Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

 

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UFFA' CHE NOIA E CHE...BALDORIA

Post n°3834 pubblicato il 27 Febbraio 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

Sono in tanti ormai, sono presenti ovunque e le apparizioni in tv si moltiplicano a vista d'occhio. Non ho niente contro di loro, mi sono indifferenti e non andrei a mangiar da loro nemmeno "aggratis"!  Non li seguo in tv, non faccio scelte a loro favore e senza mettere in discussione le loro capacità professionali, non farei pazzie per i loro programmi in tv. Tra cuochi e fiamme, tra concorsi discutibili e scelte predestinate, è un arrembaggio che non apprezzo. A parte la Clerici e il suo noto programma per anziani abbonati, sonnolenti e sopiti sulle loro poltrone, ognuno di questi mostri sacri ha trovato la strada per fare il "saputo" e il giudice. Hanno passaggi pubblicitari ben remunerati e poi dovrebbero essere presenti nei loro locali. Mi pongo la domanda: "Se siete sempre così impegnati con la tv, come fate a esercitare il vostro mestiere nel locale di cui siete proprietari? Se volessi mangiare dal famoso "chef Cracchio" e mi recassi nel suo celebre locale a Milano (ma ce l'ha un locale a Milano, o no?) sono certo di mangiare piatti elaborati da lui o il Maestro non c'è ed è assente in cucina?". Se qualcuno volesse illuminarmi ne sarei felice. Dicevo che non andrei mai da nessun noto chef e vi spiego che non mangerei mai una loro specialità: io mangio, mangio il giusto:  ma li avete visti i piatti di costoro? Porzioncine eleganti, stile da rabbrividire, opere d'arte culinaria, colori combinati come nemmeno Picasso avrebbe potuto fare. Un piatto approntato in tal guisa, me lo servono e io prima che il cameriere si ritiri, ho già mangiato tutto in un solo boccone e gli dico: "Ho assaggiato, va bene, mi porti un piattone di 'sta roba!". Non è possibile ma se funziona così, no grazie, non sono interessato. Eppure di cuochi veramente bravi, capaci e in grado di soddisfare una clientela nobile e esigente, ve ne sono a bizzeffe: sappiamo dove trovarli, mangiamo con gusto e con la misura ad hoc, e paghiamo quello che vuole, non è poco, non è molto, ma MANGIAMO! E io a questi signori, dedico questo post: i grandi, quelli sempre in tv, quelli che non sanno cosa sia il covid e guadagnano lo stesso facendo ben altri lavori, non solo sono esentati dalla crisi, ma non meriterebbero nemmeno di essere chiamati chef, sono eccellenti cuochi. Chef è troppo elegante e i cuochi sono quelli stanno sempre nella loro cucina, fanno bene il loro lavoro e oggi pagano un prezzo troppo alto per la loro situazione. Poca clientela per il covid, restrizioni insopportabili per i limiti imposti e sono là a gridare per come non riescano a campare e taluni, nemmeno a sopravvivere! Coraggio ragazzi, ne conosco tanti e un po' ovunque in giro per il paese, non mollate, siamo con voi e auguriamoci che finisca presto il dramma per tornare alle vostre attività. Noi vecchi clienti ed estimatori, non mancheremo di visitarvi ancora come una volta. Cracchio e tutti i colleghi facciano pure, tanto per loro la "paga" corre e va, e non ci sono problemi. Io tifo per gli altri, professionisti come loro, ma meno ambiziosi e meno danarosi. Forza e coraggio per i cuochi di tutta Italia in difficoltà!

 
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E VAI CON LA MULTA: I FIGLI COSTANO!

Post n°3833 pubblicato il 26 Febbraio 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Se lo sono concesso, hanno avuto la possibilità e non hanno voluto perdere la loro occasione. In Cina una famiglia non può concedersi più di due figli, la legge è severa, laggiù sono in tanti, c'è da regolare le nascite e pensare ad una società capace di contenerle, altrimenti vi sarà  un esubero incontenibile e dannoso per tutti. Ebbene, chi trasgredisse paga addirittura una multa. C'è tuttavia chi abbia avuto la forza e il coraggio di trasgredire ben felice di pagare 130 mila euro circa, pur di essere attorniata da sette figli. Zhang Rongrong è una trentaquattrenne imprenditrice: ottima posizione e nessun problema di danaro. Il marito lavora anche lui, quindi ottima condizione per fare ciò che una famiglia che si rispetti desidera: avere figli. Nulla da eccepire, va bene così e non abbiamo nulla da contestare alla signora che con suo marito, ha fatto una scelta sociale non legata agli affari e al business. La società orientale contro la occidentale? Noi senza soldi, senza multe e senza lavoro, non possiamo concederci queste libertà, la donna vuol e deve lavorare, la donna italiana, oppressa da condizioni atipiche e poco convenienti, non ha multe da pagare se si concedesse un figlio in più, ma se ne guarda bene non solo per la serenità della famiglia ma per la mancanza del lavoro. Da noi al momento di un'assunzione, chiedono se la donna sia fidanzata, se pensa di sposarsi e se conta di avere un figlio!!!! Il caso cinese è un caso limite, è legato strettamente alla benessere e ai soldi, ma i contesti, la cultura e le società diverse per usi e costumi, pesano molto nelle scelte. Che ne pensate? 

 
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ANCHE OGGI SIAMO TRA IL SERIO E IL FA..ACETO!

Post n°3832 pubblicato il 25 Febbraio 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

 

La Disney sta rinforzando e riprogrammando i suoi canali tv e sta provvedendo anche ad accarezzare i costi. Ora "Disney+" si propone con un'offerta più completa e soddisfacente. Serie tv, film, cartoni e tanto altro ancora per i telespettatori che vogliono godere scelte più ampie nel mondo dello streaming e dei canali extra tv tradizionale. Tra le tante riproposte interessanti, vi sarà una scelta ghiotta e vecchia di una quarantina di anni: "I Muppet Show"  una serie nata nel 1976 e finita nel 1981. In Italia ebbero un successo molto significativo, nuovo per i personaggi proposti e graditissimi anche agli adulti. Ne parlo con piacere e con deliziosi ricordi, poiché in quegli anni, quando io e i tre amici storici di cui spesso vi ho scritto, facevamo sortite improvvise per passeggiate e giri in macchina fuori porta, viaggiavamo con un'auto sportiva che Vitozzo comprò perché ne era innamorato.  Era una vettura di cui non so riferirvi la marca: una decapottabile usata, dove in quattro si stava comodi e specie con il bel tempo, era un piacere muoversi con l'auto...arieggiata. Quando ci vedevamo nei w.e. eravamo soliti vestire casual e con abiti vistosi, accessori impossibili e occhiali per "nasconderci". Non ci fu accordo, fummo spontanei e ci ritrovammo a essere: "I Muppet". Vitozzo fu categorico e ci accollò i pittoreschi nomi di Stattler, Waldorf, Gonzo e Fozzie. Una cazzata che ancora oggi la ricordo: Vitozzo indossava cappello, camicia, jeans, stivaletti da cow-boy e occhiali scurissimi. Noi invece, occhiali scuri, magliette colorate impossibili, jeans da paura e con sigarette pendenti dalle labbra, sembravano burini improponibili. Vabbè, vecchi tempi che non tornano più, ma l'occasione per polemizzare, è data proprio dalla riproposta dei Muppet. Diciotto episodi di 40 anni fa, sono preceduti da un avvertimento della Disney: "Questo programma include rappresentazioni negative e/o maltrattamenti di persone o culture. Questi stereotipi erano sbagliati allora e sono sbagliati adesso". Il problema lo conoscete già, ve ne ho parlato ieri e con questo avvenimento della Disney, torno a sottolineare come sia una necessità internazionale eliminare da tutto lo scibile possibile, fatti, riferimenti e parole che possano far solo trapelare notazioni di sapore razzista. Disney, aveva già provveduto a fare la stessa pulizia o avvisare il pubblico con avvisi molto chiari e come quello che abbia riportato più. Non dimentichiamo che film come "Via col vento", "Aristogatti", "Peter Pan", "Dumbo" e tutto ciò che presenti un richiamo anche indiretto al razzismo, viene messo in discussione e destinato alla cancellazione, alla manipolazione e/o all'avviso del contenuto. Tutto ciò per spazzare via ogni accenno, ogni ibrido sospetto, ogni influenza, di natura razziale. "Politicamente corretto", questo è il comandamento nuovo, ma è anche mettere mano al passato culturale e artistico di opere che hanno fatto la storia recente del novecento. Intanto, istigati da una certa politica attuale, ci teniamo chi faccia informazione, politica e propaganda senza alcun riserbo e senza alcun rispetto per niente. Vi rimetto il problema e giudicate voi. Io comunque e a prescindere, non sono razzista!



 
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PER ME BIANCHI E NERI PARI SONO

Post n°3831 pubblicato il 24 Febbraio 2021 da monellaccio19
 
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Posseggo una bellissima scacchiera artistica, con i pezzi decorati a mano e con colori appropriati. Più o meno come quella che vedete in foto. Come sia consuetudine, i pezzi non sono bianchi e neri, ma colorati in modo da avere due assetti contrari e opposti, con i pezzi tutti rappresentativi.  Perché vi parlo di scacchi e di pezzi? Lo faccio perché ora stiamo veramente esagerando con il "politicamente corretto". Abbiamo avuto la capacità di esaltare, enfatizzare e rendere simbolico a tutti gli effetti, il "correct" e l' "incorrect". Ormai siamo inchiodati nell'angolo del ring e come pugili suonati, cerchiamo disperatamente di venirne fuori agevolmente. Missione impossibile, visto che questa "dicitura" incombe sulle nostre teste come una paurosa spada di Damocle. Pertanto, poiché si deve prestare la massima attenzione a tutto ciò che potrebbe rompere l'equilibrio tra il corretto e lo scorretto, addirittura hanno provveduto, non potendo mettere al fianco di ciascuno di noi un poliziotto pronto a redarguirci in caso di errore maldestro, a inserire tutte le opzioni possibili e immaginabili, in un algoritmo che avvisi e blocchi ciò che sia rilevato apertamente "politicamente scorretto". Su Youtube v'è un sito noto come "Agadamator" molto noto e molto frequentato: il suo tutore e Antonio Radic, un campione di scacchi, è solito fare lezioni, oppure proporre sue partite in cui illustra mosse e passaggi molto utili agli appassionati del gioco. Beh, improvvisamente Youtube ha bloccato i video, bloccando le proiezioni. Perché? Come è stato possibile? Semplice: l'algoritmo si era rotto le palle di sentire frasi del tipo: "Il bianco attacca il nero..." oppure "...per difendere il RE nero...". In altri termini, questo reiterare i colori dei pezzi che generalmente si indicano con bianchi e neri, si è rilevata la pantomima razzista e inaccettabile. Vabbè, ditelo che volete rompere i gorgioni e non ne parliamo più! Siamo all'assurdo, all'inaccettabile esasperazione del "politicamente scorretto" e di conseguenza,  siamo giunti alla facoltà di bloccare chiunque esprima il termine "nero", in maniera non appropriata. Non ho parole, non c'è regola, schema e pianificazione per niente più: "Una donna con le palle" è ormai una frase che detta così tanto per sottolineare una donna di carattere e determinata, è "politicamente scorretta". Potremmo dirne tante altre di queste sciocchezze, ma mi viene da pensare alla storiellina del signore di colore (non ho scritto negro e non mi bloccate il post) che a Roma entra in grande negozio di calzature nel centro città. Molto elegante e distinto, viene immediatamente avvicinato da un commesso: "Buona sera signore, come posso aiutarla?". E il nostro amico, guardandosi in giro: "Vorrei acquistare un paio di mocassini...". Il commesso di rimando: "Certamente, mentre lei si accomoda, mi vuol dire di che colore? Li vuole neri? Li vuole grigi, Marrò? Testa di moro?..." Il signore lo interrompe e seccato replica: "Li vorrei neri...testa di cazzo!". Ecco siamo al punto: dobbiamo ancora sopportare per molto tempo e senza ragioni gravi e veramente razziste, questo "politicamente scorretto"? Non vi sembra che si stia esagerando con questa storia? Una frase fatta ormai che non rende giustizia nemmeno alla realtà: quando mai politica e correttezza sono andate a braccetto? 

 
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TRA UN BONUS E L'ALTRO....

Post n°3830 pubblicato il 23 Febbraio 2021 da monellaccio19
 
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Conoscete il "bonus Cultura" introdotto dal Governo Renzi? Un'iniziativa piuttosto interessante nata con uno scopo specifico e contestuale ai maledetti atti terroristici di Parigi del 2015. L'Europa tutta fu sconvolta dalla feroce  serie di attentati al "Bataclan" e in altri luoghi pubblici; l'opinione pubblica, sconvolta e impaurita, chiedeva sicurezza, protezione per tutte le nazioni a rischio attentati terroristici. L'iniziativa del "bonus cultura", prevedeva per i neo diciottenni,  un contributo di 500 euro per il diritto alla cultura, allo studio, attenzione alle periferie e associazioni culturali. Un progetto ambizioso che si impostò semplicemente su principi basilari: non c'è sicurezza per un paese se non c'è cultura. Furono stanziati due miliardi di euro: per ogni euro speso per la sicurezza dei cittadini, v'era da spendere un euro per la cultura dei giovani. E così fu, l'impegno valeva anche per gli insegnanti con il "bonus docenti" e per i giovani. Nel corso degli anni e con i governi mutati nel breve periodo, il bonus ha continuato ad essere versato, ma ribassato a 300 euro. Lo scopo era sempre lo stesso e il ministro che si sia interessato in questi ultimi due anni circa, è Franceschini. L'uso e il limite era chiaro si dall'inizio: spendere e spendere bene i soldi, comprando libri secondo il proprio giudizio e le proprie necessità, libri molto utili e ricchi di cultura. Purtroppo, qualcuno si è distratto, molti non ci pensano più, ma i giovani spendono il bonus, ne fanno largo uso, ma è cambiato l'indirizzo culturale. A parte i video giochi che erano proibiti in quanto il bonus non veniva concesso, anche per i libri, c'erano limiti molto importanti. Oggi si comprano video giochi e materiale digitale, e per i libri (ahinoi), comprano spazzatura, libri di scarso interesse culturale. Siamo ancora a sbagliare, come sia abitudine di questo stato, gli investimenti. Vi propongo qualche titolo che  la dica lunga sulla cultura che vorremmo fosse focale centro d'interesse dei giovani diciottenni: "Ti saluta 'sto cazzo!", "Scoreggiare meglio", "Cucinare la merda", e tanta altra carta straccia: senza un controllo accurato, v'è solo anarchia mirata e libera scelta. Amazon è oggi uno dei più grandi bacini d'utenza, ma altri sono favoriti in queste scelte scellerate. Ecco perché abbassando il bonus, liberando gli acquisti e girando la testa dall'altra parte, nessun controllo e gli amici degli amici, sono favoriti e godono dei "consigli per gli acquisti". Lo stato investe su persone e generi che nessuno si aspetterebbe. Sono soldi che dati a personaggi della politica e a vip vicini alla politica, ci indurrebbero a ritenere che...noi investiamo i nostri soldi un po' dappertutto, tranne che nelle giuste direzioni. Scriverò un libro anch'io per entrare in questo giro perverso di mance e di aiuti di stato. Il titolo sarà: "Grazie al cazzo!". 

 
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