Creato da elsa.nightoflove il 31/05/2011

Night of love

"Se gli scrittori noir non sono assassini, non vedo perchè chi scrive racconti erotici dovrebbe essere per forza una donna poco seria ... " Elsa

 

 

A te che sei nostalgico

Post n°32 pubblicato il 21 Luglio 2012 da elsa.nightoflove

Era un pomeriggio d'estate e camminavo sotto i portici di Bologna

con alcune amiche, come sempre si guardava le vetrine, si parlava di noi

e si commentava chi e cosa si incorociava.

Ad un tratto tra via Ugo Bassi e via Rizzoli, vicino alla

Standa o forse l'Upim notai un uomo chinato davanti ad una vetrina,

interessato a delle maglie, era un bel uomo e senza rendermi conto

che stavo parlando ad alta voce dissi alle mie amiche:

"ammappate quello sì che è un bel uomo!"

Lui alzò la testa, mi osservò da cima a fondo facendomi quasi sentire nuda,

poi mi sorrise e fece l'occhiolino.

Non m'imparazzò il suo modo anzi, e ogni tanto così mi giravo per vedere se

mai ci stesse seguendo. All'inizio fu così, ma poi all'improvviso quel uomo

sembrò svanire nel nulla. Continuai a camminare con la mia amica per

Via Marconi, ma proprio quando inziai a smettere di pensarlo eccolo

di nuovo davanti a me. Accompagnai le mie amiche alla fermata dell'autobus,

sperando non si allontanasse troppo, visto che a minuti avrei ripreso a camminare

da sola per via dei Mille e chissà ... forse saremmo persino riusciti a

conoscerci. Le amiche salirono tutte sul mezzo pubblico, ci salutammo e io ripresi a

camminare mi accesi sigaretta, mi sbirciai attorno ma era di nuovoo sparito.

Pazienza penso e questa volta riprendo a camminare decisa, tra poco mi troverò

davanti alla Piazzola e farò l'ultimo giro tra le bancarelle prima di rientrare a casa.

Ad un tratto rieccolo al mio fianco, mi dice che quel sandalo di sicuro mi starebbe

benissimo, si comporta come uno che è uscito di casa con me e continua a parlarmi

e a dirmi le sue opinioni, poi mi chiede se ho voglia di prendere un caffè insieme.

Perchè dovrei rifiutare? Certo che mi va!

lo prendo sotto braccio e ci incamminiamo verso quei portici che anche a tarda notte

son pieni di persone che parlano. Mentre prendiamo il caffè mi scrive il numero del suo

ufficio su un tovagliolino, e mi confida che ormai è troppo tardi e deve rientrare a casa

pechè sua moglie è troppo gelosa e non vuole rovinarsi il sabato sera a dare

miriadi di spiegazioni.

Non male come motivazione, ha infatti trovato il modo per dirmi rivediamoci e farmi

sapere che è sposato, fatto sta che è un bel tipo e credo ne valga la pena

rincontrarlo.

Mi domanda cosa farò alla sera, e si complimenta per il mio nome. In realtà non mi

chiamo Elsa però è un nome che mi piace e allora ogni tanto mi diverte farlo mio.

Andrò all'Hobby One da Willy e Tommy e ci andrò con Patricia la francese, ci vado

spesso, ma sempre tardissimo. Chiamo il taxi e mentre salgo su Lodi 15 lo vedo

allontanarsi a piedi verso Via Irnerio, penso che lo richiamerò lunedì e poi

vedremo insieme quando incontrarci di nuovo.

Non mi aspetto minimamente che sarà la stessa sera, eppure quando scende

dalle scalinate del locale dove sono è come se avverto la sua presenza.

La cosa mi piace da impazzire, lui cammina a testa alta sbirciando tra le persone,

è palese che sta cercando qualcuna, penso e spero stia cercando me.

Ordino al banco qualcosa da bere e poi parto verso lui.

Ecco, mi ha vista, ora cammina a passo sicuro verso me.

Eccoci uno davanti all'altro. "Contenta di vedermi?" mi dice mentre si avvicina per

darmi un bacio, poi guarda i bicchieri e si blocca, ne ho due in mano e quindi

è logico dedurre io possa essere già in compagnia e non necessariamente l'altro

bicchiere è per la mia amica francese.

Ho forse scelto la serata sbagliata o il bicchiere è per la tua amica? mi domanda.

"purtroppo la mia amica è andata al Byblos" rispondo sorridente

l'espressione sul suo viso cambia, sono certa che è quella di uno che tra pochi attimi

svanirà tra la folla e poi se ne andrà. Potrei giocarci su un'altro po', ma preferisco

dirgli che l'vevo visto mentre scendeva la scalinata e l'ho preso per noi due,

sorseggiamo veloci il wisky, come chi sa benissimo che non è là dove vogliamo

rimanere e infatti poco dopo siamo fuori dal locale e stiamo chiamando un taxi per

andare dove è giusto che sia ... il taxi si ferma a destiazione, saliamo al secondo

piano, la stanza che ci han dato è un numero dispari, la finestra si affaccia sulla

strada vicino alle due torri, vicina a San Petronio ...

Mi dondola addosso, scivolano i nostri vestiti a terra e .......

 

 

.... e dopo qualche ora, non essendo possibile dormire insieme  lui esce dalla stanza

mentre io decido di restare un'altro po', o forse sino alle prime ore del mattino.

mi conosco e lo so che sciverò prima di uscire da lì, so benissimo che scriverò un

racconto che non sarà ne una storia d'amore, ne un racconto erotico, saran solo

parole e immagini rubate là dove non tutti posson vedere, sarà saper giocare e

driblare verso pensieri nostalgici o sogni lasciati in fondo a dei cassetti, giusto

forse per dare un senso più profondo al mio nome.

Già, lo firmerò con Elsa, tanto lui lo sa che non è il mio vero nome, ma cosa

importa come mi chiamo, quel che conta è che io sia io sempre e comunque quel

che mi piace essere, tra sogno e realtà, tra ricordi e nuovi pensieri da lasciare

appesi nel vuoto.

 

 
 
 

A chi voglio

Post n°31 pubblicato il 17 Luglio 2012 da elsa.nightoflove

Voglio sentire l'eco dei tuoi passi dentro me,

ascoltarli mentre iniziano a fluire nelle mie vene

e quando si insinuano prepotenti tra le pieghe della mia mente viziata.

Voglio che tu ti perda come fossi un labirinto

o la casa degli specchi

e che ogni volta che stai per ritrovare l'uscita scelga di riperderti ancora in me.

Voglio il tuo sguardo addosso come se fosse una puntura di spillo,

la tua bocca che strappi la fame dalla mia carne mentre si nutre della tua.

Voglio i tuoi tradimenti,

le tue bugie per paura di perdermi,

voglio l'illusione di essere diversa tra tutte

e pensare che se torni è perchè poi in fondo in fondo

è solo con me che stai davvero bene.

Voglio tradirti per poi tornare a casa e sentirmi più tua,

voglio farlo perchè se solo tu tradissi dovrei odiarti

ed invece ho ancora tanto da darti e da prendermi di te.

Voglio giocare tra le tue rughe,

dentro la tua pelle non più giovane ma ancora viva,

liberando paura e incertezze,

per non dovermi annoiare,

per non dover fuggire e cercare qualcuno ancora da amare.

Voglio amare te ed è l'ultima cosa che farò

mentre costruisco nuovi muri per il nostro labirinto

ed altri specchi già son pronti per parlare ancora di noi.

 
 
 

Racconto erotico: Lavori di manutezione

Post n°30 pubblicato il 16 Luglio 2012 da elsa.nightoflove

Lavoravo da quasi un anno in quell'azienda e mi faceva

immenso piacere che la prima responabile mi avesse

preso a cuore praticamente da subito. Da qualche mese poi eravamo pure

uscite insieme fuori dall'orario di lavoro e ho avuto modo

di conoscerla meglio specialmente per quanto riguarda la

ua vita privata. Che era una separata in casa lo sapevo

praticamente da subito, ma che aveva una casa tutta sua ne ero

venuta a consoscenza da poco.

"Sono anni che sono a digiuno" mi ha detto una sera a cena,

"ma di uomini interessanti non v'è manco l'ombra ..." Forse non

ha tutti i torti, pensavo mentre mi parlava e onestamente ritenevo

che questo digiuno non è che poi le pesasse granchè. Tornando a

casa dopo tutta una serie di confidenze un po' hard, ad un certo

punto mi sono sentita mettere la mano sul ginocchio,

lo ha fatto come se fosse praticamente un uomo, senza lasciare dubbi,

e quando ho fermato l'auto sotto casa, quella solo sua, prima si è avvicinata

per baciarmi e poi mi ha chiesto di salire. Non è la prima volta che ricevo

da una donna una avancè, ma lei è stata senzaa dubbio la più decisa.

"Sia chiaro, non sei una brutta donna, ma onestamente non mi sento attratta dal mio

stesso sesso" le ho detto convinta e sicura che sarebbe terminato tutto lì.

Lei invece se ne è uscita con una serie di frasi che praticamente spaziavano dal

"ma per cosa credi che ti abbia presa in considerazione sino ad ora ..."

al più odioso ma efficace "dicevi d'aver bisogno di lavorare, ma dubito sia così"

Non potevo crederci! Ero rimasta sconvolta dai suoi modi, dal suo parlare

e ragionare, avrei pure voluto sperare scherzasse, che scoppiasse a

ridere da un minuto all'altro e sentirmi dire "Elsa stavo scherzando". Ma

Anna non scherzava affatto. Per togliermi ogni dubbio, prese la mia mano

e se la mise sotto la camicetta,

"senti come sono duri i miei capezzoli, ho voglia che tu salga e me li mastichi

con dolcezza e decisione". Ho ritratto d'istinto la mano, ma lei non ascoltava

ragione e mi ha così lanciato un messaggio più che chiaro. "Se vuoi continuare

a lavorare, ti consiglio di assecondarmi mia cara! Non fare la stupida, spegni

la macchina e sali!" - "Ma non posso, ho persino l'uomo, come puoi chiedermi

una cosa simile? NON PUOI OBBLIGARMI!!! Ricattarmiiiii"

Mentre scendeva dall'auto mi disse un secco "fai come vuoi", chiuse lo sportello

e raggiunse il portone. La guardai cercare le chiavi in borsa, chiudere

il portone. Misi in moto la macchina, feci il giro dell'isolato, ma avevo bisogno

di quei soldi, di lavorare, ero consapevole che la crisi non mi avrebbe aiutata e

nemmeno la mia età. Non sapevo cosa pensare, chiamai allora il mio uomo

raccontando a lui ogni cosa. Sdramattizzò dicendo che se fosse accaduto a lui si

sarebbe sacrificato, senza esitare. Poi ritornò serio e mi chiese di pensarci bene.

"Bene? beneeee, ma che cazzo vuol dire pensaci bene?"

fermai l'auto in mezzo alla strada, ero infuriata col mondo, non capivo più cosa

dovevo fare o forselo sapevo e capivo che non avevo alternative.

Girai l'auto, mi fermai sotto al portone di Anna e suonai.

Nemmeno chiese chi fosse, mi diede il tiro. Trovai Anna sorridente davanti

alla porta di casa avvolta da un asciugamano. Mentre varcavo la soglia mi disse

che era contenta avvessi deciso di voler lavorare ancora da lei e che se avessi

atteso ancora un'altro pò a salire sarebbe stato tardi perchè aveva già preso

fuori i suoi vibratori. Mi spogliò baciandomi sul collo, toccandomi i seni, dicendomi

che mi sarebbe piaciuto e che dovevo solo fare a lei quel che avrei voluto un uomo

facesse a me.

Avevo bisogno di qualcosa di forte e così le chiesi:

"Posso bere qualcosa Anna?" mi offrì una vodka ghiacciata, mentre continuava

a lisciarmi e ripetermi che dovevo solo lasciarmi andare. Mi versai la seconda

vodka. Poi pensai alla mia prima volta con un uomo, ero tonta, inesperta

ma poi piano piano avevo capito come funzionava e pensai che forse anche

con una donna non era poi così diverso.

Presi a baciarla sul collo mentre con le mani sfioravano i suoi seni, i suoi capezzoli

eran duri come pietre, eran scurissimi, granulosi.

Ricordai che voleva li masticassi mentre eravamo in auto

e presi così a sfiorarli con la lingua e poi piano piano a tiracchiarli tra i denti,

mentre lo facevo le sue dita eran già corse tra le sue cosce e assatanata si sfiorava

il pelo mentre mi diceva di non fermarmi. Sapevo che non potevo restare lì su

per sempre, dovevo quindi passare oltre, scendere. Scesi con la lingua sul suo

corpo sino a raggiungere il pelo, leccai l'inguine sfiorandolo con le dita, facendola

inarcare per il troppo piacere.

A quel punto Anna si portò nuovamente verso il divano del salone, aprì le gambe

e il mio viso si trovò davanti a qualcosa di familiare ma mai visto così da vicino.

Il suo sapore non era male, era simile al mio forse solo un po' più acre.

Non mi dava però fastidio e perciò iniziai a far scorrere la mia lingua prima

sulle grandi labbra, poi su quelle più piccole sino ad iniziare a penetrarla.

Le sue mani premevano sulla mia testa, lo faceva come fa ogni volta il mio lui

quando  gli faccio un pompino. Pensai allora che era meglio se oltre alla lingua

avessi usato un dito, iniziai quindi a penetrarla con l'indice, poi aggiunsi il

medio e poco dopo mi ritrovai a leccare là dove quattro delle mie dita

uscivano ed entravano come se nulla fosse. Finalmente Anna raggiunse

l'orgasmo. Tirai un sospiro, ma Anna non era un uomo, era

già praticamente pronta a ripartire. "Se continui così domani ti concedo

un giorno di ferie" mi disse rimettendo la mia faccia tra le gambe. Ripresi

a toccare, leccare, lei aprì ancora più le sue gambe e nel farlo mi disse

che se quattro dita stavan comode la quinta ci sarebbe stata perfetta.

Comprese che non sapevo da dove iniziare, mi disse "vai tranquilla, bagna

la tua mano di me e continua sino a che è dentro tutta" Mi faceva senso, più

le dita entravano e più lei ansimava, e lei non contenta mi incitava ad entrare

sempre più. Ad un certo punto in me scattò qualcosa, mi ero rotta di subire

i desideri di lei.

Presi a bagnare la mano con la saliva ed i suoi orgasmi, presi ad entrare sempre più

sino a vedere la mia mano scomparire dentro lei sino al polso. La giravo come

se nulla fosse. Il suo viso era trasformato, era quello di una vera trxxx, insaziabile.

Continuava a dirmi che ero brava,

che le piaceva come stavo scopandola. Pur se mi vergognavo un po',

mi rendevo conto che la cosa stava ecciatandomi moltissimo, e così

mentre roteavo una mano dentro lei con l'altra passavo dal clitoride

ai suoi capezzoli, poi ad un tratto guardai sul tavolino che avevo a fianco

proprio vicino al bicchiere vuoto della vodka, c'era un candelabro con una candela

rosso fuoco di quelle lavorate, la presi senza uscire con la mano da dentro

lei e dopo averla bagnata con la saliva presi a impuntarle la candela dietro.

"Mi stai stupendo Elsa, continua così, sei favolosa" Non avevo voglia di

fermarmi, desideravo incularxx e basta. Non so quante volte ha goduto

del mio possederla davantii e dietro e finalmente ad un certo punto mi ha

chiesto di fermarmi e lasciarla respirare. Lenta sfilai la candela, lentissima

la mano. Il suo viso era soddisfatto, sfatto, esausto.

"Elsa, di solito faccio andare via le donne a questo punto, ma stasera farò

una eccezione" mi prese per mano, mi portò in cucina e spinse sul tavolo,

iniziò a divorarmi i seni, poi scese tra  le gambe e nel sentire che ero fradicia

perse il controllo completamente. Non ero

rimasta perchè avevo timore di perdere il lavoro, ero andata lì per paura di

esser licenziata è vero, ma rimasta perchè mi piaceva. Non potevo dirle che non era

così, non lo nascosi nemmeno quando la punta della sua lingua mi schiuse

le labbra del peccato e prese a leccarmi con foia. Ci amammo tutta la notte

e rimasi a dormire da lei senza pretendere la giornata di ferie, e al mattino

passammo da casa mia, dovevo cambiarmi. Salì con me nel mio piccolo

appartamento, anche lì ci scambiammo qualche carezza sino a godere e

quando arrivammo al lavoro tutte le colleghe ci domandarono cosa

avessimo combinato per essere così esuste. "Siam state al mare e sveglie

tutta la notte e visto che non siamo più giovincelle siamo a pezzi" rispondeva

a tutte, poi entrammo in ufficio dal capo, propose per me un'aumento di salario

ed il trasferimento nel suo ufficio. Il capo sorrise malizioso, lo fece allentandosi

la cravatta e sfiorandosi la patta dei pantaloni. Non posso dire che non fossi

inizailmente a disagio, ma avevo capito come funzionava, mi alzai in piedi e

guardai Anna dritta negli occhi per poi domandarle come mai era riuscita

a fare carriera così velocemente, entrambi mi sorrisero con un ghigno, a quel

punto andai verso la poltrona del capo, la girai, mi inginnocchiai e dopo aver

aperto i suoi pantaloni mi misi al lavoro su di lui, Anna ci guardava per prima

compiaciuta, poi  seduta sul ciglio della scrivania aveva scostato il perizoma

e iniziato a toccarsi.

Era davvero inaziabile Anna, affamata di sesso e carriera o forse non era la

carriera quella che le interessava davvero ma il suo essere porca e insaziabile

l'aveva portata al livello che era perchè era quello il lavoro che al nostro capo

piaceva più di ogni cosa e in lei aveva trovato totale appagamento.

Da allora io e Anna andiamo spesso nel ufficio del capo, lo facciamo ogni volta

che ci chiama, certe volte capita che vuole me, altre volte lei e altre volte

si eccita e tocca mentre guarda noi due, puntualmente ripete ad entrambe

che nella prossima busta troveremo una cifra consistente per via dei straordinari

che abbiam fatto. Non credo ci vorrà molto per me a salire di livello, forse non

arriverò a quelli di Anna, ma di sicuro il licenziamento pare sia qualcosa

di lontano e questo è quello che mi fa tornare a casa serena e vivere il mio

privato con tranquillità. Certe volte il mio lui mi chiede come è finita con Anna,

puntualemente dico che stava scherzando e l'avevo presa troppo sul serio,

qualche volta mi dice che non la racconto tutta e che se vogliamo è disposto

a sacrificarsi pure lui, ci rido sopra e sorvolo ... non mi va che pensi che se raggiungo

una buona posizione lavorativa è per il merito che pure lui conosce, non voglio

nemmeno speri che si realizzi un suo sogno, però se mai un giorno dovesse

servire non escludo che lo terrò in considerzione.

 
 
 

Ad Alterego

Post n°29 pubblicato il 17 Giugno 2012 da elsa.nightoflove

ti sembrerà strano, ma questa notte

avevo voglia di noi ...

 
 
 

Devoti

Post n°28 pubblicato il 12 Aprile 2012 da elsa.nightoflove

NOTA: Mi sono divertita a scriverlo da uomo ed ho pure non contenta affrontato un tema che può infastidire i più credenti. Visto però che un buon fedele non dovrebbe nemmeno leggere i racconti erotici, mi sono detta: "per una volta "facciamolo strano""

Andavo in Chiesa ogni domenica per salvaguardare il quieto vivere in casa,

la mia presenza in quel luogo sacro non mi faceva sentire un bravo fedele,

però mi evitavo le tiritere a pranzo sia di mia madre che mia moglie e vi assicuro

che non è cosa da poco per uno che lavora dal lunedì al sabato come un matto e

ha solo la domenica da viversi in pace, anzi santa pace. Mi veniva difficile ascoltare

il parroco e cercavo di guardarmi il meno possibile attorno per evitare che si

notasse il mio non esserne convinto. La notte di Natale però mi trovai a notare

una signora di quasi 50 anni a me poco distante. Era accurata sia nel vestiario

che nel trucco e continuò a pregare in continuazione, inginocchiandosi e alzandosi

per tutta la funzione e specialmente senza mai guardarsi attorno. Da quella volta,

ogni domenica la cercavo tra la gente e facevo in modo di sedermi dove mi era possile

vederla bene. Di lei non sapevo nulla, non l'avevo mai incontrata in giro e finita la

Messa sembrava svanire nel nulla. Quel suo essere misteriosa e devota aveva creato

in me un pensiero sempre più intrigato e senza nemmeno accorgermene una volta

arrivai a desiderarla sessualmente mentre la osservavo in fila per l'ostia.

Chiesi scusa a nostro Signore, evidentemente il Diavolo aveva avuto su di me la

meglio, mi ripromisi pure di aver smesso di sedermi vicino a lei se fosse ricaduto, ma

la presenza della donna era diventata per me l'unica buona ragione per entrare in

quel luogo. Tra me e me l'avevo chiamata Maddalena, non perchè credessi fosse una

prostituta, ma perchè la sua presenza mi induceva puntualmente a peccare con la

fantasia. Sentivo fosse divenuta quasi come una ossessione e così decisi di

confessarmi e dire a Don Valerio cosa da più di un mese mi succedeva. Non vi dico

quel che mi disse, ma ve lo lascio immaginare. Pensai che dicendo cosa mi accadeva,

mi sarebbe stato d'aiuto per non cedere più alla solita tentazione, ma nemmeno

l'idea i essere guardato dal prete ogni tanto riusciva a bloccare i miei desideri più

sconci. Decisi a quel punto che dovevo far di tutto per incontrarla e che per un po'

sarebbe stato meglio litigare a pranzo ma non presentarmi più in Chiesa.

Dopo diverse volte, finalmente riuscì a capire dove abitava e da quel momento

cercai di frequentare i negozi lì vicino nella speranza di incontrarla e poter attaccare

bottone. Ogni tanto ero riuscito ad incontrarla in tabaccheria, ma era così schiva

che trovare come attaccare bottone non era facile per niente. Mi stavo quasi

demoralizzando, quando un pomeriggio la vidi al parco con il suo pastore tedesco.

Perfetto! pure io ne avevo uno ... mi avvicinai al cane e iniziai ad accarezzarlo dicendo

che era simile al mio, lo era davvero del resto. Da quel pomeriggio ogni giorno pure

io andavo al parco con Kira ed era quasi diventato normale fermarmi a parlare con

Maddalena mentre i nostri cani giocavano a rincorrersi. Qualche volta l'avevo pure

accompagnata a casa con la scusa che volevo ancora girare e finalmente una sera

mi invitò a salire per farmi vedere le fotografie di quando Devil il suo pastore era

cucciolo. Non me lo feci sfuggire a quel punto, domandai sfacciatamente come mai

avesse chiamato Devil il suo cane essendo una molto devota. "forse ho cose da

farmi perdonare e la mia devozione è in realtà altro" mi disse quasi ridendo.

Rimasi a guardarla qualche secondo senza riuscire a dire nulla, non mi aspettavo di

certo una risposta simile - avrei pure voluto chiedere cosa doveva farsi perdonare,

ma trovai troppo azzardata la domanda e continuai a sfogliare le foto che mi passava.

E tu perchè vai in Chiesa? Dissi la verità, non mi andava di sembrare un buon

fedele, ero semplicemente uno che credeva, ma che sceglieva di non subire

le prediche bigotte da sua madre o moglie. "Eperchè non vieni più da un paio di

mesi?" Non avrei mai pensato mi avesse notato, avrei potuto dire qualsiasi cosa,

ma anche in quel caso trovai giusto essere sincero e spiegai che il motivo era lei.

"Non avrai mica comprato Kira per conoscermi ..." disse sfottendomi.

La conversazione a quel punto aveva sciolto in noi ogni pudore, lei era più

disinvolta ed io meno impacciato finalmente. A quel punto chiesi cosa doveva

farsi perdonare e mi raccontò che era stata la donna di uno sposato e che finalmente

era riuscita a chiudere la loro storia e si sentiva migliore. Automaticamente pensai

che i miei sogni non avevano più speranze. Mentre però mi passava l'ultima foto

di Devil da piccolo, mi disse che però qualcosa le diceva che di restare o sentirsi

migliore evidentemente non era da lei. Non avevo dubbi, stava parlando di noi,

sfiorai il suo viso con una carezza e subito dopo mi ritrovai a baciarla senza nemmeno

avere il tempo di capire cosa stava accadendo, poco dopo eravamo semi nudi sul

divano del suo salone, pieni di passione, persi a toccarci e baciarci. Nom mi

interessava se era tardi, se mia moglie stava iniziando a chimarmi di tanto in tanto

per sapere quando rientravo, stavo bene e lì volevo restare. Impazzivo solo

nel guardarla muoversi e ripescavo nella memoria tutte le scene che mi ero fatto

durante le ore vissute insieme in Chiesa, pensare poi che era lì perchè peccava,

mi eccitava il doppio e ancor di più sapere che la domenica dopo sarebbe stata lì

per noi mi faceva andare giù di testa. Era oramai tardi, dovevo andare anche se

avrei fatto ancora all'amore con lei per altrettante ore, ma dal momento che uscì

da casa sua non feci altro che immaginarla inginocchiata davanti all'altare e sapere

che era lì a questo punto a chiedere a Dio non so cosa. Domenica pomeriggio

non riuscì a fare la solita pennichella sul divano, presi Kira e con la scusa di portarla

al parco uscì di casa poco prima delle quindici, nemmeno chiese chi era che suonava

alla porta, si fece trovare nuda sotto la vestaglia e rimase quando dopo

averla baciata intensamente la feci girare ed inginocchiare nuda davanti al suo letto.

"voglio sentirti pregare mia Maddalena! Desidero sentirti supplicare"

non se lo fece ripetere, iniziò a dire alzando gli occhi al cielo che non riusciva

a rinunciare al piacere della carne, che la sua carne ardeva e fremeva e che da due

mesi ogni notte si toccava al pensiero che un uomo in chiesa la stava guardando

e che in certi momenti era persino certa che la stesse desiderando. A quel punto

non riuscì a trattenermi, mi inginocchiai dietro di lei, la chinai maggioremente

in avanti e senza troppi preliminari presi a possederla dove la Chiesa dice sia

contronatura, nulla di quanto stavamo facendo era approvato dalla Fede, ma forse

di fedeli come noi ce ne erano tanti, alcuni forse solo con il pensiero, altri convinti di

esser ripuliti dopo aver fatto la confessione, qualcuno forse era persino peggiore,

ma a noi far sesso e l'amore così piaceva e non sapevamo rinunciarvi. Lei nel

frattempo continuò a frequentare la parrocchia, io non riuscì più ad entrarci per

molto tempo e approfittai delle liti per la mia assenza per uscirmene di casa e correre

da lei. Per tanto tempo mi domandai pure Don Valerio cosa avrebbe detto se

mai avesse saputo di noi e pensai pure che per Pasqua sarei andato a confessarmi

non tanto perchè volevo pentirmi, ma perchè volevo esser sincero davanti a Dio

e dirgli che ero felice pur se non esemplare, giocando dissi a Maddalena che non

osavo pensare a cosa mi avrebbe detto, mi lasciò senza parole dicendomi che

l'uomo sposato che aveva lasciato era il nostro Don e lo aveva fatto perchè si

era accorta di me. Chissà, forse non eravamo allora poi così peccatori come ci

sentivamo, o forse lo eravamo ma non di più di chi la predica la fa solo perchè

oltre al mistero della Fede è consapevole che anche il mistero del basta che non

si sappia resta tra gli enigmi più quotati di tutti i figli del Signore e non.

 
 
 
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buon 2013...
Inviato da: mar.rosso2
il 02/01/2013 alle 05:05
 
buone feste a te e ad Elsa..:))*
Inviato da: mar.rosso2
il 23/12/2012 alle 03:40
 
senza dubbio non c'è differenza su quel che leggi, se...
Inviato da: elsa.nightoflove
il 19/08/2012 alle 20:06
 
non voglio l'uomo oggetto, ne essere oggetto per lui,...
Inviato da: elsa.nightoflove
il 19/08/2012 alle 19:57
 
Purtroppo sì
Inviato da: elsa.nightoflove
il 19/08/2012 alle 19:47
 
 

QUESTO BLOG ...

 

racchiude una serie di racconti erotici

da me scritti, nulla di speciale direi,

tranne il fatto che è una passione che

coltivo da anni.

Ho tolto amici e la possibilità

di vedere chi mi visita per evitare

qualsiasi problema. Mi auguro solo

che le persone

che passeranno da qui, non decidano di

farmelo chiudere, ma in tal caso, avranno solo

fatto cancellare quel che poi in altre

piattaforme da anni è pubblicato.

Nulla di grave quindi, tranne la probabilità

che l'ipocrisia spesso ha la meglio e la

repressione fa spesso guardare le cose

più naturali in modo solo "sporco".

Si dice che

"nulla è osceno tranne l'interpretazione!"

siate quindi cauti a giudicare male

e se riuscite siate sufficientemente maturi

per dirvi che esistono post

molto più offensivi e subdoli

celati dietro la parola AMORE.

A chi resta dico grazie, a chi

se ne esce ... arrivederci, a chi

si scandalizza vorrei dire

"per cosi poco?" ma il poco

poi cos'è se non si sa cosa

sia la vita senza piacere?

 

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