vitale. Non ancora l’immortalità, perché il nostro cervello resta di tipo biologico e quindi soggetto all’inevitabile invecchiamento.

Per questo, tra il 2030 e il 2035 dovremo acquisire la capacità di creare una copia virtuale del nostro cervello, non solo dal punto di vista meramente fisico – neuroni, assoni e così via – ma soprattutto dal punto di vista più complesso, ossia la mente e la coscienza (Mind Uploading).

A questo punto, tra il 2040 e il 2045 saremo pronti per trasferire la nostra mente in un ologramma che replicherà la nostra coscienza e ci fornirà una copia immateriale del nostro corpo, perfezionata e soprattutto immortale.

Le difficoltà non sono poche. Molti dei più eminenti scienziati (tra cui il noto fisico e matematico sir Roger Penrose) sono convinti che sia impossibile riprodurre la coscienza umana attraverso un’intelligenza artificiale. E secondo altri, anche i futuri computer quantici non riuscirebbero a replicare con fedeltà tutti i nostri processi mentali: il cervello umano non potrebbe essere in nessun caso riprodotto “virtualmente”. E poi, come potremmo garantire che la copia virtuale del nostro cervello conservi intatti non solo i ricordi, ma la stessa consapevolezza di noi stessi? Bisognerà scoprire cosa produce la coscienza e com’è possibile replicarla, dove albergano i ricordi, cosa – in ultima analisi – fa del nostro cervello qualcosa di più di un semplice aggregato di neuroni. Ma, anche se la meta finale si rivelasse irraggiungibile, investire miliardi di euro in questi progetti potrebbe non essere inutile. Forse ci permetterà di arrivare più vicini a svelare i segreti dell’oggetto più complesso in cui ci siamo finora imbattuti nell’intero universo: il nostro cervello.


The USA BRAIN Initiative

 

The BRAIN Initiative (Brain Research through Advancing Innovative Neurotechnologies, also referred to as the Brain Activity Map Project) è un progetto di ricerca annunciato dalla amministrazione Obama il 2 Aprile 2013.
L'obiettivo è mappare l'attività di ogni neurone del cervello umano. Il progetto Brain Initiative costerà 300 milioni di dollari all'anno per dieci anni, per un totale di 3 miliardi di dollari.



Il “BRAIN” si propone di sapere da dove nascono – e come – pensieri, sensazioni, sentimenti, ricordi. Fin dove si spinge la coscienza, dove sconfina nell’inconscio. Anzi, di più: cos’è la coscienza. E dove si trova. Attenzione: non stiamo parlando di un futuro remoto. Il “BRAIN” ci dice che, tra dieci anni, più o meno, questo futuro sarà presente.

Ma non finisce qui. Se fosse solo questo sarebbe solo un esercizio calligrafico di bravura scientifica.  Non ci s’imbarca in un’avventura di queste dimensioni se non si pensa di poterne trarre un vantaggio. Tanti vantaggi.
Inoltre non è una Corporation privata quella che si propone questi obiettivi: è l’America in persona. E’ lo Stato Americano che porta avanti il progetto (un po' come avvenne per il progetto Apollo che portò l'uomo sulla Luna).

Va ricordato che gli Stati Uniti, in quanto Stato, hanno possenti interessi di dominio che non sono solo interessi "politici" od "economici". Anzi, possiamo dire che, in questo caso, il controllo politico e il controllo economico sono finalizzati a perseguire l'obiettivo non dichiarato di questo progetto: la creazione e la diffusione degli Artilect e dei CybOrg.

Già decine di laboratori, negli Stati Uniti e altrove, sono impegnati a studiare il collegamento tra l’intelligenza umana e l’intelligenza artificiale. Cioè a trasferire capacità umane - come la visione, la comprensione dei linguaggi, gli stessi processi decisionali che caratterizzano il cervello umano – nelle “macchine di calcolo”. E viceversa.

Il "viceversa" è proprio la novità del BRAIN: significa letteralmente trasferire nel cervello umano alcune delle capacità non umane di elaborazione di quantità sterminate di dati, e anche di trasferire almeno in parte, le velocità superumane di realizzazione di tali elaborazioni (creazione dei CybOrg: Cybernetics Organism). E' l’idea di stabilire una connessione tra due intelligenze qualitativamente diverse, inconfrontabili, ma che hanno elementi basilari di funzionamento comuni. E' la creazione dei CybOrg, cioè organismi umani arricchiti e potenziati con supporti cybernetici e/o informatici.

 

Progetto DEEPMIND


La battaglia tra i grandi colossi della tecnologia come Google, Samsung ed Apple si combatte sempre su più terreni e tra quelli con maggiore prospettiva nei prossimi anni c’è il fascinoso mondo dell’intelligenza artificiale. Proprio in quest’ottica Google ha concluso un’altra importate acquisizione portandosi a casa Deep Mind, azienda britannica specializzata in deep learnig (una branca dell’intelligenza artificiale), per 500 milioni di dollari, anticipando così eventuali mosse di importanti rivali hi-tech come Facebook che pareva anch’essa interessata alla società londinese.

Ma Deep Mind, così come le altre otto società specializzate in robotica e intelligenza artificiale acquistate da Google a fine 2013 (tra le quali c’è anche il colosso Boston Dynamics, azienda che fornisce i cyborg militari all’esercito americano), sarà utile anche per portare avanti i progetti relativi ai robot umanoidi (Artilects) che "pensano" come l’uomo e che proiettano Google verso la realizzazione di un “essere cibernetico” che, grazie all’integrazione dell’intero ecosistema Google, possa essere in grado di aiutarci e consigliarci in ogni situazione.

 

 
 
 
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