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« Messaggio #27sylver »

 

Post n°28 pubblicato il 30 Agosto 2008 da francie00

Ferie finite o agli sgoccoli .. andare in ferie è un po' come un trasloco ci si trascina masserizzie il più delle volte gravose ed inutili. Naturalmente è una metafora e non mi riferisco alla quantita' di bagagli ingiustificati, ma anche a tutto quello che portiamo dentro in noi. Così, come nei traslochi, piuttosto che fare scelta intelligente e cernita delle cose prima di emigrare, si rimanda abitualmente al poi, al dopo ad una successiva ragionata selezione. Ugualmente accade prima di un viaggio che spesso ha il sapore di una fuga alla ricerca di un nuovo set, di un cambio di orizzonte, si scelgono il piu' delle volte tante cose ed in fretta e si pensa di congedare i propri problemi ed inquietudini lasciandoli a casa, sapendo ma inconsapevoli, che al primo momento buono in cui si abbassa la guardia, in cui si pensa di potersi lasciar assorbire ed attraversare dal riposo e magari da una natura bellamente sconvolgente, riappaiono in tutta la loro forza. Ammetto che il trasloco ha un suo lato affascinante poichè parallelamente riordinando le proprie cose, facendo pulizia, così nel proprio io accade qualcosa di simile. L'allontanamento opera miracoli e offre spesso soluzioni inaspettate. Ho un ricordo netto di un trasloco oramai lontano un afoso agosto in cui nella fatica per il caldo e i mesi precedenti di lavoro intenso, ritrovai lettere lontane, irrequietezze irrisolte e lì tra scatoloni di libri e maglioni invernali, a tentare di riaffrontare quei ricordi. Non desideravo portarli o meglio desideravo che mi accompagnassero solo se mi avessero fatto sorgere un sorriso magari malinconico per il tempo andato ma non una lacrima. Passai una notte a leggere, con la vista annebbiata dalle lacrime oppressive mentre la luna bianca entrava dalla finestra spalancata e un leggero fruscio degli alberi del giardino mi sussurravano di continuare e non lasciarmi andare. Fu come affrontare una seduta terapeutica .. dura ma vivifica. Lasciai quella mia prima casa senza dolori e con lo sguardo rivolto al futuro. Avevo alleggerito il mio bagaglio di molti pesi morti di vera zavorra emotiva. Il partire credo dovrebbe avere un po' la stessa funzione lo stesso percorso .... concentrandosi sulle vere poche cose da portare con se' eliminando ogni cosa superflua per apprezzare una vera essenza di liberta' dalla necessità "presunta" e possibilmente partire con l'anima libera da pensieri rimandati ... Spesso invece accade che il momento di vacanza in cui ci si dovrebbe riposare e recuperare le forze diventi momento ancor piu' affaticante in cui magari l'isolamento il dolce far nulla lascia spazio alla mente che spietata non curante ti richiama all'ordine ... e nonostante la bellezza dei luoghi, il profumo del mare, l'inebriante pitosforo ... ti pone davanti a scelte non piu' rimandabili a valutazioni interiori che abbisognano di completezza ... a te stesso.
Finalmente. Il respiro che prende corpo, e dona pace.

 

 
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le azzurre lontananze

 
 

Dammi il supremo conforto dell’amore,

questa è la mia preghiera.

Il conforto che mi permetterà di parlare,

agire, soffrire secondo la tua volontà,

e di abbandonare ogni cosa per non essere

lasciato a me stesso.

Fortificami nei pericoli, onorami con la tua sofferenza

aiutami a percorrere i cammini difficili

del sacrificio quotidiano.

 

Dammi la suprema confidenza dell’amore,

questa è la mia preghiera.

La confidenza nella vita che sfida la morte,

che cambia la debolezza in forza,

la sconfitta in vittoria.

Innalzami, perché la mia dignità, accettando l’offesa,

disdegni di renderla.

 

 

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