Creato da nicolaechiara il 14/01/2011
cronaca di un'adozione in Cambogia

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POST N. 3 - L'INCONTRO

Post n°3 pubblicato il 29 Gennaio 2011 da nicolaechiara
 
Tag: post

Lunedì 24 gennaio 2010.

Alle 9 appuntamento nella hall dell’Imperial Garden a Phnom Penh con Martina e Phary, passiamo a prendere le altre coppie in arrivo direttamente oggi dall’Italia e insieme via verso SUD, verso la provincia di Kompong Speu. Passiamo al kirirom resort per sistemarci, pranzare o riposarsi e poi via verso i nostri bambini. Dalla strada principale per il mare, giriamo a destra e prendiamo una stradina in terra rossa che passa in mezzo  a ad alberi di mango e che porta a tre piccole casette bianche con i serramenti azzurri. Che emozione… io non vedo nulla, sento Nicola e gli altri che dicono: guardali, li hanno messi tutti in fila!! In effetti  i bambini del piccolissimo istituto e le nanni sono seduti su delle stuoie vicino ad una delle casette. Il pulmann si ferma e sembra che nessuno abbia la forza di scendere. Io ancora non lo  vedo, vedo dei  bambini ma ho talmente paura di non riconoscerlo che non ci provo nemmeno e mi affido a Nicola che lo riconosce subito: occhi ‘nbaddu II (secondo) è seduto in mezzo agli altri bambini con in mano il nostro fascicolo con la copertina azzurra , completamente immobile, sguardo fisso lontano e sopracciglia corrucciate. Con i suoi due occhi come fanali, come videocamere, osserva concentratissimo e tesissimo tutto ciò che gli succede attorno, a destra, a sinistra, lontano, gli altri bambini, gli altri genitori, tranne – almeno apparentemente – guardare noi che gli siamo proprio davanti e che in tutti i modi, adiuvati per fortuna da Martina e Phary, cerchiamo di attirare la sua attenzione, con i giochini e pupazzetti portati (neanche guardati), chiamandolo per nome, salutandolo in Khmer (ci proviamo), in italiano, a gesti, ecc. Ad un certo punto Netra comincia a ruotare, sempre rimanendo seduto con le gambine piegate in avanti, lentamente ma inesorabilmente fino  girarci completamente le spalle. Phary lo gira nuovamente verso di noi parlandogli con dolcezza nella lingua che lui non parla ma certamente comprende. Iniziamo quindi a giocare con i giochini  dell’istituto: una macchinina rossa e due rane verdi di gomma che emettono un piccolo rumore se schiacciate. Dopo una serie anche qui di passaggi a vuoto … ed un tempo che ci è sembrato interminabile… Netra ci passa una di queste ranocchie:  un primo messaggio volontario diretto a noi da parte del nostro bambino: guardo Nicola e condivido con lui questa gioia, con un piccolo respiro di sollievo. Dopo un lungo scambio di giochi, uno dei bambini del gruppo si alza e inizia a muoversi e a seguire anche tutti gli altri – uno alla volta – lasciano la posizione statica e iniziano a muoversi random prima nello spazio delle stuoie, poi fino ai giochi presenti nel giardinetto davanti le case.  L’incontro quindi prosegue tra altalena, scivolo ed un gioco molto geologico di movimento terra da una coppetta piccola arancione ad una grande azzurra, con successivo scaricamento del materiale direttamente sui piedi (ovviamente nudi) del piccolino ovvero creazione di un vulcanetto con la collaborazione di Nicola. Essendoci la necessità per tutti, Chiara e Nicola compresi, di togliersi un po’ di sabbia dalle mani, cerchiamo un posto dove lavarsi. La nanni prepara in una tinozza un po’ di acqua e prima faccio lavare le mani a Netra, poi anche il suo compagnetto Risi se le lava, poi vogliono sciacquarsi anche i piedi, poi la cosa degenera con schizzi e urla. A quel punto interviene la nanni, li spoglia entrambi e li mette ognuno in una tinozza per fare il bagnetto. Io la aiuto a lavare Netra, ovviamente mi lavo anch’io con lui e lo immortaliamo quando si osserva attentamente mentre ci fa dentro – ovviamente – un bel po’ di pipì. Dopo poco salutiamo e rientriamo in hotel, stanchi, anzi esausti ma carichi di emozioni positive.

 
 
 
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