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Campi di percezione

Post n°15 pubblicato il 12 Febbraio 2008 da marcopolo123mo
 
Tag: zen

… il nostro modo di percepire la realtà è strettamente

correlato con la nostra felicità o sofferenza.…….

Quando ci innamoriamo di solito perdiamo la testa

per l’immagine che abbiamo della persona amata.

Non riusciamo più a mangiare, a dormire, a fare niente,

perché in noi quell’immagine è così forte!

La persona amata ci appare meravigliosa, ma l’immagine

che ne abbiamo potrebbe essere, di fatto, molto lontana

dalla realtà. Noi non ci rendiamo conto che l’oggetto

della nostra percezione non è la realtà in sé ma

un’immagine che abbiamo creato.

Dopo esserci sposati e avere vissuto con la persona amata

per due o tre anni ci rendiamo conto che l’immagine a cui

ci aggrappavamo, che ci faceva passare le notti in bianco

a pensarla, era in gran parte falsa.

L’oggetto della percezione, la nostra immagine dell’amato,

appartiene alla seconda modalità di percezione, quella

della rappresentazione: la nostra coscienza manifesta

un’immagine dell’oggetto ed è quell’immagine che noi amiamo.

L’immagine amata potrebbe non avere niente in comune

con la persona in sé.

E’ come fare una fotografia di una fotografia.……

La persona che amiamo non è una persona reale ma

un’immagine creata dalla nostra coscienza.

Questa falsa percezione può generare sofferenza.

Seduti in auto di fianco a nostra moglie la ignoriamo del tutto

perché crediamo di sapere già tutto di lei, crediamo che

su di lei non ci sia più nulla di interessante da imparare.

Siamo prigionieri di questo genere di sentimenti e percezioni.

A volte l’odio e la rabbia si sostituiscono all’amore,

ma neanche queste percezioni corrispondono al regno

delle cose-in-sé.

E così può capitarci di vivere per trenta anni con una persona

e di non essere ancora capaci di comprenderne la verità.

La nostra immagine di lei, forse, è più vicina al mondo

delle cose-in-sé di quanto non lo fosse l’immagine che

ne avevamo trenta anni fa; ma è ancora un’immagine,

appartiene ancora al mondo delle rappresentazioni.

… crediamo di sapere già tutto dell’essere umano che ci siede accanto:

lo amiamo o lo odiamo, a seconda delle immagini che ci siamo creati da soli.

 

 
 
 
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