Creato da un_uomo_della_folla il 09/10/2012

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cinque settembre 19

Post n°115 pubblicato il 06 Settembre 2019 da un_uomo_della_folla

le storie hanno sempre rappresentato tutto per me. da piccolo per molto tempo ho atteso e desiderato qualcuno che la sera, dopo avermi rimboccato le coperte, seduto sul mio letto, alla luce di un fioco lumino, mi raccontasse di pirati, indiani, cow-boys e principesse. 

non sono stato fortunato allora, non lo sono adesso.

dicono che l'uomo tenda a compensare in qualche modo le proprie mancanze. accade quando si perde la vista o un braccio o un affetto importante. istinto credo.

è così che ho cominciato a cercarle un po’ ovunque quelle mie storie mai nate.

prima tra le foto bianco nero, o in ciò che scrivevo, nei miei silenzi, nelle pagine dei libri. non era mai abbastanza. ma poi... è arrivata lei, la strada

tutto è iniziato dalle finestre illuminate dei palazzi di città. ed è stata una rivelazione. 

ho cominciato ad osservare attentamente le piccole cose insignificanti che gli altri tendono a tralasciare. sentivo con la pelle, con il corpo, non davo nulla per scontato, chiudevo gli occhi per vedere.

eccole quelle mie storie un po’ perse venirmi incontro. a centinaia.

un uovo di pasqua gigantesco dentro ad una piccola utilitaria rossa. e quel ragazzo su una sedia a rotelle che sorrideva alla pioggia. quella volta che una donna solitaria in un parchetto per bambini dondolava altalene con lo sguardo. c'era sicuramente una storia che accompagnava l'impronta di un sottile tacco di scarpa femminile ben impresso sulla sabbia bagnata. e poi...

poi i panni stesi ad asciugare al quartiere Garbatella di Roma, la casa disabitata che giorno dopo giorno vedo appassire, la cassetta delle lettere di un verde scolorito dal tempo piena di parole che non saranno mai lette. un anziano seduto su una panchina che indossava delle bianchissime scarpe da ginnastica ultramoderne.

nessuno mi raccontava storie, forse nessuno lo fa più. le ho cercate quasi disperatamente e alla fine forse loro hanno trovato me.

io so che nel mio ultimo giorno di primavera mi racconterò una storia stupenda. che sia a lieto fine, che sia felice, che mi commuova. che sia la carezza più delicata di tutte quelle che non ho ricevuto. e io mi tramuterò in sorriso

un sorriso dai colori meravigliosi

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