Sveglia sotto la pioggia a Torino, oggi. La moto lasciata a casa ed il clima ottobrino mi suggeriscono solo di stare sotto le coperte fino a tardi e bigiare il lavoro. Invece... eccomi ai comandi della scrivania come al solito. Per rimandare l'inevitabile inizio del lavoro, getto giù due righe di riflessione su un articolo che leggevo tempo fa su TuttoScienze (dimmi cosa leggi, ti dirò chi sei). In poche parole si trattava di una lementela per la mancanza di *amore per la scienza* che affligge l'italia. Sarà per la tradizione di popolo di santi, navigatori e poeti, ma una buona fetta dell'opinione pubblica osteggia apertamente la *comunità scientifica* (della quale, grazie al mio titolo di ing, spero di far parte). Da dove derivi questo dis-amore per le scienze matematiche è difficile dirlo. Di certo è pericoloso, dato che la tecnologia è il primo passo per una vera ripresa economica e per un aumento di competitività. Ed invece? Gli iscritti ad indirizzi tecnico-scientifici calano, in mezzo al disinteresse generale. E dire che, mano sul cuore, alla fin fine gli italiani sono poi i primi a gettarsi sul consumismo elettronico (un esempio per tutti, i cellulari!!). Un paradosso quantomeno bizzarro, ma che deve far riflettere. Concludo l'excursus con una piccola divagazione patriotica: sogno una italia ammirata all'estero non solo per i vestiti costosi ed il buon cibo, ma anche per il genio dei suoi abitanti (ed è possibile, si rimane stupiti nel vedere quanti ricercatori ITALIANI LAVORINO ALL'ESTERO CON RISULTATI BRILLANTI). Rimane solo lo spazio per un abbraccio collettivo e l'augurio di superare metà settimana con un sorriso. Ciao!!!! ps. penso che questo post preceda una piccola dissertazione sui referendum prossimi venturi
e la scienza in Italia??? (9 pagine! e proseguo...)
Sveglia sotto la pioggia a Torino, oggi. La moto lasciata a casa ed il clima ottobrino mi suggeriscono solo di stare sotto le coperte fino a tardi e bigiare il lavoro. Invece... eccomi ai comandi della scrivania come al solito. Per rimandare l'inevitabile inizio del lavoro, getto giù due righe di riflessione su un articolo che leggevo tempo fa su TuttoScienze (dimmi cosa leggi, ti dirò chi sei). In poche parole si trattava di una lementela per la mancanza di *amore per la scienza* che affligge l'italia. Sarà per la tradizione di popolo di santi, navigatori e poeti, ma una buona fetta dell'opinione pubblica osteggia apertamente la *comunità scientifica* (della quale, grazie al mio titolo di ing, spero di far parte). Da dove derivi questo dis-amore per le scienze matematiche è difficile dirlo. Di certo è pericoloso, dato che la tecnologia è il primo passo per una vera ripresa economica e per un aumento di competitività. Ed invece? Gli iscritti ad indirizzi tecnico-scientifici calano, in mezzo al disinteresse generale. E dire che, mano sul cuore, alla fin fine gli italiani sono poi i primi a gettarsi sul consumismo elettronico (un esempio per tutti, i cellulari!!). Un paradosso quantomeno bizzarro, ma che deve far riflettere. Concludo l'excursus con una piccola divagazione patriotica: sogno una italia ammirata all'estero non solo per i vestiti costosi ed il buon cibo, ma anche per il genio dei suoi abitanti (ed è possibile, si rimane stupiti nel vedere quanti ricercatori ITALIANI LAVORINO ALL'ESTERO CON RISULTATI BRILLANTI). Rimane solo lo spazio per un abbraccio collettivo e l'augurio di superare metà settimana con un sorriso. Ciao!!!! ps. penso che questo post preceda una piccola dissertazione sui referendum prossimi venturi