Mi ripeto questa domanda da quando ero ragazzino, ma con il passare del tempo ha assunto significati sempre diversi.
Con il trascorrere degli anni sono mutati i desideri, gli obiettivi, gli stimoli.
Mi sono prefissato dei traguardi, e per fortuna non ne ho ancora raggiunti. Dico per fortuna perché amo vivere, soffrire, combattere, emozionarmi. E ridere.
Come si fa a non ridere, in un mondo dove la quotidianità ci fa temere la calvizie e l’obesità più della morte stessa? Non è un mondo superficiale e frivolo già di per sé?Credo che l’invenzione più deleteria per l’umanità sia stata lo specchio. Ci ha fatti ammalare, ci ha stregati, ci ha resi schiavi. La strega delle fiabe è l’edonismo imperante.
Qualcuno riesce a mettersi davanti allo specchio ed a guardarsi negli occhi, fiero, ma troppe volte prima di potersi guardare negli occhi ci si osserva nella propria interezza esteriore.
Non accorgendomi di crescere dentro, non me ne accorgo neppure fisicamente. Ma di osservarmi attentamente non me ne preoccupo. Il mondo è sempre pieno di gente pronta a (farci) notare quello di nostro che noi non riusciamo / vogliamo vedere. E questa gente ce ne rende partecipe, in tanti modi…
Mi piace essere accarezzato… Mi piace assistere ai concerti, anzi… mi piace parteciparvi.
Con il mio cuore, con i miei brividi, con i miei mal di pancia.
Mi piace amare la ragazza che mi sta a fianco, anche solo per la durata di un ritornello pop; e in quel momento credo di amarla come non ho mai amato nessuna, e ci credo con tutto me stesso.
E la band suona.
Sono un paradosso vivente… Amo le brave ragazze, quelle che studiano e non hanno grilli per la testa… ma le amo nel momento in cui si ribellano, e si comportano da cattive ragazze.
Ed amo anche le cattive ragazze, quelle che ti sputano addosso il loro veleno e il loro disprezzo, troppe volte finto… ma le amo nei momenti in cui chiudono gli occhi e sospirano, e diventano dolci… Quando diventano dolci sono le più dolci di tutte…
È sempre così, involontariamente o meno, sempre questo accade. Anche a me. Chissà…
Sono frammenti di vita. Mia. Degli altri.
Allo stesso modo in cui amo essere coccolato, io amo prendere pugni in faccia. È stupido, forse, ma mi fa sentire vivo.
Una delle sensazioni più belle che abbia mai provato, è stato quel senso di liberazione dirompente provato nel mezzo della folla esagitata di un concerto.
Lo spazio aperto, il terriccio sulle scarpe, poi sui vestiti, infine in bocca… l’isteria e la rabbia repressa dei ragazzi che mi urtavano come una multi-ball in un flipper in (eterno) tilt…
Ed alla fine guardarsi tutti in faccia, le ossa rotte, le labbra spaccate, gli arti insensibili, la pressione atmosferica che sembra schiacciarti a terra come una formica sotto un pneumatico.
E poi ridere, ridere, ridere…
Voglio provarlo ancora. Voglio provarlo per sempre… Fino a quando le mie ossa saranno abbastanza giovani per ricomporsi, la mia pelle per cicatrizzarsi, il mio spirito per non arrendersi al torpore della rassegnazione.
Fino a quando la band suonerà, io le starò di fronte a dimenarmi, oppure ad ammirarla, in base al mood del momento. Ma voglio rimanere lì, anche quando gli altri rideranno, mi rideranno in faccia, ma subito dopo, dentro di loro diventeranno tristi, perché capiranno che non sono più neanche in grado di battere il ritmo con il piede.
Nel momento in cui la notte cesserà di esistere, mentre sarò ancora dolorante a terra, le mani premute sullo stomaco a tastare le costole rotte, voglio volgere il mio sguardo tumefatto verso il sole nascente, e vedere in controluce le mie speranze, i miei piccoli sogni, i miei traguardi, come fosseropulviscolo in mezzo ai raggi del sole, librarsi nell’etere e volare via, lontano, sempre più lontano… Ed in quel momento desidererò che si fermino solo in un punto così distante che io possa cercarli ancora a lungo. Per sempre, magari…
Il video che segue non è quello ufficiale della canzone che ne fa da colonna sonora.
Questa canzone non ha un video ufficiale, in quanto trattasi di una b-side di un disco singolo.
La band che la esegue è discretamente famosa, e si chiama EDITORS.
Anche se la canzone non è tra le più conosciute, secondo me è una delle migliori del loro repertorio.
Le immagini sono state montate da un ragazzo appassionato di anime giapponesi (in questo caso, se non sbaglio, sono spezzoni di “Full Metal Alchemist”).
Ognuno può adattare una canzone alle immagini che scorrono nella propria mente. Basta chiudere gli occhi. Se chiudendo gli occhi non parte il filmato, credo si debba provare a battere il ritmo col piedino…
Ma, a questo punto, non credo possiate riuscirci…
EDITORS - Dust in the sunlight (UNOFFICIAL VIDEO)
P.S. Accidenti! Rileggendomi mi sembra quasi di essermi espresso a suon di slogan! Tremendo! La prossima volta inventerò un nuovo spot per la Coca-Cola!
Inviato da: valveclassik
il 25/08/2010 alle 13:50
Inviato da: NegliAbissiDellaVita
il 25/09/2009 alle 16:14
Inviato da: juliancasablancas
il 21/09/2009 alle 13:57
Inviato da: juliancasablancas
il 21/09/2009 alle 13:55
Inviato da: NegliAbissiDellaVita
il 17/09/2009 alle 15:38