« Vigne III

Vigne IV

Post n°439 pubblicato il 12 Marzo 2018 da Disegnorupestre
 

«Vale a dire?».

 

«Schivo e riservato. L'ho definito espansivo, ed è vero, ma non rivela mai alcunché, apertamente, di sé. La giovialità e la socievolezza non fanno di lui una persona disposta a confidarsi... Non pubblicamente, almeno. Credo che consideri i suoi sentimenti più intimi come un tesoro da non dissotterrare, se non molto raramente.».

 

«Lo pensate?».

 

«Ne sono certo, Georges. Ne sono certo.».

 

«Vorrei tanto chiedere un vostro consiglio, Magnifico!».

 

«Un mio consiglio... Io posso giudicare da ciò che vedo, signore, ma non conosco i suoi pensieri... Posso dirvi di restargli accanto...».

 

«Posso farlo mentre non è qui, ma... Diversamente, mi risulta impossibile.».

 

«Scrivetegli!».

 

«Come?».

 

«Sì, scrivetegli. Iniziate una corrispondenza, con lui. Parlategli di voi... Vedrete che vi parlerà di sé.».

 

«Pensate che, tra noi, manchi la fiducia?».

 

«No! Cosa pensate, ora? Dubitate di voi stesso! Dico soltanto che, al riparo da altri occhi, e sapendosi non osservato, né ascoltato da estranei, riverserà, nelle lettere indirizzate a voi, tutti, o, almeno spero, molti, pensieri nascosti... Zone inesplorate del suo cuore vi appariranno, improvvisamente, rischiarate dalla luce della comprensione e della confidenza.».

 

«Temo di sbagliare. Temo di non saper dargli ciò che merita!».

 

«Non vi conoscevo, in questi termini, signore!».

 

«Posso accettare mille e mille errori, per me stesso, ma la sola idea di sbagliare riguardo ai miei cari mi fa sprofondare nel dubbio di non essere, per loro, il riferimento che spero di essere, e per cui ho lavorato tanto!».

 

«Véronique non è stata un simile tormento!».

 

«Lo è stata molto di più! Se penso alle notti insonni, alle lacrime, alla rabbia... Ai dubbi... Alle interminabili discussioni con Louise... Oh! Perdonatemi, Magnifico! Sto confidando, a voi, dettagli di vita intima che possono risultarvi soltanto noiosi!».

 

«Véronique è felice, signore?».

 

«Ah! Credo di sì... Almeno... Mi dice di esserlo... Sembra esserlo... Certamente... Se penso a come ho immaginato di agire, nella sua vita, intendendo metterla al sicuro da ogni disgrazia... Ho soltanto tentato di offrirle il meglio, e non ho pensato che, forse, avrebbe preferito che io non mi fossi affannato fino allo sfinimento, per lei, ma che non le avessi spianato la salita... Forse non sono stato un buon padre, semplicemente.».

 

«Cosa ve lo fa credere, Georges?».

 

«Il dubbio. L'incertezza. Vorrei che, entrambi, fossero felici, e che niente venisse a turbare la luce dei loro sorrisi.».

 

«Voi avete mai sofferto, Georges?».

 

«Sì, Magnifico. Su di me, credete, palpitano ferite ancora aperte. Sanguinano quotidianamente.».

 

«Vedendovi, non si direbbe. La luce che circonda la vostra persona lascia intravedere un uomo sicuro di sé, solido, completo ed in pace con se stesso ed i fratelli. Non è così?».

 

«Probabilmente una parte di me è questo... Non lo nego... Ma... Questo è quanto io mostro al mondo, evidentemente.».

 

«Dal nostro dialogo sono portato a pensare che molto altro vi tormenti, invece.».

 

«Questo è vero. Non sono, mai, pienamente soddisfatto.».

 

«Voi ritenete che i vostri genitori non siano stati capaci di fornirvi tutto ciò di cui necessitavate? O di cui avreste mai potuto necessitare?».

 

«I miei genitori hanno dato tutto, per me.».

 

«Hanno potuto impedirvi di soffrire?».

 

«Ah! No! Certamente no!».

 

«Eppure, voi non li considerate colpevoli delle vostre sofferenze.».

 

«Se li avessi ritenuti responsabili di qualche mia disgrazia, non l'avrei nascosto. Mi hanno insegnato ad essere sempre sincero, ed, almeno in questo, non credo d'aver mancato.».

 

«Pensate di poter impedire che i vostri figli soffrano?».

 

«No, Magnifico. Io tento di fare in modo che la sofferenza che li colpirà non sia, in alcun modo, imputabile a me. Credo che essere un buon genitore significhi questo.».

 

«Indubbiamente è così, Georges. Lo credo e lo ribadisco. Mi dite che Véronique sembra essere felice...».

 

«Serena, almeno. No... Forse è realmente felice... Lo spero.».

 

«Il vostro Bénoît è, probabilmente, più sfaccettato di lei. Cela parti che vi sono ancora sconosciute, e che, probabilmente, non desidera svelare. Forse la sua tutela comporta sacrifici che non si sono presentati, con lei... Forse la sua formazione è più difficile, o, semplicemente, più popolata da imprevisti. Sì, la sto vedendo come un'immensa vallata luminosa, con omini accucciati che vi guardano, sospettosi. Pronti ad alzarsi e ad opporsi a voi. Anche a me, forse. Molto da lontano, ma anche a me. Bénoît è anche una mia responsabilità.».

 

«La mia venuta qui ha sollevato un problema che vi era sconosciuto, forse?».

 

«Sì, l'ammetto. Non credevo che il piccolo valutasse già un'idea di futuro. Buon segno, questo. Significa che l'esercizio alla meditazione ha portato buoni frutti... Molti suoi compagni apprezzano il momento attuale, e non sembrano preoccuparsi del dopo.».

 

«Louise non accetta la richiesta di nostro figlio. Non sa immaginare una vita senza di lui. Non gliene ha ancora parlato, ma ha espresso a me, pienamente, il suo dissenso. Credo che s senta fallita.».

 

«Fallita?».

 

«Sì... Fallita, dato che, se Bénoît partisse, non gli starebbe più accanto. Credo che valuti di non essere stata capace di fornirgli il rifugio che merita.».

 

«Prima dell'eventuale decisione definitiva, Georges, manca un intero anno... Il ragazzo potrebbe cambiare idea... Incontrare prospettive maggiormente allettanti, ai suoi occhi...».

 

«Ne dubito, Magnifico. Ne dubito. I racconti del nostro amico Michel gli sono entrati nel sangue. Il suo aspetto felice, stabile, soddisfatto, gli hanno trasmesso il desiderio di emularlo... Credo che sia attratto dal lontano in sé... Dall'esotico. Che sia buono o meno... L'esperienza della conoscenza è la sola valida. Altre lingue, altri colori, altri profumi... Un altro sole. Un'altra notte. Il nostro pulcino reclama ali d'aquila.».

 

«Io posso, ora, e nel tempo a venire, durante il quale rimarrà qui, fornirgli il meglio di ciò che abbiamo. Posso restargli accanto, se è ciò che chiedete. Posso costeggiarlo, senza fermarlo. Posso essere la sua seconda ombra.».

 

«Lo fareste, Magnifico?».

 

«Lo farei, signore, se per voi fosse importante.».

 

«Io ho conosciuto un bene immenso, qui. Devo moltissimo, a questo luogo, ed ad i suoi abitanti. Il caro François è invecchiato, ma nei suoi occhi io continuo a vedere il ragazzo che mi teneva tra le braccia e mi rivelava dolcissime verità, oltre a lasciarmi intingere le dita nel miele...».

 

«Lo ricordate ancora?».

 
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