Che noi si scriva, si parli o solo si sia vistiRimaniamo evanescenti. E tutto il nostro essereNon puņ in parola o in volto giammai trasmutarsi.L'anima nostra č da noi immensamente lontana:Per quanta forza si imprima in quei nostri pensieri,Mostrando l'anime nostre con far da vetrinisti,Indicibili i nostri cuori pur sempre rimangono.Per quanto di noi si mostri continuiamo ignoti.L'abisso tra le anime non puņ esser collegatoDa un miraggio della vista o da un volo del pensiero.Nel profondo di noi stessi restiamo ancora celatiQuando al nostro pensiero dell'essere nostro parliamo.Siamo i sogni di noi stessi, barlumi di anime,E l'un per l'altro resta il sogno dell'altrui sogno.Sonetto n°1Fernando Pessoa(1888-1935)
Post N° 27
Che noi si scriva, si parli o solo si sia vistiRimaniamo evanescenti. E tutto il nostro essereNon puņ in parola o in volto giammai trasmutarsi.L'anima nostra č da noi immensamente lontana:Per quanta forza si imprima in quei nostri pensieri,Mostrando l'anime nostre con far da vetrinisti,Indicibili i nostri cuori pur sempre rimangono.Per quanto di noi si mostri continuiamo ignoti.L'abisso tra le anime non puņ esser collegatoDa un miraggio della vista o da un volo del pensiero.Nel profondo di noi stessi restiamo ancora celatiQuando al nostro pensiero dell'essere nostro parliamo.Siamo i sogni di noi stessi, barlumi di anime,E l'un per l'altro resta il sogno dell'altrui sogno.Sonetto n°1Fernando Pessoa(1888-1935)