Creato da donoemozioni il 13/11/2007

Me...eccomi!

io...sono cosi!! che devo fare???

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VIENI QUI......................... È STUPENDA!!!

Almeno adesso che
Siamo seduti qui
Perchè non mi racconti
Cosa non va per te
Perchè non resti qui
...non hai tempo mai
perchè non ti fermi
dimmi dove vai

Vieni qui!Vieni qui!
Vieni qui!Vieni qui!

So che non è così
Quello che avevi in testa
Non ci puoi fare niente
La vita non si ferma
Perchè non pensi che
Ora che sei con me
Se anche non ti ricordi
(se anche) non sai perchè

Vieni qui!Vieni qui!
Vieni qui!Vieni qui!
Vieni qui!Vieni qui!
Vieni qui!Vieni qui!

GUARDAMI
Non potrai mai trovare un altro come me
Sarà difficile perfino anche per te
Che hai sempre avuto tutto
Tutto facile

Almeno adesso che
Siamo seduti qui
Perchè non me lo dici
Quello che vuoi da me
Cosa vorresti che
Cosa vorresti se
Se tu potessi avere
Tutto quello che c’è

Vieni qui!Vieni qui!
Vieni qui!Vieni qui!
Vieni qui!Vieni qui!
Vieni qui!Vieni qui!

GUARDAMI
Non potrai mai trovare un altro come me
Sarà difficile perfino anche per te
Che hai sempre avuto tutto
Tutto facile

GUARDAMI
Non potrai mai trovare un altro come me
Sarà difficile perfino anche per te
Che hai sempre avuto tutto
Tutto facile

Vieni qui!Vieni qui!
Vieni qui!Vieni qui!
Vieni qui!Vieni qui!
Vieni qui!Vieni qui!

 

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Mi hanno mandato questa mail...

Post n°63 pubblicato il 21 Luglio 2008 da donoemozioni

e io ho deciso di girarvela a voi! Se volete copiatevela e inviatela ai vostri amici...è bellissima!!! E per giunta mi è arrivata da una persona che non so chi sia...

Un  giorno.....



Ero un ragazzino delle superiori,
vidi un ragazzo della mia classe




che stava tornando a casa da scuola.
Il suo nome era Arturo e  sembrava
stesse portando tutti i suoi libri.




Dissi tra me e me:
perché mai uno dovrebbe portarsi a casa  
tutti i libri di venerdì?




Deve essere un ragazzo strano.
Io  avevo il mio week - end  pianificato
(feste e una partita di pallone con i miei  amici),
così ho scrollato le spalle e mi sono incamminato.




Mentre stavo camminando vidi un gruppo di ragazzini che
correvano incontro ad  Arturo...
Gli arrivarono addosso facendo cadere tutti i suoi libri
e lo spinsero facendolo cadere nel  fango.
I suoi occhiali volarono via, e li vidi cadere nell' erba
un paio di metri più in là.




Lui guardò in su e vidi una terribile tristezza nei suoi occhi.
Mi rapì il cuore!
Così mi incamminai verso di lui mentre stava cercando i suoi
occhiali e vidi  una lacrima nei suoi occhi.
Raccolsi gli occhiali e glieli diedi dicendogli:
'quei  ragazzi sono proprio dei selvaggi,
dovrebbero imparare a vivere.'




Arturo mi guardò e disse: 'grazie!'
C'era un grosso sorriso sul suo  viso,
era  uno di quei sorrisi che mostrano
vera gratitudine.




Lo aiutai a raccogliere i libri e gli chiesi dove viveva.
Scoprii che viveva vicino a me così gli chiesi
come mai non lo avessi mai visto prima,
lui mi spiegò che prima andava in una scuola privata.



Parlammo per tutta la strada e io lo aiutai a portare alcuni libri.
Mi sembrò un  ragazzo molto carino ed educato così gli chiesi
se gli andava di giocare a calcio con i miei amici e lui disse di si.
Rimanemmo in giro tutto il week end e più lo conoscevo più Arturo
mi piaceva così come piaceva ai miei amici.



Arrivò il lunedì mattina ed ecco Arturo
con tutta la pila dei libri. Lo fermai e gli dissi:
'ragazzo finirà che ti costruirai dei  muscoli incredibili
Con questa pila di  libri ogni giorno!'
Egli  rise e mi diede metà dei libri.
Nei successivi quattro anni io e Arturo
diventammo amici per la pelle.



Una volta adolescenti cominciammo a pensare all'università,
Arturo decise per  Roma ed io per un altra città.
Sapevo che saremmo sempre stati amici e che la distanza
non sarebbe stata un problema per noi.
Arturo sarebbe diventato un dottore mentre io
mi sarei occupato di cause e litigi.



Arturo era il primo della nostra classe
e io l'ho sempre preso in giro per essere un secchione.
Arturo doveva preparare un discorso per il diploma.
Io fui  molto felice di non essere al suo posto
sul podio a parlare.



Il giorno dei diplomi, vidi Arturo, aveva un ottimo aspetto.
Lui era uno di quei ragazzi che aveva veramente  
trovato se stesso durante le scuole superiori.
Era un pò pieno nell'aspetto e stava molto bene
con  gli occhiali.
Aveva qualcosa in più e tutte le ragazze lo amavano



Ragazzi qualche volta ero un pò geloso!
Quello era uno di quei giorni,
potevo vedere che era un pò nervoso
per il discorso che doveva fare,
così  gli diedi una pacca sulla spalla e gli dissi:
'giovane te la caverai alla grande!'
Mi guardò con uno di quegli sguardi
(quelli pieni di gratitudine)
sorrise e mi disse: 'grazie'.



Iniziò il suo discorso schiarendosi la voce:
'nel giorno del diploma si usa ringraziare coloro
che ci hanno aiutato a farcela in questi anni duri.
I genitori, gli insegnanti, ma più di tutti i tuoi  amici.
Sono quì per dire a tutti voi che essere amico di qualcuno
è il più bel regalo che voi potete fare.



Voglio raccontarvi una storia:
'Guardai il mio amico Arturo incredulo non appena cominciò
A raccontare il giorno del nostro incontro.
Lui aveva pianificato di suicidarsi durante il week end.
Egli raccontò di come aveva pulito il suo armadietto a scuola,
così che la madre non avesse dovuto farlo dopo,
e di come si stesse portando a casa tutte le sue cose.


Arturo mi guardò intensamente e fece un piccolo sorriso.
'Ringraziando il cielo fui salvato,
il mio amico mi salvò
Dal fare quel terribile gesto'.


Udii un brusio tra la gente a queste rivelazioni.
ll ragazzo più popolare ci aveva appena raccontato
il suo momento più debole.


Non sottovalutate mai il potere delle vostre azioni.
Con un piccolo gesto potete cambiare la vita di una persona,
in meglio o in peggio.


Dio fa incrociare le nostre vite perché
ne possiamo beneficiare in qualche modo.
Cercate il buono negli altri.




Ora tu hai due scelte, puoi:
1)  passare questo messaggio ai tuoi amici
2) cancellarlo e agire come se  non ti avesse toccato il cuore
.


Come puoi vedere io ho scelto la numero 1.
'gli  amici sono angeli che ci sollevano i piedi quando le  
nostre ali hanno problemi nel ricordare come si vola.'


Non c'è né inizio né fine. Ieri è storia.
Domani è mistero.

 
 
 
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LA MIA TRISTEZZA...

 

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CRAWLING LINKING PARK

[chorus:]
crawling in my skin
these wounds they will not heal
fear is how i feel
confusing what is real

there's something inside me that pulls beneath the surface
consuming/confusing
this lack of self-control i fear is never ending
controlling/i can't seem

[bridge:]
to find myself again
my walls are closing in
(without a sense of confidence and i'm convinced that there's just too much pressure to take)
i've felt this way before
so insecure

[chorus]

discomfort,endlessly has pulled itself upon me
distracting/reacting
against my will i stand beside my own reflection
it's haunting how i can't seem...

[bridge]

[chorus]

[chorus]

 




Strisciando


 
[Ritornello]
Strisciando nella mia pelle
queste ferite non guariranno mai
La paura é ciò che sento
Non capendo quello che è reale
 
C’è qualcosa dentro di me che spinge da sotto la superficie
Sprecando/confondendo
Ho paura che questa mancanza di autocontrollo non avrà mai fine
Controllando/non riesco ad sembrare vivo
 
[Ponte:]
Per ritrovarmi di nuovo
Le mie pareti si stanno accorciando
(senza un senso di confidenza e sono convinto che  c’è troppa pressione da sopportare)
Mi sono già sentito così prima
Così insicuro
 
[Ritornello]
 
Sconforto, incessantemente si è impadronito di me
Distogliendo/reagendo
Contro la mia volontà sono accanto al mio riflesso
Sta tormentandomi perché non riesco ad mostrare come sono
 
[Ponte]
 
[Ritornello]
 
[Ritornello]

 
 
 
 

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