Il Fiore e la Spada

Il fiore e la spada... (ma sempre 3 pag)


Guardo dalla finestra dell'ufficio e noto con poco piacere il sole che scompare. Non vorrei mai che venisse a piovere, dal momento che oggi la moto mi serve parecchio. Colgo il periodo di incertezza morale, che prosciuga parecchi pensieri, per lasciare due righe sul (sotto)titolo del blog. La frase in sè è tratta dal film "L'ultimo samurai", uscito l'anno passato. In pratica si tratta di una riflessione basata sul bushido, il codice degli antichi guerrieri samurai. Quale sia il vero significato di una simile affermazione è duro da comprendere per un occidentale. Per noi la guerra è sempre stato solo un modo per conquestare nuove terre e schiacciare il nostro prossimo. Non a caso abbiamo inventato moschetti e cannoni... con la polvere da sparo chiunque può far la guerra (il trionfo della democrazia? Interessante quesito morale). Nel giappone medievale l'arte della guerra, è anche un modo per migliorare sè stessi. Il buon guerriero è l'uomo che prima di chiunque altro è in grado di sconfiggere sè stesso. Inutile dire che la battaglia contro le mollezze e le tentazioni è qualcosa che impegna molto ma molto più che l'imparare a puntare un'arma e far fuoco. Come poter svuotare la mente dai comportamenti che la allontanano dalla via del miglioramento? Per il samurai esiste un solo modo: accettare l'idea della propria morte ed anzi, arrivare a desiderarla in ogni momento. Paradossalmente questa convinzione avvicina l'uomo alla vita: ricorda in maniera molto pratica che l'attimo da vivere è il presente e non il futuro... In quest'ottica l'ora spesa ad osservare il cigliegio in fiore non è sprecata, ma è guadagnata, focalizzando la mente sulla serenità dell'attimo. :) Almeno... a me trasmette una certa serenità... Ho straparlato abbastanza: mi concedo solo più un saluto sentito a tutti i passanti...