non in mio nome

pena di morte? no grazie (iniziative multimediali in sostegno dei diritti umani e dell'ambiente) a cura di Marco Cinque e Maurizio Carbone

 

NORMA RANGERI

Norma Rangeri

 

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READING VERSUS DEATH PENALTY

READING
VERSUS DEATH PENALTY
Auditorium S. Pancrazio
Tarquinia 27/09/2008



http://myspacetv.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=44269768

 

VIDEO-POESIA OCCHIO PER OCCHIO BLUES

CONCERTO POETICO

"Tamburo a vento
parole al vento"
GALLERIA ANTICHI FORNI
Macerata 5 settembre 2008

http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&VideoID=42403854

 

VIDEO - ARTE E CATENE

Fernando Eros Caro,
colori Yaqui dal braccio
della morte di San Quentin



http://myspacetv.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=41639965

 

VIDEOPOESIE

Morti bianche su orizzonti neri
(ai caduti sul alvoro)

testo e voce (Marco Cinque)
chitarra (Damiano Spinelli)
percussioni (M. Hebrard)
http://movies12.arcoiris.tv/movies/users/mortibianche_643_big.ram

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Diverso (ballata)

testo (Marco Cinque)
voce e chitarra (Damiano Spinelli)
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=10056&ext=_big.ram

 

INIZIATIVA "POETI DA MORIRE"

Associazione culturale Babazuf

presenta

Sabato 3 maggio - ore 16,00

Piazza Domenico Angelini

Sambuco

CASTEL DI LAMA (AP)

BOIA LIBERA TUTTI

Musica e parole in sostegno della moratoria contro la pena di morte

interverranno

MARCO CINQUE

(voce, flauti etnici, marranzani)

MAURIZIO CARBONE

(percussioni etniche, berimbau)

 

POETI DA MORIRE - PROGETTO MULTIMEDIALE

Festival dei diritti umani a Parma


Marco Cinque e Barbara Esposito

http://www.festivaldirittiumani.it/component/option,com_events/task,view_detail/agid,39/year,2007/month,12/day,1/Itemid,31/

“Poeti da morire” - Attività multimediale sulla pena di morte

Storie, immagini, letture e musica per sensibilizzare e coinvolgere sul tema dei diritti umani e della pena di morte. Un gruppo di studenti delle scuole medie del territorio collabora alla realizzazione di un “concerto poetico” ispirato dal libro “Poeti da morire - Scritti dal braccio della morte e contro la pena capitale” di Marco Cinque, Giulio Perrone Editore. L’accompagnamento musicale dal vivo è curato da Marco Cinque e Maurizio Carbone. Durante la lettura, proiezione di immagini sul tema della pena di morte e dipinti realizzati da Fernando Eros Carlo, indiano Yaqui prigioniero da più di 26 anni nel braccio della morte californiano di San Quentin.

"Quando la pena capitale, a prescindere dalle questioni d’innocenza o colpevolezza, viene raccontata da chi la vive quotidianamente sulla propria pelle, coloro che ascoltano iniziano a capire che dietro ciascuno dei numeri di matricola con acclusa la data di scadenza c’è, in realtà, un essere umano che vive, respira, pensa, sogna, prova sentimenti ed è persino capace di tradurli in poesia. Recitare dunque questi versi, saprà mettere a nudo l’omicidio legalizzato, nella sua crudeltà, inutilità, iniquità." (Marco Cinque)

link del progetto "poeti da morire"

http://marcocinque.blogspot.com/2008/01/poeti-da-morire-calendario-2007.html

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LIBRI DI POESIA

 

LIBRI: SAGGI

 

LIBRI CURATI

 

 

« Speculazione e crisi: basta!APPELLO »

PENA DI MORTE - che fare?

Post n°12 pubblicato il 29 Marzo 2008 da cinquemarco
 

di Marco Cinque

"Se uccidessero tua madre e facessero a pezzi tuo fratello; oppure se stuprassero tua figlia e ancora se rapissero e torturassero qualche altro tuo caro, sei sicuro che saresti sempre così contrario alla pena di morte?". Queste sono le domande più gettonate, figlie di un populismo dilagante, che i sostenitori più o meno convinti della necessità che uno Stato debba ricorrere alla legge del taglione, non mancano mai di porre all’abolizionista di turno.
Ora, vaglielo a spiegare che nella sfera emotiva e individuale di una persona ci può anche stare un’azione di risposta estrema, spesso altrettanto spietata di quella subita. Questa risposta però non si arroga il diritto di porsi come modello educativo per chiccessia, ma è solo la soggettiva, comprensibile e non giustificabile reazione personale a un insostenibile dolore subìto.
Quando invece ad uccidere è uno Stato, che al contrario della singola persona deve sempre porsi come modello di riferimento per i suoi cittadini e, quindi, rispondere ogni qualvolta con comportamenti educativi, civili ed equi, deve poi dar conto del fatto che la propria azione repressiva si pone in palese contraddizione con quell’inalienabile diritto alla vita che egli stesso afferma di voler difendere.

Le radici della vendetta di stato
Per caso, uno Stato cosiddetto democratico, per punire i criminali che torturano, li tortura a sua volta? O forse risulta accettabile che la punizione per chi stupra è quella di essere stuprato? Perché, allora, lo stesso Stato non esita ad infliggere, e a farlo nel modo più freddo, spietato e premeditato che esista, il peggiore di tutti i crimini: l’omicidio? Ma una lezione di morte con la quale si pretende di insegnare a non uccidere non è certo una risposta educativa: è come se un insegnante pretendesse di insegnare la non violenza, usando la violenza sui propri alunni.
Cosa spinge, ogni volta che il discutibile mercimonio mediatico "sbatte il mostro in prima pagina", a pulsioni forcaiole dilaganti il cittadino medio, aumentandone a dismisura la voglia di patibolo, se non quella logica vendicativa germogliata dalla radice culturale e religiosa figlia dell’"occhio per occhio"? In particolare sono le religioni monoteiste a rivendicare questa logica, che poi risulta diametralmente opposta a quella del "porgere l’altra guancia". Basta prendere, ad esempio, il quinto comandamento della religione cattolica: "non uccidere". Il dettame in sé parrebbe sacrosanto ed eticamente inattaccabile ma, scavando più a fondo, se ci si chiede quale sia poi la pena per chi non rispetta questo comandamento, la risposta è: una condanna alla morte eterna e a bruciare negli inferi per un tempo senza fine. Per non parlare di ciò che si afferma nel paragrafo 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica: " L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte se questa è l’unica via possibile…".

Retorica e impegno concreto

Frequentemente mi capita di assistere a convegni, conferenze e dibattiti sul controverso argomento della pena capitale ma, se debbo essere sincero, il ricorso alla pur nobile retorica, all’etica, alla moralità e alle statistiche non sortisce però gli effetti desiderati su gran parte della cittadinanza. Purtroppo, il risultato ottenuto con questo tipo di interventi, è quello di aprire porte già aperte, limitandosi a convincere coloro che, più o meno, convinti già lo sono. Quel che manca è un lavoro approfondito di "semina" nel vivo del tessuto sociale, nelle scuole soprattutto, che possa stimolare riflessioni e dubbi anche in coloro che hanno idee e convincimenti diversi dai nostri.
Storicamente, già prima di noi, persone ben più eminenti: da Gesù Cristo a Beccaria, da Voltaire a Hugo, da Camus a Sciascia, etc., hanno fatto ricorso alla retorica per affermare che la pena di morte è qualcosa di moralmente ed eticamente inaccettabile. Sull’altro fronte, invece, secoli e secoli di patibolo non sono riusciti e mai riusciranno ad estirpare la criminalità dalla faccia della terra. Quindi, se da una parte appare chiaro che il ricorso al boia non porterà mai a un qualsivoglia miglioramento sociale, dall’altra è evidente che continuare a rivolgersi soltanto alla sfera intellettiva e cognitiva della gente, non riuscirà a contrastare in maniera efficace quel sentimento vendicativo indotto da lustri di culture e religioni che affermano e giustificano questo ferale principio.

Stati uniti e pena di morte

Il ruolo degli Stati uniti è centrale nella battaglia per l’abolizione della pena capitale, dal momento che, oltre ad essere l’unica democrazia che prevede la legge del taglione, sono anche la più grande potenza mondiale che esporta, a differenza degli stati dittatoriali, i propri usi, costumi & consumi. Non si tratta affatto di becero anti-americanismo, come spesso molti affermano con spocchia, ma di una priorità assoluta che indica l’impossibilità d’accusare di barbarie i regimi senza poterlo fare, in primo luogo, con chi questa stessa barbarie la pratica con profitto. Ma ciò che permette alla pena di morte di proliferare in un paese democratico come gli Usa non è solo una questione cultural-religiosa e nemmeno etica, poiché l’8° emendamento della Costituzione dovrebbe da solo rendere inapplicabile l’omicidio istituzionale. La pena di morte è, in realtà, un vero e proprio businnes che alimenta le campagne elettorali dei candidati politici e che rimpingua le casse delle multinazionali delle sbarre. Non bastano perciò le campagne mondiali e le risoluzioni Onu, mirate esclusivamente al rispetto dei diritti umani, ma sarebbe opportuno creare una sorta di contro-businnes che renda meno conveniente il macabro affare. Se nei casi capitali venissero creati fondi di sostegno con cui garantire una difesa legale degna alle persone da condannare o già condannate; se si pagassero i test del Dna laddove venisse richiesto; se gli oltre 100 ex condannati a morte si costituissero parte civile e facessero ricorso agli stati che li hanno ingiustamente condannati, eccetera, probabilmente si andrebbe a intaccare il cuore dell’ingranaggio che fa girare la ruota della morte di stato negli States.

Cosa fare?

Ci sono poi le organizzazioni abolizioniste, che svolgono un lavoro prezioso e impagabile ma, alcune delle quali, restano invischiate in logiche autoreferenziali che spesso rendono strumentale l’impegno profuso. Quando, alcuni anni addietro, attraverso le pagine del Manifesto, lanciai la campagna nazionale "adotta un condannato a morte", venni accusato di occuparmi troppo di casi individuali e di sprecare quindi tempo e risorse in tal senso. Purtroppo chi affermava di occuparsi solo del problema in generale, non disdegnava affatto di mettere la propria "etichetta" quando invece le vicende individuali diventavano casi mediatici che potevano garantire una certa visibilità. Ad essere sincero, non ho mai incontrato una sola persona che si occupasse di casi individuali e che al contempo non fosse sensibile e impegnata riguardo al problema più in generale; sull’altra sponda, invece, ho avuto parecchie deludenti sorprese.
Ma quali sono le cose da fare attraverso cui potersi occupare concretamente di questo problema? Ci sono strumenti, modi e linguaggi altri che permettono di trasmettere quel benedetto senso etico e morale, non solo mirando alla sfera del "capire", ma anche a quella del "sentire". La multimedialità, ad esempio, che comprende sentieri privilegiati della comunicazione come la poesia, la drammatizzazione, la musica, l’immagine, eccetera, è uno strumento principe per lavorare nei luoghi di formazione e anche in quelli dell’informazione. Uno strumento che muove molto più coinvolgimento, partecipazione attiva e che determina un maggior livello di attenzione in coloro che cerchiamo di convincere.
Questi sono gli strumenti, da assommare alle competenze, di cui, forse, si dovrebbero dotare soprattutto le scuole, i comuni, i centri di aggregazione e tutti i contesti dove il senso etico e morale delle persone si forma. Perché è proprio da lì, dal cuore pulsante di ogni società civile e democratica che la battaglia per il rispetto dei diritti umani e per l’abolizione della pena di morte si dovrebbe giocare, con la convinzione che "un altro mondo è impossibile se non cominci dal tuo".
 
 
 
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INFO


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Data di creazione: 22/02/2008
 
 

VIDEO-INTERVISTA POETI DA MORIRE SU ARCOIRIS TV

NEW - VIDEO POETI DA MORIRE NELLE SCUOLE

VIDEO - POETI DA MORIRE A BOLOGNA - VAG 61

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INIZIATIVE - CALENDARIO 2008

"Poeti da morire"

CALENDARIO INIZIATIVE - 2008
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27 settembre
- Tarquinia
Chiesa di San Pancrazio
con Mario Palmieri, Maurizio Carbone, Stefano Cinque e Giuseppe Lodoli

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17 luglio: "poeti da morire"
alla Locanda Hermann
con Mario Palmieri, Lucia Mossa
e Damiano Spinelli
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(14° festival internazionale di poesia di Genova)
13 giugno: recital “A VOCE ALTA” - al Garibaldi Café, con Luigi Marangoni e Francesco Nardi
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- 18-25 maggio "Arte e catene", mostra personale dei dipindi realizzati dal nativo Yaqui/Aztec Fernando Eros Caro a Cave (RM) Palazzetto dell'Arte.
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- 03 maggio "poeti da morire" in piazza, a Castel Di Lama (AP)
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- 05 marzo "non in mio nome" serata a Roma con Marcos Vinicius

 

INIZIATIVE - CALENDARIO 2007

"Poeti da morire"

CALENDARIO INIZIATIVE - 2007

- Venerdì 23 marzo Belluno Incontro mattutino (Marco Cinque e Maurizio Carbone) scuole medie superiori e concerto poetico al Palasport

- Venerdì 23 marzo – Limana (Belluno) Sala incontri del Comune – concerto poetico di Marco Cinque e Maurizio Carbone Serata coi poeti di Verba Volant

- Sabato 24 marzo – Bologna Concerto poetico al Vag 61 Marco Cinque e Maurizio Carbone con Alberto Masala e Barbara Esposito

- 8 - 12 maggio – Alghero Marco Cinque e Maurizio Carbone presentano 4 incontri sulla pena di morte con scuole medie Auditorium Grazia Deledda
- 11 maggio – Alghero Marco Cinque e Maurizio Carbone con Mariano Melis Concerto poetico Auditorium Grazia Deledda

- 12 maggio – Ossi (SS) Marco Cinque e Maurizio Carbone Centro sociale di Ossi – concerto poetico con i ragazzi della Consulta Giovanile

- Venerdi' 13 Aprile – Roma Marco Cinque e Maurizio Carbone Teatro Morgagni Ore21, Concerto poetico con Marcia Theophilo, Tommaso di Francesco, Igiaba Scego e Geraldina Colotti

- Mercoledì 10 Ottobre - Roma Marco Cinque e Maurizio Carbone Biblioteca Comunale Franco Basaglia Concerto poetico Poeti da morire con Paolo Codato e Fanny Cerri

- Giovedì 25 Ottobre - L’Aquila Marco Cinque e Maurizio Carbone Concerto poetico all’Università dell’Aquila Teatro/aula magna - facoltà di lettere e filosofia

- Sabato 03 novembre - San Polo d'Enza (R.E.) Marco Cinque e Maurizio Carbone Concerto poetico alla Sala Polivalente Festival del Teatro Civile di San Polo

- Sabato 01 Dicembre – Parma Marco Cinque e Maurizio Carbone Concerto poetico con scuole medie inferiori Theatro del vicolo – Festival dei diritti umani a cura di Amnesty International

- Domenica 2 Dicembre - Napoli Marco Cinque presenta "poeti da morire" Teatro Cantolibre – Concerto poetico con Massimo Mollo e Marzia del Giudice (Rua Port’Alba)

- Venerdì 21 dicembre – Roma Marco Cinque e Stefano Cinque Accademia delle Belle Arti di Roma Video e concerto poetico con gli studenti

 

BOICOTTAGGIO

BOICOTTA LE MULTINAZIONALI CHE SOSTENGONO LA PENA DI MORTE

Le seguenti multinazionali, oltre a sostenere George Bush, ex governatore del Texas e responsabile della morte di centinaia di esseri umani, utilizzano i detenuti per fabbricare i loro prodotti:

  • AT & T
  • Coca-Cola
  • Fina
  • Fruit of the Loom (vetements)
  • Pepsico Inc.
  • South West Airlines
  • Perrier
  • Tupperware
  • Texas Instruments
  • Microsoft
  • Intel co.
  • Texaco
  • Shell
  • Chrysler
  • General Motors
  • Ford

OGNI VOLTA CHE APRITE IL PORTAFOGLI FATE UNA SCELTA, FATE CHE NON VI RESTI SULLA COSCIENZA.

 

CD A CUI HO COLLABORATO

"Madre Terra" di Maurizio Carbone

"Violando" dei Rua Port'Alba

 
 

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