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Post N° 59

Post n°59 pubblicato il 27 Giugno 2008 da orientestella
 
Tag: Viaggio
Foto di orientestella

Trekking da
Padum-Lamayuru
 

Sono circa 177 chilometri, 8-10 tappe con un dislivello totale che
supera i 4000 metri complessivi. È il percorso più battuto dagli escursionisti
che giungono a Padum con la camionale proveniente da Kargil. Essendo
impossibile seguire il corso del fiume Zangskhar, si attraversano in quota
alcune valli tributarie ed infine si passa nel bacino del fiume Yapola
anch'esso confluente nel fiume Indo. Il tragitto è quindi movimentato e
richiede il superamento di otto passi oltre 5000 metri con 5.460 metri del Singgela. Si visitano
numerosi ed importanti monasteri a Karcha, Lingshed, Wanla e Lamayuru.



 

1.
Padum (m 3564) - Karcha (m 3700) 2h
 


Tappa molto breve che consente di trascorrere gran parte della giornata a
Padum per rifornirsi di viveri e combustibile e per visitare i dintorni. Il
vicino gompa di Sani è raggiungibile con una veloce corsa in jeep ma la visita
è interessante solo se è in programma la festa religiosa che da giugno è stata
spostata nei primi giorni di agosto.

Il gommone di Padum, residuato della spedizione tedesca del '76, costituiva il
momento eroico della camminata nello Zangskhar: ci si affidava avventurosamente
alla corrente del fiume Doda e il gommone, galleggiando a pelo d'acqua,
trasportato dalla corrente, guadagnava la sponda opposta dopo cinque minuti di
terrore. Il battelliere risaliva quindi la riva trascinando la zattera, tenuta
insieme da toppe e pezzi di spago, per poi ripartire con rotta veloce ed
obliqua verso l'approdo opposto. Nel 1985 un ponte in ferro ha sostituito
quell'emozionante momento ed in due ore si giunge da Padum a Karcha percorrendo
la strada sterrata che parte dal bivio presso l'Ufficio del Turismo.
Successivamente il ponte è stato smontato ed ora è rimasta una
passerella.

Il villaggio di Pibiting è sovrastato dal piccolo monastero gelugpa
posto su una collinetta alluvionale (Upti). Il santuario è dedicato a
Padma Sàmbhava del quale racchiude una immagine nel Guru Rimpoche lhakang. Il
sentiero passa accanto alla Lamdon Model School patrocinata dall'autore e dalla
vendita di questo libro. Attraverso la spianata si giunge poi in riva al Doda
ed al ponte (1h30'). Risalendo il ghiaione con percorso libero e faticoso ci si
raccorda con la strada proveniente da Ating ed in breve si è al lodge del
villaggio (m. 3.700). E’ possibile campeggiare anche nella piana a sud di
Karcha (30'-2h). Dal villaggio si sale a zigzag verso il monastero.

Karsha Chamba Ling (luogo dedicato a Maitreya) è il più grande monastero
dello Zangskhar con una comunità di 80 berretti gialli. Il gompa e le bianche
case sottostanti sono visibili da lontano, sarebbero proprio le case dei due
insediamenti a dare il nome a dKarSha, «la bianca coppia».



2. Karcha (m. 3.700)-Campo di
Pishu (m. 3.450) 3h 45'
 


Da Karcha, descritta nel capitolo sulla piana di Padum, il percorso continua
verso settentrione seguendo in mezzacosta il pendio che declina verso il fiume.
Il sentiero non è ben delineato, attraversa e segue le terrazze dei campi
d'orzo, prosegue in mezzacosta, attraversa un greto di un torrente che scende
da ovest ed infine alcuni chorten segnalano nuovamente il percorso nella ampia
pietraia; la mulattiera diventa unica ed evidente all'incirca alla confluenza
fra lo Tsarap Lingti Chu ed il Doda (o Stod) che danno vita allo Zangskhar. Il
pendio termina e la bastionata rocciosa incombe sul sentiero presso un piccolo
guado, la piana di Padum ha qui il suo confine settentrionale. Due ore di
marcia portano alla piana di Rinam (m. 3.550; 2h; km 8), pascolo solcato
da corsi d'acqua chiara. Il villaggio si trova presso il fiume, leggermente
scostato dal percorso. La mulattiera prosegue e si abbassa presso un'ansa
sabbiosa per poi risalire sul pianoro alluvionale dove sorgono le case di Pishu
(m. 3.500; 1h30'-3h30'), desolato paese adagiato nella brulla distesa di sassi.
Oltrepassati alcuni campi, raggiungete un'ampia valletta rinfrescata da una
polla di limpida acqua (m. 3.450; 15'-3h45').



Escursione a Zangla

Da Pishu camminata fino al grande ponte di vimini od escursione a Zangla. Il
ponte è situato all'altezza delle case di Pishu dal quale dista circa un
chilometro ed è uno dei manufatti pensili più lunghi che si incontrano in
Himàlaya: la sua campata è lunga ben sessanta metri. Aldilà, a destra un
sentiero riconduce a Padum risalendo la valle per circa venticinque chilometri
attraverso i villaggi di sTongde e Tsazar (vedi pag.: 000); proseguendo sul
sentiero di sinistra si arriva a Zangla in circa un'ora.  



3. Pishu (m. 3.450)-Hanumil (m. 3.300) 4h10' 

In saliscendi viene raggiunta un'altra stretta ansa sabbiosa (30'; possibile
campo in posizione non panoramica). Sempre in saliscendi il percorso arriva a Pidmo
(m. 3.300, 1h40'-2h10'), minuscolo paese in una ampia conoide con verdi campi
di orzo e piselli, prosegue alzandosi poi nuovamente in riva al fiume ed infine
giunge ad Hanumil (m. 3.300, 2h30'-4h10'): due case poste allo sbocco di
un fantastico canyon, solcato da un torrente, che si scavalca con un ponticello
in muratura. All'imbocco del canyon vi è una grotta con all'interno, un
chorten.



4. Hanumil (m. 3.300)-Neche (m. 3.750) 6h50' 

Dopo una serie di saliscendi si costeggia lungamente lo Zangskhar su un
altipiano dalla brulla vegetazione incontrando un piccolo guado che fornisce
l'unica acqua per le prossime ore (1h), poi il sentiero sale decisamente
obliquando sul pendìo sinistro della valle abbandonando il fiume ed il fondo
valle per infilarsi in un vallone che si restringe fino ad una strettoia
(2h15'-3h15') da affrontare con penosa salita su un sentiero in parte
artificiale. Dopo l'ultimo zig zag ci si affaccia fra le rocce su un poggio
panoramico che domina la valle percorsa: in basso il fiume Zangskhar scorre
verso un canyon impercorribile a piedi.

Ora il cammino affronta ampi tornanti fino al Parfila o Pensila (m. 3.950,
1h-4h15'), colle che da accesso alla valle dell'affluente Zingchan Tokpo a sua
volta formato dall'Oma Tokpo e dal Ralakung Tokpo. Si scende rapidamente fino
ad una sorgente (20'-4h25') e poi ancora in forte pendenza fino al torrente del
quale si risale la riva destra attraversando una stretta cengia rocciosa dove i
cavalli procedono con difficoltà, scendendo poi ad una spianata adatta al
campeggio presso il ponticello in pietra (m. 3.500, 45'-5h10').

Risalendo il torrente si giunge ad una confluenza e, ad un bivio, a sinistra si
prosegue lungo il Ralakung Tokpo fino alle omonime malghe da dove si raggiunge
Phe attraverso il Ralakungla od Abran attraverso il Lumurla, entrambi i
villaggi sono posti sulla rotabile Padum-Kargil. Risalendo a destra la valle
dell'Oma Tokpo (torrente di latte) si arriva a Ringdom Gompa con un lungo
tragitto che scavalca il Pingdonla (m. 5.017).

Dal ponte si risale per evidente e ben marcato sentiero dapprima fino ad una
conca con alcuni arbusti e poi obliquando su un pericoloso pendìo di sabbia
fino allo Snertse la (m. 3.800; 1h30'-6h40'), posto su una lunga cresta. In
venti minuti giungete ad incrociare il torrente che ha scavato l'orrido sulla
destra del sentiero. Neche (Netze o Snertse, m. 3.800; 10'-6h50') offre
spazio per campeggiare mentre i cavalli pascolano sui pendii posti più a
est.



5. Neche (m. 3.850)-Campo quota 4.000 6h 30' 

Dopo un inizio in media pendenza si procede quasi in piano per circa tre
ore. Si oltrepassano alcuni stalletti posti allo sbocco di una laterale: le
cime circostanti sembrano a portata di mano. Quasi al termine del tratto in
piano si apre una valletta laterale ed il sentiero piega decisamente a destra
(ultima acqua). Questo punto non è segnalato da alcun chorten od ometto ma la
traccia è evidente nel punto in cui inizia la risalita con maggior pendenza. In
mezzacosta per alcune centinaia di metri, poi sul greto del torrente: con
un'altra ora di salita ci si affaccia sull'Humanala (Halumala, m. 4.877;
km 9, 4h), balcone di roccia sulla sottostante vallata di Lingshed.

Rapida e ripida discesa, dapprima su sfasciumi poi su fondo sabbioso, obliquando
leggermente verso sinistra fino al greto di un torrente. Già dall'alto questo
punto è individuabile per un bianco chorten che lo segnala (m. 3.800; 1h-5h).
E’ posto in una valletta desolata e ventosa che subito viene abbandonata per
risalire l'opposto pendio. Il sentiero si alza sulle rocce per poi obliquare
verso un poggio (Chapskang m. 4.100, 50'-5h50') con alcuni stalletti e
quindi ridiscende costeggiando altri valloncelli fino ad incrociare un ruscello
(m. 4.000; 40'-6h30', km 8).



6. Campo quota 4.000-Campo quota 4.500 6h 

Il gompa di Lingshed (Lingshot) era famoso per la scuola di pittura
che vi aveva sede ed è tuttora un convento ricco e frequentato al quale si
appoggia no una cinquantina di monaci. Lo si può visitare giungendovi dopo
un'ora di cammino dal campo precedente (m. 3.900, 1h, km 4) superando il poggio
detto Shirkuhken la. Il monastero è stato costruito in una splendida posizione
panoramica. Alle sue spalle la bastionata di rocce e le cime che svettano nel
cielo azzurro scuro formano un fondale unico per colori e forme. Ai piedi del
gompa scorre un canale all'ombra di alcuni preziosi alberi ed il villaggio si
adagia nella conca fra campi verdi e gialli. Il dukang è posto al primo piano
ed il vestibolo, anziché esser collegato al cortile, forma una terrazza che si
affaccia a meridione in pieno sole.

Si prosegue su un pendio non ripido verso un chorten ben visibile dal basso,
aggirando un primo costolone (Murkub la; m. 4.200; 40'-1h40') e poi,
seguendo in mezzacosta un'ampia conca, si sale verso il Netuksila (m.
4.250; 40'-2h20') per ridiscendere in mezzacosta e poi rapidamente su pendìo
fino al torrente che attraversa il villaggio di Chumpado Gongma, posto
mezzo chilometro più a monte (m. 3.900; 1h30'-3h50'). Poco più a valle vi sono
le aie delle fattorie di Skipata (Skyumpata). Entrambe le località
offrono spazio per campeggiare ed a Chumpado una casa mostra fieramente
la insegna di «lodge». Dal torrente parte una ripida salita a zig zag che,
senza concedere tregua, conduce sempre più in alto fino al Kubala (m.
4.400; 1h20'-5h10').

E’ un passo posto su una costola in parte erbosa che si stacca dal pendio. La
mulattiera prosegue in mezacosta, con lievi saliscendi, costeggiando i pendii
di una montagna che offre una singolare visione di guglie erosa dal tempo ed
allineate a metà pendìo in rapida successione. A circa un'ora dal passo, in una
conca destra del sentiero, si individua una sorgente e si pone il campo sulla
spianata che è sbarrata da un muro di pietre, forse un tentativo di formare una
diga per sfruttare questo invaso naturale.

Molto più in basso sorgono le case di Yelchang (Yulchung) al quale arriva un
sentiero poco frequentato che da Zangla, attraverso il Namchela (m. 4.429) ed
il Labarla porta a Nerag nei cui pressi un ponte in legno scavalca lo
Zangskhar per risalire verso il Singila.



7. Campo quota 4.500-Photoksar (m. 4.100) 7h 40' 

Dal posto tappa la sgambata prosegue per circa tre quarti d'ora fino ad un
teastall organizato dai monaci di Lingshed (m. 4.550; 45') e da qui con facile
salita guadagna il Singe la (Senggela: colle del leone) (m. 5.460;
1h20'-2h5'). Il panorama è grandioso su ghiacciai, guglie e la valle del Yapola
si allunga a vista d'occhio verso settentrione.

Abbassandosi nella ampia conca si ammira la montagna che sovrasta ad ovest il
Singila. Se dai chorten essa appariva come una cresta innevata, dal fondovalle
la si ammira in tutta la sua bellezza: è una piramide slanciata che spicca
nell'orizzonte essendo isolata dalle altre cime. I pendii ad occidente sono
dolci ed ampie conche d'origine glaciale scendono verso la valle principale
mentre la catena che delimita ad oriente la vallata si presenta come una
bastionata rocciosa dove la inaudita forza dell'orogenesi ha tracciato
fantastiche onde di pietra e gli strati geologici si ripiegano più volte su se
stessi tracciando gigantesche sinusoidi dai colori più vari.

La traccia corre sulla sinistra di un torrente che formerà lo Yapola Nallah. Un
chorten che segnala l'incontro fra due torrenti (loc. Manichen; m.
4.300; 2h15'-4h20'). Dovete ora guadare il torrente che scende dalla vostra
sinistra (Yapola). Proseguite in mezzacosta affrontando saliscendi brevi e
piccoli guadi. Il sentiero costeggia alcuni mani ed attraversa ampi pendii,
dove pascolano gli yak e le capre, perdendo lentissima mente quota. Il cammino
si allunga di molto poiché si addentra in ogni conca laterale ed il passo che
sbarra la valle sembra irraggiungibile e distante. Questo passo è posto su una
dorsale di rocce e sabbia e divide la valle da cui scendete da quella del
Photang Nallah. I due fiumi confluiscono proprio ad est del passo cui si accede
con una breve risalita (Boumitse la; m. 4.450; 2h30'-6h20'). Ad oriente le
pareti a picco racchiudono un profondo canyon ed in basso, a settentrione, si
apre la piana di Photoksar dove si scende rapidamente attraverso pendii
ricchi d'acqua (m. 4.100; 1h-7h20'). Il villaggio sorge a circa duecento metri
a valle del ponte sul fiume Photang; una ventina di case, una cappella di
recente costruzione ed in alto, arroccato presso la parete, l'eremo
kagyupa di PhugTosar. La valle è ricca di pascoli e le fattorie offrono latte e
yogurt. Dal ponte il sentiero risale la riva sinistra del fiume ed un nuovo
sentiero è stato tracciato anche su quella destra. Si attraversano i campi di
un paio di fattorie e si arriva ad un secondo ponte che congiunge le due rive,
fra questi pascoli è consentito campeggiare (20'-7h40').



8. Photoksar (m. 4.100)-Franjila (m. 3.300) 7h
40'
 


La valle del Photang scende da ovest, con un'ampia curva, verso i pascoli
dove si è campeggiato mentre il sentiero, alzatosi fino ad un paio di chorten,
si addentra in una valle che scende da settentrione e rapidamente con facile
percorso si porta sotto il Sirsirla. La salita sembra infinita se compiuta a
fine tappa ma è veloce se siete partiti da Photoksar. Dopo un falsopiano
risalire i pendii di destra e con ampia curva guadagnare senza sforzo al valico
(evitate il sentiero che porta dritto in quota). Il Sirsirla (Shilshila,
m. 4.990 o 4.805, 2h10') offre un ampio panorama verso la valle del Tang ad
ovest e verso i calanchi e le guglie del Niuchela a nord. Proseguendo verso
settentrione seguire la Variante delle gole di Shillakon, pag.: 000)

Dal Sirsirla obliquare verso destra fino ad un ponte che porta sulla riva
sinistra del torrente Spandang Tokpo (Spang o Tang, m. 4.500, 1h-3h10') e
proseguire in discesa, poi in mezzacosta, fino alle case di Hanupatta,
precedute da alcune fattorie (m. 4.100; 1h30'-4h40'). L'oasi è lunga alcuni
chilometri, molti i posti ombrosi. La pista continua nella valle, che si
restringe sempre più, fra spiazzi sassosi e boschetti di arbusti. Le gole di
Hanupatta sono terrificanti: pareti di roccia, sabbia e sassi, incombono su di
voi ed il cielo diventa una stretta lama azzurra. Il canyon è lungo circa tre
chilometri e a metà un chorten segnala la confluenza fra i torrenti Spandang e
il Yapola. Si riguadagna la riva sinistra passando su un ponte naturale
formatosi da una gigantesca frana che inghiotte il fiume per una decina di
metri. Ad un centinaio di metri dalla frana il sentiero è scavato nella roccia.
Poco dopo il sentiero esce dalle gole, guadagna la riva destra su un altro
ponte ed in mezzacosta conduce in breve all'oasi di Phanji la
(Franjila, m 3.300, 3h-7h40'); acqua, albicocche, prati, ma nessun pascolo per
i cavalli.



Deviazione
per Alchi e Chiling


Dal villaggio un sentiero risale la valletta laterale del torrente Ripchar
ed attraverso il Konkela (m. 4.907) dà accesso alle valli dello Sham verso
Mangyur Gompa ed Alchi
Gompa
oppure permette di collegarsi con le valli del basso Zangskhar e del
Markha, raggiungendo Sumdo gompa.



 



9. Franjila (m. 3.300) - Prikiti la (m. 3.850) - Lamayuru (m.
3.500)
 


Poco dopo Franjila si incontrano numerosi tratti di strada già preparati per
la camionale di fondovalle, li si segue fino al villaggio di Wanla. Il
percorso continua sulla sponda destra fra campi e frutteti di albicocche fino a
giungere proprio sotto una fortezza (2h).

La fondazione del monastero di WanDa (Wanla) è attribuita a RinChen
ZangPo (11° secolo). Il complesso degli edifici domina la confluenza fra lo
Yapola e lo Shillakong. L'occhio è attratto dalla rossa facciata del tempio ma
ancor più colpisce l'attenzione l'enorme torre diroccata che componeva la
gigantesca fortezza eretta da re Lachen Naglug nel 12° secolo. La fortezza è in
gran parte crollata. Ben conservato il monastero, il tempio ospita interessanti
dipinti murali simili a quelli di Alchi: sono quelli originali e riproducono i
principali Bodhisattva ed i loro mandala. Nella cappella vi è una grande
immagine statua di Avalokiteshvara con le undici teste, affiancata da quelle di
Manjushri e Maytreya; sono inoltre presenti Atisha ed i principali maestri
kagyupa.

In riva al fiume vi è un ristorante ed un ponte conduce alla scuola; il
percorso si alza di una cinquantina di metri in lieve pendenza fino alle case
di Shila poste all'estremità occidentale dell'oasi. La strada per le jeep,
conduce in senso opposto e sbuca nella valle dell'Indo presso Khalsi. Dal ponte
di Shila si prosegue oltre il villaggio sulla riva sinistra del torrente
Shilakong Tokpo ed una mezza dozzina di chorten segnalano il bivio da dove il
sentiero si addentra nel canyon sabbioso (40'-2h40') che, con dura salita,
conduce all'ultimo valico Prikitila (passo delle lucertole, m. 3.850;
2h-4h40').

Si scende in una conca solcata da dossi sabbiosi formati dall'erosione e si
arriva alla prima acqua (35'-5h15'), abbassandosi poi ai campi ed al greto di
un torrente (20'-5h35'), lo si risale e Lamayuru
appare in alto. Si passa sotto il monastero e dai campi si risale attraverso il
villaggio fino al gompa. Il trekking è finito (1h-6h35').



 

 
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