Tutti i servizi pubblici penalizzano il sud. A parità di costi con il nord, a sud i servizi sono una vera schifezza.
Mi é capitato varie volte di prendere i treni più sgangherati del mondo: qualche mese fa, ho preso un treno per Bari, che era messo insieme con il fil di ferro. Il tempo di percorrenza del tragitto é stato più del doppio della media nazionale, anche perché i binari sono malmessi e ci vuole coraggio a far andare quel rottame arrugginito a più di 90 all'ora.
Bene, quello che però fa più rabbia di tutto ciò, é che il prezzo del biglietto é perfettamente uguale a quello che si sarebbe pagato da Milano a Venezia, in una comoda poltrona pulita e con l'aria condizionata. Esempi come questo non sono un'eccezione, ma la norma.
Se esiste qualcosa di nuovo e di comodo, a sud non ci arriva mai. Così può capitare che se l'Alitalia decide di acquistare un nuovo aereo, potete stare certi che quello da rottamare arriva di filata a Reggio Calabria, e potete stare anche certi che il suo volo non sarà mai offerto in promozione.
Quasi tutto il greggio che viene raffinato, é fatto al sud, in specialmodo in Sicilia. Ciò comporta un rischio sociale enorme. I morti non si contano più. Tra tumori ai linfonodi che colpiscono in Sicilia la popolazione giovanile, siamo ai primi posti nel mondo. Chissà come mai?
Noi raffiniamo il greggio, ci ritroviamo le scorie pure sul bucato, e la benzina qui costa spesso più che altrove. Un vero mistero.
Anche l'elettricità qui costa più che altrove, perché paghiamo costi pubblici più elevati. La nostra rete elettrica disperde da tutte le parti, e noi paghiamo anche ciò che non consumiamo. Di ottimizzare lo sperpero energetico non se ne parla. Costerebbe troppo all'azienda elettrica, e gli investimenti conviene farli al nord. E poi per cosa? Tanto c'é chi paga!
La sanità é il vero elemento che unisce nord e sud. Gli sperperi quasi si equivalgono. La differenza é che al nord paga pantanole, e qui paghiamo noi. Infatti qui in Sicilia ad esempio il tetto di esenzione ticket é molto più basso che al nord. Devi essere praticamente in miseria per avere le cure gratuite (7500 euro). Il resto della gente paga spese enormi di ticket sui farmaci (anche quelli salvavita) e sulle spese sanitarie (per una ecografia paghi una media di 45 euro). Ultima novità, non sono neanche più esentati i bambini al di sotto dei tre anni.
Se considerate che mia mamma, spende una media di 45/60 euro a settimana, tra ticket e medicine che non passa il servizio sanitario, vi lascio immaginare quanto le rimane della sua pensione.
Il prezzi dei generi alimentari, a sud sono più bassi che al nord. E lo stesso vale per i canoni di locazione.
Considerata la situazione di depressione economica, sarebbe quantomeno strano il contrario.
I prezzi, generalmente, risentono della legge domanda ed offerta. E qui forse la gente non mette nel carrello ciò che capita, senza curarsi del prezzo. Non per taccagneria, ma per necessità.
Si rinuncia molto e sembra essere tornati indietro di almeno 50 anni. Basta andare a vedere quanti al nord fanno le vacanze, e quanti sono quelli del sud a farle.
La differenza più enorme inoltre tra nord e sud, sono le famiglie monoreddito. Con la conseguenza che spesso una famiglia di 5 o 6 persone, in Sicilia, vive con un solo stipendio.
Come facciano, non saprei dirlo. Ma vi assicuro che é così. Bisognerebbe chiedere una consulenza a loro per far quadrare i conti pubblici.
Inviato da: bamboo furniture
il 21/08/2013 alle 08:08
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il 05/06/2013 alle 09:15
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il 27/03/2013 alle 02:41
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il 10/01/2013 alle 13:19
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il 31/10/2012 alle 02:59