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SOLDI VIRTUALI BRUCIATI

Post n°177 pubblicato il 16 Ottobre 2008 da luloca

Se qualche decennio fa, ad un banchiere della city avessero parlato di finanza creativa e virtuale, si sarebbe sbellicato dalle risate.
Da che mondo e mondo, il denaro é qualcosa di solido che non può certo dipendere dalla fantasia. Essenzialmente é il valore del lavoro e delle materie prime. E' comunque un pezzo di carta che rappresenta qualcosa di concreto.
Il denaro non é qualcosa che uno stato può inventare, o peggio ancora stampare senza controllo. Rappresenta il controvalore della ricchezza e della laboriosità di un paese. Se non fosse così, sarebbe un paradosso magari possibile, ma destinato a durare poco.
In questi giorni assistiamo alla crisi dell'economia americana, a dire degli economisti, innestata dall'abitudine tutta loro dei mutui facili. Ma siamo poi sicuri che sia così?
E' vero che in America ci vuole poco ad ottenere un mutuo dalla banca, purché comunque si acquisti qualcosa di concreto e al suo reale valore di mercato, tipo una casa, una macchina, una mucca, un trattore, un aereo privato... e via discorrendo. E' una cosa comunque che é sempre avvenuta. Le banche americane danno fiducia alla gente, e in ogni caso, se non pagano, nel volgere di qualche mese, si impadroniscono del bene senza tante complicazioni. Con la possibilità, per quelli che hanno frodato, di passare il resto dei loro giorni in galera. A chiunque può capitare di non riuscire a pagare il mutuo per qualche mese e di ritrovarsi ad abitare in una roulotte dopo pochi giorni. A queste condizioni, per le banche, il rischio é minimo. In Italia sarebbe l'esatto contrario.
A conti fatti, se il bene viene pignorato e l'ex proprietario ha pagato per qualche anno, la banca potrebbe addirittura guadagnarci. Nei casi meno fortunati , la perdita per la banca potrebbe essere intorno al 5%, che non rappresenta certo un rischio elevato, dal momento che esistono speculazioni di borsa molto più pericolose. Non stiamo parlando di gente che si fa prestare i soldi per passare una vacanza ai Caraibi, ma di mutui offerti per l'acquisto di un bene, oltretutto durevole.
Ma allora il problema dove sta? Direte voi.
Il problema a mio avviso é proprio il fatto che non sta li. A mio parere si sono riversate responsabilità a questa cosa, proprio per il fatto di distogliere l'attenzione da altro.
Mi spiego meglio.
Da qualche decennio é consuetudine che il denaro circolante non sia più stampato, e in America sono stati i primi a farlo. Credo addirittura che il denaro stampato rappresenti solo un quarto di quello oggetto di transazioni bancarie. Si tratta quindi di moneta virtuale, che sta più che altro nei server delle banche, ma che non ha alcun corrispettivo né in beni né in denaro sonante. Oltretutto, un controllo su un elemento tanto labile quanto dei dati é impossibile attuarlo. Così se un operatore sbaglia, e mette uno zero in più su una cifra, chi vuoi che se ne accorga?
Insomma, la finanza virtuale é un po un giochino, una specie di monopoli a cui possono giocare anche i bambini.
Però, ad operare in finanza, non ci sono solo i bambini, e dai e dai qualcuno se n'é accorto.
Il problema quindi non erano i soldi prestati facilmente, ma i soldi prestati senza avere soldi.
Un tempo sostenevo "la fantasia al potere", ma questa forma di fantasia per me é troppo.

Concludendo, i soldi virtuali bruciati non fanno neanche fumo, e non riflettono per nulla l'economia reale.
Il rischio attuale é che, per salvare le banche e i governi implicati in questo inciucio, ci venga chiesto di mettere mano al portafogli. O che comunque questa montagna di soldi inesistenti si riversino sull'economia, per farli diventare reali spremendoli dalle nostre tasche e dal nostro sudore. Questo é ciò che sta avvenendo: al danno la beffa!

 
 
 
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UNA PROFEZIA DI PIER PAOLO PASOLINI.

Alì dagli Occhi Azzurri uno dei tanti figli di figli, scenderà da Algeri, su navi a vela e a remi. Saranno con lui migliaia di uomini coi corpicini e gli occhi di poveri cani dei padri sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini, e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua. Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali. Sbarcheranno a Crotone o a Palmi, a milioni, vestiti di stracci asiatici, e di camice americane. Subito i Calabresi diranno, come malandrini a malandrini: «Ecco i vecchi fratelli, coi figli e il pane e formaggio!»
 

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