Prosegue il presidio organizzato dai lavoratori della Molini Gazzi di Messina, dopo l’annuncio del licenziamento di tutto il personale.
Contro la chiusura della storica
azienda produttrice di farina, i dipendenti hanno promosso una raccolta
firme. Lo stabilimento presente a Messina dal 1884 é in grado di macinare 300 tonnellate di grano al giorno. Rappresenta il vanto della città grazie soprattutto alla professionalità e all’esperienza dei lavoratori che contano su una tradizione di oltre un secolo, tramandata spesso da padre in figlio.
A Messina il pane ha un profumo particolare che non ho mai ritrovato in nessuno dei tanti posti dove ho vissuto. E' la farina appena macinata che dà questa caratteristica.
Il pane fresco di Messina fa risuscitare i morti. E' qualcosa di insostituibile ed unico. Se penso a cosa ci perderemo mi viene da piangere.
Purtroppo se in Italia l'economia arranca, a Messina sta dando gli ultimi rantoli. Si tratta ormai di trovare un posto dove seppellirla.
No... non sono pessimista. Sono realista.
Ciò che trovo aberrante é che ormai l'economia non si regge più sul lavoro, ma sulla speculazione. Così può capitare che un suolo pregiato come quello dove é allocato il mulino in questione, valga molto di più di oltre un secolo di tradizione mugnaia.
Una mezza dozzina di brutte palazzine con i tetti a due metri e venti, con la possibilità di ricavarci un centinaio di appartamenti per gnomi, vale molto di più del futuro di questi lavoratori e della città intera.
Tra le uova e la gallina, si é scelto di tirare il collo alla gallina. Con molta probabilità oggi si faranno un bel brodino, ma domani, quando la gallina l'avranno già digerita (e questa gente ci mette poco!), cosa rimarrà della loro ricchezza? Niente, proprio niente.
La ricchezza, a mio avviso, ha poco a che fare con i soldi facili o con la speculazione. La ricchezza vera é quella che é capace di rigenerarsi, di innestare un circolo virtuoso. Oggi al contrario la ricchezza si crea depauperando il più possibile, senza rendersi conto che alla fine ci si toglie il terreno sotto ai piedi.
Questa situazione quindi non fa altro che innestare un circolo vizioso dal quale difficilmente si può venirne fuori.
Costruite quindi pure le vostre palazzine... fate pure scempio del territorio, delle tradizioni, di un bagaglio culturale ineguagliabile... buttate pure sul lastrico i lavoratori... arraffatevi pure i vostri soldi e aggiustatevi i vostri bilanci. Però, ricordatevi: se sul territorio l'economia sana muore, scusatemi la volgarità, ma le vostre palazzine potrete infilarvele su per il culo.
Inviato da: bamboo furniture
il 21/08/2013 alle 08:08
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il 05/06/2013 alle 09:15
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il 27/03/2013 alle 02:41
Inviato da: ventididestra
il 10/01/2013 alle 13:19
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il 31/10/2012 alle 02:59