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Post N° 20
Post n°20 pubblicato il 18 Maggio 2008 da francie00
Diversamente dal solito rituale del sabato mattina che prevede le piu' svariate attività domestiche, ieri avevo un impegno di altro genere che stava tra l'ufficiale e i miei interessi per ogni tipo di "rituale sociale". Nel caso di ieri le spinte erano molteplici ... era la possibilità di osservare dall'interno un mondo a me totalmente sconosciuto con le sue regole e gestione degli spazi, cogliere attitudini e imposizioni, ma non da ultimo partecipare pur da "osservatrice cittadina" che condivideva profondamente il fine e lo scopo della giornata. "Vicini alla gente" E qui ammetto che a parte la lettura dei vari messaggi di saluto - consueti e autoreferenziali - ciò che piu' mi ha colpita è stato il momento di alcune premiazioni ad operatori di "frontiera" spesso un po scalcinati nella loro divisa, imbranati nel saluto davanti al ministro, ma davvero rappresentanti credo di quel motto che caratterizzava la cerimonia. Lontani dal potere ... lontani dalle poltrone imbottite di uffici onorabili. Come non guardare a quegli uomini e al loro senso di "dedicarsi" con rispetto e riconoscenza. Avevo con me un libro che avevo acquistato prima di arrivare a quella cerimonia non so bene per quale motivo l'ho guardato "E' importante sapere da dove arrivi e dove stai per andare. Non c'è niente di peggio che essere una persona pencolante, con un piede da una parte e uno dall'altra e in mezzo un grande vuoto. Immaginate quanto sia doloroso starsene sempre in quella posizione". Andandomene ragionavo sulla facile scelta di chi vive con ambigue valenze e su quanta grandezza e nobiltà invece ci sia in chi coerentemente vive ed opera nella sua esistenza. Annoto per correttezza l'autrice di quel passo Anita Raud Badami da Le donne di Panjaur.
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le azzurre lontananzeDammi il supremo conforto dell’amore, questa è la mia preghiera. Il conforto che mi permetterà di parlare, agire, soffrire secondo la tua volontà, e di abbandonare ogni cosa per non essere lasciato a me stesso. Fortificami nei pericoli, onorami con la tua sofferenza aiutami a percorrere i cammini difficili del sacrificio quotidiano.
Dammi la suprema confidenza dell’amore, questa è la mia preghiera. La confidenza nella vita che sfida la morte, che cambia la debolezza in forza, la sconfitta in vittoria. Innalzami, perché la mia dignità, accettando l’offesa, disdegni di renderla. |
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il 18/12/2011 alle 13:26
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il 20/09/2011 alle 07:43
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