Questo è un breve racconto scritto da me
spero vi piacerà
Buona lettura

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Tra vecchio e nuovo
Eccolo!
Passeggiava per i vicoli della città
con un lungo pesante impermeabile addosso
procedeva a passo lento,
era stanco, ma lassù in fondo alla via
qualcuno l' attendeva.
Il cielo era illuminato a giorno
da rumorose e zampillanti lacrime colorate
che assomigliavano a dei bellissimi fiori che sbocciano
ma no non sono lacrime sono stelle cadenti
stanche anche loro di starsene appese lassù
da così tanto tempo,
c' è un'età per ogni cosa dopotutto.
anche la mia è giunta sulla soglia pensó.
Si frugó nelle tasche e ne tiró fuori il cartellino
d'improvviso un fiume di ricordi inondò la sua mente
e proprio non riusciva ad arginarlo!
Ricordava bene la prima volta che l'aveva timbrato,
era il suo primo giorno di servizio ,
sembrava ieri eppure ora quel cartellino
doveva passare a qualcun'altro.
Già!
Una lacrima si affacciò sul suo viso
incerta se scendere o no,
il vento portava con sè suoni di risate e grida di gioia,
dalle case illuminate e addobbate a festa
fuggiva furtivo nei vicoli vicini l'odore di pietanze deliziose.
Si sarebbe volentieri fermato a sbirciare
ad una di quelle finestre ma non poteva far tardi
c'era chi lo aspettava.
L' aria gelida della notte gli attraversò
i capelli che odoravano di fumo dei camini,
il suo passo divenne claudicante
-"Ma quant 'è lunga questa via?"
poi lo vide:
un timido giovinetto proprio come lo era lui il primo giorno
-"Salve sei tu quello nuovo vero?"
-"Si sono io" rispose il giovane
-"Ecco questo ora è tuo" gli disse il vecchio
dal lungo impermeabile mentre gli porgeva il cartellino
-"Da oggi entri in servizio al posto mio".
Il giovane lo fissò intimorito poi
prese il cartellino tra le mani
-"Prima di andare ha per caso dei consigli da darmi?"
il vecchio scosse la testa
-"Non ti servono consigli ragazzo imparerai giorno per giorno"
e spari nella notte buia.
Il giovinetto restò per un secondo
a fissare il cartellino
poi si fece coraggio
-"E' un duro lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo!"
e s 'incamminò...
Un nostro prof ci raccontava spesso
di una poesia che lo aveva particolarmente colpito
parlava dell'anno vecchio che in questa poesia
veniva descritto come un triste vecchietto
che lasciava il suo posto ad un fanciullino
che ovviamente rappresentava l'anno nuovo,
questa poesia aveva un non so che di malinconico diceva il prof
perchè se da una parte il nuovo anno sostitiusce ciò
che è stato e quindi è una sorpresa
tutta da vivere e scoprire,
resta quel sapore amaro di quando si saluta
qualcosa di certo per entrare in una nuova "porta"
che conduce all'ignoto e, l'ignoto si sà
mette sempre un po' di paura
è nella nostra natura umana temere
ciò che non si conosce,
ma l'ignoto non è qualcosa
di negativo è solo NUOVO
e nel nuovo c'è sempre del positivo.
Mentre il timido giovinetto
si prepara a dare il cambio al vecchio dal lungo impermeabile
vorrei dire grazie a quel vecchietto
per tutto ciò che di buono ha portato
con l'augurio che questo giovinetto svolga bene
il suo servizio e ci regali tanta gioia e serenità!
Buon anno a tutti!!!!!