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Profumo di Natale
Post n°89 pubblicato il 17 Dicembre 2014 da princesssweet
Concorderete tutti con me, che il mese di Dicembre
è un mese speciale,
per chi crede è il mese per eccellenza
in cui si aspetta la nascita di Gesù,
ma anche per chi non crede
questo mese profuma di qualcosa,
quel non so che, no,
non parlo del profumo dei biscotti di Natale
o dei panettoni,parlo di quella luce particolare
che sembra tingere il cielo e i cuori di tutti,
in questo mese si riscopre come per magia la bontà,
tutti siamo più gentili e più sorridenti,
insomma questo è il mese di pace a amore.
Saranno anche gli addobbi che ci mettono il buon umore,
io ad esempio, da bambina passavo ore ed ore
seduta a guardare le luci dell'albero di natale
che mi catturavano come una calamita cattura il metallo.
I simboli legati al Natale sono tantissimi
ma partiamo da un personaggio che da bambini
abbiamo tanto atteso e amato
si sto parlando proprio del caro babbo natale
Il mito di babbo natale nasce dalla leggenda
del vescovo bizzantino San Nicola che visse nel IV secolo,
secondo la tradizione egli regalò una dote a tre fanciulle
perché potessero andare spose invece di prostituirsi,
da allora, per commemorare l'evento nacque l'usanza
di scambiare dei doni nei giorni del Santo.
Nei paesi protestanti San Nicola venne ribattezzato
con il nome di Samiklaus, Sinterclaus o Santa Claus
e i festeggiamenti vennero spostati
dal 6 dicembre al giorno di Natale.
L'aspetto con cui tutti lo conosciamo fu un invenzione
nata dalla penna di Clement C. Moore che nel 1822
scrisse una poesia in cui lo descriveva con queste sembianze
Una curiosità
Le prime immagini di un Babbo Natale moderno risalgono al 1875,
quando una pittrice svedese, Jenny Nyström, realizzò una serie
di cartoline augurali dove Santa Claus vestiva di verde.
Fu l’illustratore americano Haddon Sundblom, nel 1930,
a introdurre l’abito biancorosso che conosciamo,
l’azienda committente di Sundblom era
una quella che produceva (e produce) una. famossissima bevanda
analcolica venduta in lattine con gli stessi colori.
E che usò poi Babbo Natale come testimonial fisso della sua bibita.
Passiamo ora all'albero di Natale:
Ovviamente, come tutti sanno
la "star" dell'occasione è l'abete
(le due specie usate sono: l'abete rosso= Picea excelsa
e l'abete bianco=Abies alba)
ma perché proprio l'abete?
Poiché l'abete è un albero sempreverde
è da sempre considerato l'albero della nascita,
fin dai tempi degli Egizi, dei Greci e Romani
(che avevano l'usanza di regalarsi un rametto
di una pianta sempreverde come augurio di buona fortuna)
dei Celti ( i druidi lo onoravano in varie cerimonie)
fino ai Cristiani (è stato scelto
fra tutti gli alberi sempreverdi proprio
per la sua forma triangolare che rappresenterebbe la Santa Trinità,
secondo altre leggende invece sarebbe
l'albero della vita o l'albero del bene e del male).
Il primo albero di Natale fu introdotto in Germania
nel 1611 dalla duchessa di Brieg.
In Francia invece fu introdotto nel 1840 dalla duchessa d'Orleans .
In origine l'albero veniva addobbato con dei frutti
(mele rosse e arance ) ma, con il passare degli anni
alla frutta si sostituirono le palline di vetro
(kugels che erano destinate a proteggere le case dagli spiriti).
Nel corso del XIX secolo in Lorena si fabbricarono
delle palline in vetro soffiato di Boemia
dipinte a mano che erano molto apprezzate.

Il simbolo principale della tradizione natalizia
è il presepe

Esso fu introdotto da San Francesco D 'Assisi
che nella notte di Natale del 1223 a Greccio (Lazio)
rievocò la nascita di Gesù attraverso
la prima rappresentazione vivente dell'evento.
Per i principi e i re di tradizione cristiana, il presepe era
motivo d'orgoglio , era un simbolo che doveva rappresentare
lo splendore, la potenza e insieme la fede.
In Austria, si tenne un concorso che avrebbe premiato il presepe
più bello, che sarebbe stato esposto a palazzo.
In Austria, si tenne un concorso che avrebbe premiato il presepe
più bello, che sarebbe stato esposto a palazzo.
In tale occasione ci sarebbe stato anche il matrimonio
della nipote dell'imperatore.
L'artista vincitore del concorso ebbe la fortunata idea
di realizzare, all'ingresso del presepe, di grandezza quasi naturale,
un chiosco ricoperto di vischio, sotto il quale
gli sposi avrebbero fatto il solenne giuramento del matrimonio.
Da allora si dice che chi si bacia sotto il vischio a breve si sposerà.
Da allora si dice che chi si bacia sotto il vischio a breve si sposerà.
Il vischio
Considerato pianta sacra e dono degli dei.
già dalle popolazioni celtiche , secondo una leggenda
nordica teneva lontane disgrazie e malattie.
In molti paesi continua ad esser considerato simbolo di buon augurio.
In molti paesi continua ad esser considerato simbolo di buon augurio.
Alcune curiosità sul presepe
I Santons sono famosi presepi nella regione della Provenza
composti da statuine d'argilla vestite con
costumi realizzati a mano,
nei presepi spagnoli invece accanto ai personaggi classici
si affiancano Tio ( un tronchetto d'albero
che se scosso sprigiona dolcetti)
e Caganer ( un portafortuna natalizio).
Altri simboli legati alla tradizione natalizia
La ghirlanda
Le ghirlande ci riportano alla mente i film americani in cui
ci sono quelle belle case addobbate per le feste natalizie,
con le ghirlande appese ai camini e poi, c'è
quel gigantesco, bellissimo albero di natale
in cui sarebbe bello perdersi fra le luccicanti palline colorate
proprio come quei teneri scoiattolini della Disney
in un famoso cartone animato
e poi ai piedi dell'albero una distesa immensa di pacchettini colorati....


La ghirlanda ha evidentemente la forma di una corona.
Fin dai tempi antichi, la corona era il simbolo della regalità
e delle feste,,gli atleti vittoriosi venivano adornati con delle corone
di alloro che venivano poi esposte davanti agli ingressi delle case
per rendere a tutti nota la vittoria conseguita.
Nei tempi passati la ghirlanda non era molto diffusa in Italia ma,
pian piano con l'andare degli anni è stata "adottata" anche qui.
La classica ghirlanda è costituita da una base ad anello,
( di solito erano in legno ma oggi sono in plastica o di polistirolo)
che viene rivestito completamente di verde,
(con del muschio vero o artificiale, oppure con della spugna verde di fiorai)
poi vengono intrecciati rami di edera,
(anche finta per poterne garantire una maggiore conservazione)
su questo intreccio vengono poste pigne, fiori,
rametti colorati glitter o dorati
(può essere utilizzata anche frutta secca, come le arance
o le mele rosse, che danno una bella colorazione vivace).

La stella di natale
In Francia prende il nome di Étoile d’amour (Stella d’Amore)
e viene commercializzata per la Festa della Mamma,
in Centro-America, prende il nome di Hoja encendida (Foglia infuocata)
e simboleggia la passione.
In Italia è arrivata due secoli fa, quando venne usata
In Italia è arrivata due secoli fa, quando venne usata
per adornare la Basilica di San Pietro.
La Stella di Natale era coltivata già dagli Indios e Aztechi,
per essi era simbolo di purezza e il colore rosso intenso
rappresentava le gocce di sangue di una dea morta per amore.
Una leggenda narra che il 25 Dicembre di un anno lontano
un povero bimbo entrò in chiesa con un mazzo di frasche
egli voleva lasciarle in dono a Gesù ma si vergognava
di quel brutto, misero regalo e fu così che una sua lacrima
si trasformò nel più bel fiore
che i suoi occhi avessero mai visto: la stella di Natale.
La candela
In età romana era il simbolo delle celebrazioni del sol invictus
(doveva bruciare nelle case per 12 giorni consecutivi,
da come bruciava si presagiva l'andamento dell'anno nuovo)
per i Cristiani è il simbolo della luce per eccellenza:
il Dio bambino che viene al mondo e scaccia via le tenebre.

Il Natale nel mondo
Inghilterra
A Londra è tradizione addobbare un altissimo albero
allestito all'aperto con ghirlande, luci e nastri.
La notte del 24 dicembre i bimbi lasciano sul tavolo della cucina
un bicchiere di latte e un pezzo di dolce per babbo natale
e una carota per la sua renna e il mattino seguente
tutti a festeggiare: ci si riunisce per pranzare insieme alle persone care
e per finire in bellezza fuochi d'artificio e il favoloso dolce natalizio:
il Christmas Pudding.
Francia
La notte della vigilia di Natale i bambini francesi attendono
l'arrivo di Gesù bambino che,secondo le loro credenze,
passerà e riporrà i doni nelle loro scarpe ,
addobberà l'albero con frutta e dolci
e si riscalderà vicino al ceppo acceso che gli viene lasciato per accoglierlo.
Da qui deriva uno dei dolci natalizi più diffusi in Francia : la Bùche de Noél.
Spagna
Non il 25 ma il 28 dicembre è il giorno più festeggiato
dai pargoli spagnoli che attendono l'arrivo dei "los reyes"
i re magi, che sfilano a cavallo per la città regalando dolci e caramelle.
Germania
Qui i festeggiamenti di Natale iniziano molto presto: l'11 Novembre.
Il 6 dicembre arriva San Nicola portando dolci tipici: lebkuchen o i christollen.
Il 24 dicembre arriva Gesù bambino o babbo natale con i tanto attesi doni.
A Rothenburg ob der Tauber c'è un museo dedicato
al natale aperto tutto l'anno.
Grecia
Qui vi è l'usanza di scambiare doni sia il 25 dicembre
che il primo Gennaio ,alcuni doni vengono portati in omaggio
anche alle persone più povere.
Fra i cibi tradizionali c'è il christopsomo un tipico pane speziato.
Polonia
La festa della stella, così è chiamata la vigilia di Natale,
viene omaggiata con un pasto di ben 12 portate.
In memoria della stalla dove nacque Gesù è usanza
mettere dei covoni di grano nei quattro angoli della stanza.
Finlandia
Qui oltre al classico albero di Natale
ne viene preparato un altro "speciale"
fatto con un covone di grano legato ad un palo
agghindato con dei semi, un piccolo regalo
per i piccoli amici volatili che riempiono allegramente
l'aria natalizia con il loro cinguettio.
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