Post n°1314 pubblicato il
30 Ottobre 2007 da
maschiosiculo1961
Non era un granchč, era uno di quelli da studio. Ricordo, un mare di anni fa, Ricordi (non della mente . . . ) , un affare piccolo, con un suono capace di cambiare sempre, in giro nelle varie stanze dove l'ho portato, negli anni della mia gioventų. La mia maestra, allora credevo avesse ben pių di novant'anni . . . era solo anziana, aveva un piano che . . suonava da solo, lei sfiorava quei tasti per farene uscire le melodie pių belle del mondo, ed io volevo suonare Venditti e De Andrč! E poi, e poi . . adesso non c'č pių, barattato con una vita di quel che credevo e non esisteva per davvero . . . e mi manca, si , il piano, in queste stanze . . .poche, mi manca. La musica di Elisa e di Mario sono favolose ma non arriva il sapore del piano. Aveva anhe un odore di legno, non so se fosse giovane, certo io lo ero, e lo sarei anora, con un piano!
