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Una voce .... 27 aprile 2006

Post n°51 pubblicato il 30 Settembre 2009 da francie00
 
Foto di francie00

Mi continuo a chiedere quanti morti dovremo ancora vedere, quanto composto dolore delle famiglie, tanta ipocrisia dei funerali di Stato e delle rituali dichiarazioni di politici che, corresponsabili dell’invio delle truppe in Iraq piangono ora lacrime di coccodrillo. Un lungo stillicidio inutile .... irragionevole.

Ci sono urla che straziano specie se sono dell'animo e io qualche giorno fa ne ho ricevuta una è stata scritta il 27 aprile 2006. Alle 7 e 30 del mattino di quel giorno esplose un ordigno al passaggio di una pattuglia provocando la morte di quattro soldati, tre italiani e uno romeno. Le righe che seguono sono l'urlo di un amico, di un loro compagno di missione. Io non posso che ringraziarlo per avermi fatto partecipe di queste sue parole, della sua rabbia e della sua commozione.

"Ed e' l'ennesimo bagno di sangue, un sangue che sporca anche la mia coscienza, la lacera, la corrode, nel tentativo di dare una spiegazione a tanto odio.
Un corpo, un corpo che diventa giudice di morte, trascina con se', con la sua follia vite di innocenti, non esiste arbitrio, vite interrotte, per sempre, ma per volere di chi? In nome di cosa? Davvero esiste una giustificazione ad un gesto di tale disumanita', di tale bassezza morale, di tale odio indiscriminato!
Panta rei dicevano i latini, tutto scorre certo, e quindi anche l'ennesima strage scorrera' via dimenticata, minimizzata, ma non per me, non per me che non riesco ad accettarlo, chi cancellera' il dolore delle madri, dei figli, della comunità intera che deve stringersi di nuovo impotente, cercando la forza di reagire ad un lutto che non sa trovare una risposta razionale!
Ed allora io sento di dover GRIDARE nelle sorde orecchie dell'odio, e le mie grida si uniranno a quelle di chi, cercando di condurre una vita normale in una terra che di normale non ha nulla, ha incontrato la morte senza poter lottare!
E cosi' la mia penna scrive, inerme, in memoria di tutti quei cuori il cui battito e' solo un lontano ricordo che continua a rimbombare nei miei pensieri scuotendo il mio animo".

 
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le azzurre lontananze

 
 

Dammi il supremo conforto dell’amore,

questa è la mia preghiera.

Il conforto che mi permetterà di parlare,

agire, soffrire secondo la tua volontà,

e di abbandonare ogni cosa per non essere

lasciato a me stesso.

Fortificami nei pericoli, onorami con la tua sofferenza

aiutami a percorrere i cammini difficili

del sacrificio quotidiano.

 

Dammi la suprema confidenza dell’amore,

questa è la mia preghiera.

La confidenza nella vita che sfida la morte,

che cambia la debolezza in forza,

la sconfitta in vittoria.

Innalzami, perché la mia dignità, accettando l’offesa,

disdegni di renderla.

 

 

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