La storia della maschera veneziana inizia molti secoli fa con le prime scuole di “mascareri, che risalgono al XIV secolo. A quei tempi l’uso della maschera era diffuso non solo a carnevale ma in moltissime altre occasioni di vita quotidiana, in quanto mascherarsi permetteva di celare la propria identità. A partire dal 1600 il governo della Repubblica di Venezia istituì delle regole per limitare l’uso delle maschere in attività clandestine, rendendole obbligatorie in occasione di feste pubbliche e cerimonie ufficiali.
Dopo la caduta della Repubblica, sotto il governo austriaco, l’uso della maschera fu limitato alla festa carnevalesca e attraversò così una fase di decadenza fino a qualche decennio fa. A partire dal 1979 gruppi di cittadini e associazioni civiche veneziane hanno risvegliato l’interesse dei veneziani e di migliaia di persone da tutto il mondo per il Carnevale e la ricchezza della sua tradizione.
Da allora fino ad oggi ogni anno durante le due settimane precedenti alla quaresima si vedono sfilare per le calli di Venezia maschere e costumi di ogni tipo: da quelle tradizionali del settecento, come la Bauta, la Gnana o la Moreta, a quelle più originali e nuove, nate dall’inventiva di molti artigiani, passando per i personaggi goldoniani della Commedia dell’Arte, come Arlecchino, Pulicinella, Pantalone e Colombina. Venezia è ricchissima di atelier e botteghe di mascareri, che creano maschere artigianali di ogni genere, quasi sempre abbinate a costumi pregiati e sontuosi. Queste maschere nascono per lo più su richiesta degli acquirenti, che desiderano possedere e indossare, almeno una volta nella vita, una vera maschera veneziana. Molto spesso nascono semplicemente dalla creatività di un artista, che nella creazione di una maschera riesce ad esprimere le proprie sensazioni, la propria gioia di vivere in un viaggio ricco di magia ed emozioni.
Questo è ciò che prova l’artista delle maschere veneziane Marco di Lauro, fondatore delle “Maschere Veneziane dal Lago di Como”, un gruppo di 20 persone che sfila con i costumi tipici veneziani in occasione di feste, sfilate e carnevali in tutto il mondo. I costumi e le maschere sono realizzati a mano e con la macchina da cucire da Marco stesso. Un artista poliedrico che, dopo un viaggio a Venezia negli anni ’90, stregato dalla sua atmosfera, decide di proiettare la sua fantasia e creatività nella realizzazione di maschere. L’idea di intervistare Marco nasce dalla curiosità di sapere quale progetto si cela dietro le bellissime maschere veneziane e come vengono create. Ma soprattutto dal desiderio di conoscere un vero “mascarero” che crea maschere con le proprie mani, come si faceva centinaia di anni fa.
Per Marco la maschera è forma sublime d’espressione, in cui concretizzare sensazioni ed emozioni della vita di ogni giorno. Egli stesso ribadisce: “Non sempre le mie creazioni sono frutto di un progetto, di una ricerca, di un bozzetto, ma sono la creazione istantanea attraverso l’esteriorizzarsi di una sensazione o di un sentimento”.
“Anche un’emozione vissuta in un particolare momento della giornata o semplicemente un particolare, che può essere un certo tipo di stoffa, una pietra colorata o un oggettino scoperto al mercatino delle pulci, mi danno l’idea per una nuova maschera”.
Ma com’è fatta una maschera? La tipica maschera veneziana del ‘700 è di cartapesta, che significa letteralmente “carta macerata” in acqua. La maschera viene creata con striscioline di carta assorbente bagnata incollate tra di loro. Per prima cosa viene data forma alla creta, su cui si cola il gesso liquido per fare lo stampo. Quando il gesso è asciutto, lo stampo al negativo viene isolato con della gommalacca e un distaccante grasso. Quindi si posizionano i pezzi di carta assorbente bagnata su tutta la superficie della maschera e si fa pressione con le dita affinché la carta aderisca bene senza pieghe. In questo caso si cosparge generosamente di colla da tappezziere e si inizia col secondo strato. Gli strati di carta e colla variano a seconda della grandezza e dello spessore che si vuole ottenere. Quando la maschera è asciutta, si estrae dallo stampo e si lavora con carta vetrata, si fanno gli occhi e si tagliano i bordi in eccesso. La prima fase di costruzione della maschera si conclude con la prima mano di tempera bianca.
Oggigiorno le botteghe artigiane che utilizzano questa tecnica si contano sulla punta delle dita. È un procedimento che richiede un dispendio di tempo molto elevato e non solo! La maschera di cartapesta portata sul viso ha lo svantaggio di ammorbidirsi con i vapori del respiro e dopo alcune ore si attacca alla pelle e corre il rischio di rompersi. Per questi motivi è più adatta come decorazione da appendere alla parete, come le maschere in ceramica. Marco ci svela che la maggior parte delle maschere indossate sul volto durante il carnevale sono in resina rivestita di cellulosa, un materiale molto leggero e comodo da indossare anche per giornate intere. La maschera autentica, unica e originale, nasce nel momento della decorazione, che è la fase più importante della creazione vera e propria della maschera stessa completata dal costume.
“Utilizzo stoffe di ogni tipo, ma prevalentemente raffinate e di alta qualità, proprio come le mie maschere; vado alla ricerca del particolare e punto più sulla qualità che sulla quantità.” Questo è quello che distingue l’artista mascarero per passione dall’artigiano mascarero per professione.
Marco si serve nelle seterie e nei rinomati negozi di tessuti della sua Como: seta, broccati, velluto di seta, raffinati pizzi lavorati, raso di seta. Ma anche altri materiali, a seconda dell’ispirazione. Le stoffe vengono impreziosite con brillanti e Swarovski, perle, pietre, glitter, piume, marabù, foglie oro e oggetti particolari, scovati nei mercatini e adattati alle sue “opere d’arte”. Marco usa colla a caldo, ago e filo per attaccare gli ornamenti alla maschera grezza e decorare il costume coordinato, che cuce lui stesso.
Durante l’intervista Marco mi mostra una delle sue ultime creazioni, la maschera che indosserà al Carnevale di Venezia di quest’anno: un gioco magico di colori, viola e oro. La maschera, tempestata di Swarovski viola chiaro e ambra, trova il suo completamento nel costume, una veste ampia di raso di seta e di broccato viola. Il volto è illuminato dal collo di seta beige-oro e dal sontuoso copricapo, ornato di foglie in glitter oro e piume di marabù. I riflessi di luce che scaturiscono da questa maschera colpiscono i sensi e richiamano un’epoca passata. Qualcosa di unico e irripetibile che nemmeno l’artista può ricreare una seconda volta.
L’artista comasco non è ancora riuscito a separarsi da nessuna delle sue maschere, nonostante abbia ricevuto offerte di acquisto di intenditori da tutto il mondo.
Una maschera completa di costume viene venduta a Venezia a partire da 3000 euro. Ma Marco sottolinea come il valore economico delle sue creazioni sia difficilmente quantificabile, tanto è il lavoro, la passione e la ricerca impiegato nella loro realizzazione. Ogni maschera veneziana di Como è un’opera d’arte unica in quanto esprime la simbiosi tra lago e mare, caratteristica propria dell’artista mascarero “Marco dl maschere”.




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