Oggi risveglio in sordina. Sono tre giorni che faccio tardi la sera (a fare stupidaggini) e la sveglia delle otto è una prova molto, molto dura. Ad aggravare la situazione, ci si mette anche il clima, fisso da quattro giorni sul brutto stabile. Sta entrando nella routine serate: esco dall'ufficio, doccia in moto fino a casa, asciugamento della bambina in garage (finalmente ho trovato una fissa maschile da perseguire). In questi giorni mi è capitato di pensare a quanto sia difficile essere padre (ovviamente almeno per ora è un pensiero puramente teorico). La mia esperienza è quella simmetrica, ovvero quella del figlio che guarda in alto ed inevitabilmente tende a giudicare l'operato del suo "vecchio". Mi accorgo che in questi anni sn stato sempre molto critico, senza mai sforzarmi di capire le reali difficoltà che si celano dietro questo compito. Il rapporto padre-figlio credo poi che sia particolarmente problematico, in quanto il primo deve necessariamente essere una figura di riferimento, un esempio, un maestro. Di rado questo accade, specialmente in italia, dove, a leggere qualche articolo, pare che questo rapporto divenga + problematico con il passare del tempo. Addirittura leggevo che, secondo una inchiesta recente, i figli non si lamentano + di una mancanza di attenzioni (come facevo io) ma piuttosto che il padre non ricopra una posizione abbastanza di prestigio, nn guadagni abbastanza, nn possa aprirgli le porte degli ambienti *che contano*. Che tristezza. Già io mi arrabatto come posso, sprovvisto di una guida, nella trasformazione da bambino a uomo, ma questi... che razza di persone saranno da grandi? La domanda che rimane aperta è: se mai mi troverò in quella posizione, che razza di genitore sarò? Sarò mai un esempio da seguire? (per ora è meglio di no ^_^). Mi piacerebbe sentire il parere di qualche papà, sull'argomento :o) Ad ogni modo... buon giovedì a tutti!!!! (dopo il lunedì è il gg della settimana che mi piace di meno)
Ancora pioggia all'orizzonte!
Oggi risveglio in sordina. Sono tre giorni che faccio tardi la sera (a fare stupidaggini) e la sveglia delle otto è una prova molto, molto dura. Ad aggravare la situazione, ci si mette anche il clima, fisso da quattro giorni sul brutto stabile. Sta entrando nella routine serate: esco dall'ufficio, doccia in moto fino a casa, asciugamento della bambina in garage (finalmente ho trovato una fissa maschile da perseguire). In questi giorni mi è capitato di pensare a quanto sia difficile essere padre (ovviamente almeno per ora è un pensiero puramente teorico). La mia esperienza è quella simmetrica, ovvero quella del figlio che guarda in alto ed inevitabilmente tende a giudicare l'operato del suo "vecchio". Mi accorgo che in questi anni sn stato sempre molto critico, senza mai sforzarmi di capire le reali difficoltà che si celano dietro questo compito. Il rapporto padre-figlio credo poi che sia particolarmente problematico, in quanto il primo deve necessariamente essere una figura di riferimento, un esempio, un maestro. Di rado questo accade, specialmente in italia, dove, a leggere qualche articolo, pare che questo rapporto divenga + problematico con il passare del tempo. Addirittura leggevo che, secondo una inchiesta recente, i figli non si lamentano + di una mancanza di attenzioni (come facevo io) ma piuttosto che il padre non ricopra una posizione abbastanza di prestigio, nn guadagni abbastanza, nn possa aprirgli le porte degli ambienti *che contano*. Che tristezza. Già io mi arrabatto come posso, sprovvisto di una guida, nella trasformazione da bambino a uomo, ma questi... che razza di persone saranno da grandi? La domanda che rimane aperta è: se mai mi troverò in quella posizione, che razza di genitore sarò? Sarò mai un esempio da seguire? (per ora è meglio di no ^_^). Mi piacerebbe sentire il parere di qualche papà, sull'argomento :o) Ad ogni modo... buon giovedì a tutti!!!! (dopo il lunedì è il gg della settimana che mi piace di meno)