Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

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Messaggi di Maggio 2020

'STI CINESI: NON SEMPRE SI PUO' VINCERE

Post n°3571 pubblicato il 27 Maggio 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Compie 74 anni la famosa Vespa Piaggio, orgoglio italiano e segno di una intraprendenza industriale che insieme ad altri "oggetti" nati dalla volontà e dalla creatività dei nostri imprenditori, denotano l'immediato dopoguerra italiano, ricco di speranze e di prospettive ragguardevoli. I cinesi, come molti di voi ricorderanno se hanno qualche capello bianco, oltre 40 anni fa, cominciarono a fare i turisti: il regime comunista era finito con Mao e le maglie dei regimi successivi, erano più larghe da consentire i  primi passi fuori dalla loro immensa nazione. Erano in giro dappertutto, erano a visitare le città più belle al mondo e grazie all'economia del loro paese che si apriva lentamente alla globalizzazione, avevano più possibilità di avventurarsi all'estero. Un accessorio era sempre tra le loro mani:  la macchina fotografica non mancava mai! Erano foto su foto: monumenti, scorci e bellezze naturali, pose davanti a tutto ciò che mostrasse la città in cui erano stati, insomma, era uno scatto continuo e interessato a tutti e tutto. "Oggetti", i nostri usi e costumi e tutto lo scibile possibile, erano fotografati. Ricordiamoci pure, tanto per essere precisi, che fotografavano anche le pizze che mangiavano: novità assoluta per loro e non mancavano di prendere nota degli ingredienti per poterle preparare...a casa. Chiaro vero? Voglio dire che la grande avventura cinese nel mondo, è iniziata così: riportare in patria documentazioni fotografiche, filmini e appunti specifici e utilissimi. Oggi la Cina è una super potenza industriale,  economicamente forte e invadente. Cosa non abbiamo comprato dai cinesi in tutti questi anni? Tutto l'immaginabile, con prezzi stracciati. Poi abbiamo cominciato  a capire che pagavamo poco per la limitata qualità e il basso costo del lavoro. Il resto è storia recente che conosciamo tutti: la loro tenacia, la loro cura e professionalità, nel tempo sono accresciuti e oggi posso misurarsi su tutti i "tavoli" possibili e immaginabili. Però una mazzata l'abbiamo data a questi signori, una botta sonora per farli rientrare nel loro orgoglio e nelle loro aspettative. La Piaggio da anni si batte sul piano internazionale per sconfiggere le "imitazioni" della sua maggiore icona produttiva: la Vespa appunto. Molti i tentativi di replica, ma alla fine il modello è sempre salvo grazie ai tribunali internazionali che al momento di sentenziare, asseriscono la precedenza alla Vespa per le sue registrazioni di marchio e modelli, depositati in anticipo. Rigettati quindi tutti i tentativi delle "false" Vespe, la Piaggio resta sempre in testa sul mercato, con i suoi modelli. Per ultimo, vi segnalo una sentenza contro una società cinese (ma va?) molto intraprendente che ha dato filo da torcere alla nostra Vespa: addirittura, in seno al salone dell'anno scorso tenuto in Italia, questi signori che dell'imitazione ne fanno un'arte sopraffina, copiando a destra e a manca (assaggiate una pizza in Cina e vedrete come sia più buona di tante nostre pizze italiane), hanno presentato modelli molto simili alla nuova Vespa. Ovviamente furono subito rimossi dalla mostra e poi, L'Unione Europea, dopo la causa vinta ha provveduto a cancellare i modelli copiati. Vespa chi può, e io ho tanti ricordi di Vespa e Lambretta. Che tempi raga', le due ruote inimitabili.  

 

 
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VA BENE IL DRAMMA, OK IL DANNO, MA LA BEFFA NO!!!

Post n°3570 pubblicato il 26 Maggio 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Ma come? Fino a qualche giorno fa si festeggiava, si esultava, si aprivano scenari positivi e soddisfacenti per i risultati finora ottenuti, e oggi siamo a parlare di paradosso imprevedibile? A leggere il breve, ma desolante commento circa i risultati della ricerca del vaccino per battere il Covid-19, del Prof. Adrian Hill anima e scienziato operativo nei laboratori di Oxford, mi ha spiazzato e irritato: "Le prove e gli esperimenti del vaccino su persone affette dal virus, potrebbe iniziare ad ottobre e nel procedere verso la definitiva sperimentazione, occorrono mesi per le prove e controprove. Serviranno volontari malati e questo mi preoccupa tanto, perché temo che il virus sparisca per sempre! In tal caso, dovremmo ricorrere a umani sani a cui iniettare il virus". Ma no dai....allora siamo a passare la nivea agli ippopotami! Siamo a massaggiare le gambe dei tavoli! Siamo a fare la permanente ai ricci! Come è possibile? Eravamo, appena una decina di giorni fa, a un buon punto e si cantava vittoria, a Pomezia si brindava, i soldi di Trump erano manna dal cielo e ora, siamo sul punto di essere beffeggiati? Scendono i contagi e meno saranno le possibilità di verificare l'efficacia del vaccino. In soldoni, questo è il problema accennato dallo scienziato e cozza contro tutte le belle e rosee previsioni coltivate da loro e soprattutto da noi. Pertanto se accadesse e Dio non voglia, che si farà? Andare all'estero laddove il virus è arrivato in ritardo e miete tuttora tante vittime? Trovare gente che si presti a farsi infettare, sarà difficile a meno che non li coprite di soldi! Vabbè, questa nuova notizia, mi ha spiazzato come presumo abbia spiazzato  voi, ma cosa possiamo fare? Siamo attivi per difenderci dal maledetto e subdolo virus e a questo punto, spero che il Prof abbia fatto previsioni azzardate anche se plausibili. Spero anche che qualcuno non si faccia venire strane idee con una ulteriore esortazione fuori luogo: "Italiani tenete duro, mantenete le posizioni e abbiate fede!". Duro...abbiamo già tenuto e mantenuto, di più non credo si possa. Pertanto, "ad maiora" amici ricercatori e...fate presto prima che il virus si scordi di noi definitivamente!".

 
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QUESTO NON LO DOVEVI DIRE! ANCHE SE...

Post n°3569 pubblicato il 25 Maggio 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Mi ha colpito molto la dichiarazione espressa da Pasquale Tridico, Presidente dell'INPS: "Se a gennaio qualcuno mi avesse detto che oggi avremmo gestito 26 miliardi di euro (oltre ai 10 del decreto Cura Italia), riuscendo a coprire 18 milioni di persone (e 11 milioni di persone nel decreto Cura Italia), non gli avrei mai creduto". Nel corso di un'intervista rilasciata a TPI, il nostro Tridico, quasi incredulo e stupito, afferma che queste sono le cifre messe a disposizione degli italiani in questi cento giorni e passa di pandemia. Orbene, siccome sono tanti a lamentarsi di non aver beccato un euro degli aiuti promessi, c'è da puntualizzare se parliamo ancora di promesse da mantenere e/o di aiuti già forniti in solido. In verità, il Presidente ammette che vi siano stati ritardi specie nel liquidare la "cassa integrazione" ai dipendenti messi a riposo, ma insiste nel dire che per quei 7,5 milioni di persone rimaste tagliate fuori, cinque milioni sono stati soddisfatti e tutti gli altri a breve saranno beneficiati di ciò che spetta loro. "Stiamo riempiendo di soldi gli italiani" questa frase mi è sembrata eccessiva detta da un funzionario della portata di Tridico: sarà anche vero che 26 miliardi destinati ai 18 milioni di italiani, siano nel bilancio INPS, sarà anche vero che altri soldi verranno usati sempre per gli italiani, ma a questo punto, ammettendo e riconoscendo che sono cifre sostanziose a copertura di 18 milioni di persone (per ora), la domanda nasce spontanea: "Ma in mezzo ai diciotto milioni di italiani quanti sono i bugiardi?". Oppure, quanti si sono lamentati pur avendo ottenuto il possibile per riprendere la vita lavorativa e familiare? Insomma, in mezzo a noi e come sempre io abbia sostenuto, ci sono i fasulli, i mentitori sfacciati e poco rispettosi di coloro che veramente sono rimasti tagliati fuori dalla spartizione della grande torta. Peccato per i ritardi, ma alla fine negare i soldi messi sul tavolo, significa mentire spudoratamente agli italiani. Chi mente? L'Inps o parte di quei beneficiari traffichini e scorretti? 


 
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SIGNORINA VUOLE "USCIRE" A BALLARE?

Post n°3568 pubblicato il 24 Maggio 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

La foto, puramente indicativa e casuale, serve per richiamare la vostra attenzione su un momento storico e molto significativo della nostra società. L'altra sera, parlando al telefono con una amica del blog, la nostra amabile conversazione, scivolò per combinazione sul ballo, un tema come tanti altri e quindi accennammo ai nostri punti di vista e ai ricordi personali. Già, perché io potevo solo parlare di avvenimenti del lontano passato, mentre l'amica confermava senza perplessità che il ballo fosse per lei, ancora motivo delizioso e piacevole per distrarsi e divertirsi. Ho ballato solo ai tempi che ho indicato: gli anni sessanta erano anni pieni di fervori e il ballo sicuramente era un buon veicolo per dar sfogo agli impulsi giovanili. Le famose feste in casa furono per noi, sin dalla fine degli anni '50 e avanti fino alla fine degli anni sessanta, un grosso motivo di distrazione e divertimento: con il cinema erano le maggiori e migliori occasioni per stare insieme, formare comitive (sic) del tipo 12 + 4, ossia, 12 maschi e 4 ragazze, là dove c'era la possibilità di contare su una sorella e una sua amica. All'inizio fu dura, capimmo che non si poteva procedere così e giurammo a noi stessi, di fare il possibile per agganciare ragazze e nuove amicizie. Con la santa pazienza e con ardore giovanile, fummo capaci di portare almeno in pareggio i partecipanti alle feste: maschi e femmine più o meno alla pari, se poi c'erano sorelle...meglio ancora. E cosa si ballava allora? Beh a parte i lenti, era il tempo del rock 'n'roll, del twist,  dell'hully gully e più in là, i primi accenni dello shake. Bene, passo a spiegarvi il mio personale punto di vista: secondo voi, perché ballare un lento con una ragazza? Mi sembra lapalissiano: perché l'abbiamo "puntata" e vogliamo corteggiarla! Credo sia stata operazione a cui tutti nel passato, siamo ricorsi per muovere i primi approcci e farsi avanti con una giovane ragazza. Intendiamoci, non andava sempre bene: chi non era consenziente lo sapete tutti cosa facesse: metteva sul petto del maschio i propri avambracci e in tal modo al primo gesto scorretto ( a suo giudizio), premeva sul petto e ci rimetteva in riga.  Ok, detto questo, poi c'erano gli altri balli di gruppo e con quelli c'era il vero divertimento, allegria e casino. Io mi fermo qui, ovvero, la storia del ballo per quanto mi riguarda finisce alla fine degli anni sessanta: non sapevo ballare il rock, solo il twist e l'hully gully. Pertanto, i lenti erano necessari e servivano a rimorchiare, gli altri per divertirsi; pertanto, ballato il mio lento con il mio 51% proprio in quegli anni d'oro, e poi sposata dopo qualche anno quel ballo che ancora ricordo, posso chiedere perché ballare ancora? Il ballo non mi piace e non mi attizza, quindi, nonostante mia moglie sia una patita come l'amica al telefono, io con il ballo non ho più nulla da spartire, specie poi con quelli attuali. La mia scelta è stata questa, quando la racconto, trovo sempre chi mi dia addosso e mi critichi malvagiamente. Potrei ballare i lenti con mia moglie? Già, è vero: ma che gusto ci sarebbe oggi? Ssssssssttttt......non lo dite a lei!!!!

 

 
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CENTO GIORNI DI DONAZIONI: DOVE SONO I SOLDI?

Post n°3567 pubblicato il 23 Maggio 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Molto strana questa notizia che segue gli scontri avvenuti in Parlamento, dopo le dichiarazioni del deputato leghista a proposito dell'Ospedale nuovo costruito in zona fiera a  Milano.  A metà  marzo, Berlusconi mollò dieci milioni di euro per contribuire alla sua costruzione e come lui, uno dei Caprotti (Esselunga) fece altrettanto; si raccolsero molti soldini per aiutare la "sanità" lombarda tanto vituperata in questo periodo. Ricordo che per l'occasione che colpì l'opinione pubblica, molti si complimentarono con il Cav per il generoso gesto, anche Renzi lo elogiò per cotanta beneficenza.  L'ospedale fu messo su in un batter d'occhio, non si fece in tempo a dire OK procediamo... che era già pronto. 221 posti letto, un gioiellino pronto per le evenienze supposte, 25 pazienti ospitati e dopo di che...il nulla! Il virus non ha pressato più di tanto e l'ospedale pare che non serva più! Già vi furono le prime "chiacchiere" al momento della decisione: alcuni la ritennero un opera inutile e magari da evitare. Invece si è proceduto e alla fine, in fase di rendicontazione, si parla di un spesa di circa 17,25 milioni più o meno. Da una prima verifica non vi sono tracce dei 10 milioni di Silvio, la "Fondazione Milano" che ha gestito i soldi per la raccolta, nega che siano pervenuti i soldini del cav, anzi pare che quei milioni siano stati versati direttamente sul conto della Regione Lombardia. Il capo gruppo di Forza Italia alla regione, conferma la donazione ma a tutt'oggi non vi sono tracce evidenti. Il procuratore aggiunto Romanelli ha intanto aperto un fascicolo senza alcun indagato sulla struttura ospedaliera: ci sarebbe secondo il Codacons da fare chiarezza sui 21,6 milioni versati e di cui manca una precisa rendicontazione. Montature ad hoc? Struscianti sospetti sulla costruzione che in tanti non volevano? Una raccolta preparata per amici? Insomma, soldi che mancano all'appello, soldi da giustificare nella colonna delle entrate e personaggi che hanno partecipato a tirar su un ospedale dove sono stati ricoverati solo 25 pazienti alla modica spesa di 840 mila euro cadauno. Se cadevano in due la spesa sarebbe stata doppia!!!! 

 
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