Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
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Messaggi del 09/06/2020

IL CALCIO SCENDE IN CAMPO...CHE FATICA!

Post n°3584 pubblicato il 09 Giugno 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 


Gli sportivi fremevano e pressavano, gli interessi delle società pure, insomma ognuno dal proprio punto di vista, si affannava per cercare  la soluzione più...conveniente. Finalmente l'accordo e questi sono i risultati: si concluderà prima la coppa Italia e dal 20 giugno, si riparte con il campionato principale, quella serie A che è mancata tanto a tutti. Ovviamente tutto si svolgerà a porte chiuse con spalti e tribune vuote, dolorosamente desolanti. Niente spettatori paganti ma televisioni pronte a pagare i diritti. Non è molto per quanto ci si aspettasse, ma meglio questa amputazione di spettatori "on live" che correre rischi incontrollabili e  nocivi. Spulciando a destra e a manca, ho letto di ricerche fatte di proposito per quanto riguarda partite di calcio svolte senza pubblico sugli spalti. Ebbene, pare che sia stata rilevata una migliore prestazione dei calciatori e degli arbitri. Ovvero, chi è in campo, non avverte la pressione esterna continua e reiterata del pubblico. Migliaia e migliaia di persone che si infervorano, gridano, cantano, urlano e fischiano all'indirizzo di chiunque non meriti un applauso, rendono difficili atteggiamenti consoni alla gara. Non vi sono pressioni per nessuno e men che mai per gli arbitri che fanno il loro lavoro cercando di non farsi condizionare dalla circostanze: un arbitro serio e professionale, dovrebbe "estraniarsi" dal contesto e applicare regole e disciplina senza alcun complesso di colpa. La buona fede conta e nessuno dovrebbe riuscire a influenzare un arbitro che ha il dovere di essere imparziale. La mancanza di pubblico quindi, servirà a vivere la partita in modo freddo, asfittico e poco coinvolgente: la gente che affolla gli spalti è sempre calda, pronta a sorreggere la propria squadra e a demolire gli avversari. Tutto da copione e i bravi giocatori sanno come comportarsi e recepire gli umori non sempre partigiani e lodevoli. Ma l'arbitro? Come farà a star sereno e tranquillo tutto preso dalla partita e accompagnato solo dalle grida di qualche giocatore, dalle esclamazioni di dolore, di felicità, di sdegno in caso di un cartellino giallo o rosso?  Beh, mi permetto dare un consiglio a questi professionisti del fischietto che spesso e volentieri possono sbagliare, possono non notare un fallo, posso essere distratti e non seguire alcuni momenti topici del gioco. Non abituatevi a questo clima, al mortorio evidente di uno stadio vuoto e assente per quanto riguarda il tifo, quel tifo che accende gli animi degli appassionati. Arriverà il momento della vera ripresa, del ritorno all'antico e in questo caso, del covid non vi sarà alcuna traccia come molti sperano, pensando ai miglioramenti sociali che il virus ci lascerà in eredità. Non cambierà una mazza, proprio nel calcio si torna alla solita menata: tu arbitro sbagli e l'urlo "a' cornuto", parte immediatamente dagli spalti. Tranquillo caro gestore della partita: eri, sei e rimarrai sempre un cornuto come da indicazioni che si ripetono da decenni e che il tempo non ha mai cancellato. Aggiungo e concludo: anche voi tifosi che con la scusa della partita mangiate in fretta per correre allo stadio: ricordatevi che le donne ora vi sgamano,  quindi smettetela di pensare sempre alla "commara" di turno. "Ciao cara vado allo stadio, ci vediamo dopo!". Invece, di corsa vi fiondate laddove c'è chi vi aspetta a braccia aperte, dopo che anche suo marito corre...allo stadio! Che giro vizioso, il triangolo vale sempre, cornuti tutti: l'arbitro per antonomasia, moglie lasciata a casa, e marito dell'altra donna, perché è allo stadio veramente...forse!  W il calcio!

 
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