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generosità...
Post n°8 pubblicato il 13 Febbraio 2012 da August05
Premesso che in casa nostra non si consuma televisione, meglio, la televisione serve per appenderci gli schemini per l'angioletto che con l'aiuto della memoria visiva impara bene e, repetita iuvant.... premesso che Papaleo è un grande diventato piccolo almeno nell'imminente occasione sanremese e, mi è scaduto un pò, ma siamo gente che se non c'è un comico dietro o davanti, si fa nulla... premesso che Celentano mi ha stufato e preferisco il mio di stufato... premesso che Morandi mi è indigesto e né il domperidone, né il finocarbo, né il limone hanno benefici effetti... Celentano, lo show della generositàIl cantante a Sanremo: super cachet da 350 mila euro a serata, che ha deciso di devolvere in beneficenza. Ma a modo suo...Prima l’incertezza: Celentano andrà o non andrà? Poi l’accordo sul cachet, cioè la paga, non senza lo sconto finale: 350 mila euro per una serata, 700 mila per due, 750 mila se di più. Infine, il colpo di scena: andrà, prenderà i soldi ma li darà in beneficenza. «È un segnale importantissimo, quasi commovente», commenta Gianni Morandi, conduttore del Festival. Si sa che al Festival di Sanremo piace far parlare di sé prima ancora di iniziare, così si accendono le aspettative. Ma nella prepolemica di quest’anno ci sono più motivi di fastidio che di compiacimento. In tempi di sacrifici richiesti, stangate in arrivo per le famiglie, disoccupazione drammatica, pensioni a rischio e tutta l’incertezza che accompagna ogni crisi, scandalizzano i compensi che la Rai è pronta a versare. Non c’è dubbio che Adriano sia un artista amato e ammirato; ma perché deve essere pagato per l’esibizione di una sera quanto un ricercatore precario non si sogna di guadagnare in dieci anni? È vero che un cantante del suo calibro attira, oltre agli ascolti, i soldi della pubblicità. Ma è anche vero che un ritorno alla sobrietà di altri tempi sarebbe stato opportuno per quella Rai che, da più di un mese, ci richiama all’obbligo di versare il canone come indispensabile finanziamento per un servizio pubblico che, però, si mostra sempre più scadente.
L’altra ragione di fastidio sta in quella esibita donazione ai poveri. Celentano, con mossa a sorpresa, ha deciso che verserà il suo cachet parte a Emergency e parte ai “poveri”. Per individuarli, ha chiesto l’aiuto dei sindaci di sette città: Verona, Milano, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Cagliari. Non si capisce quale sia il criterio di questa scelta. Ha indicato i sindaci che gli sono più simpatici, quelli che considera più vicini alla gente? Ma tutti i sindaci sono o dovrebbero essere vicini alla gente. E in base a quale graduatoria le sette città sono state da lui individuate come le più bisognose? E perché trasformare in uno spettacolo promozionale anche la generosità, l’aiuto che si dà al prossimo senza aspettarsi un ritorno di immagine? Domande a vuoto. Ci si aspetta ora che Celentano utilizzi una parentesi tra i suoi celebri silenzi per farci capire dal palco di Sanremo qual è la sua idea di beneficenza. La solidarietà non sceglie i “poveri” come si fa con i provini di un reality dotato di un montepremi. La generosità richiede silenzio, non aspetta né lodi né promozione di immagine. Lo dice il Vangelo, Matteo 6,2: «Quando dunque tu fai l’elemosina, non metterti a suonare la tromba davanti a te». Lo dice la saggezza popolare: «Fai del bene e scordatelo». Idea finale: Adriano va sul palco dell’Ariston gratis, la Rai spende meglio i nostri soldi e la dignità del donatore e del “povero” resta intatta. F. Zambonini tratto da Famglia Cristiana. |



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