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« se maometto non va alla ...Quante volte... »

potrà esistere l'infinito nel finito?

Post n°121 pubblicato il 01 Maggio 2010 da Nuvik75
Foto di Nuvik75

per definizione l'essere umano, soprattutto se inteso come elemento unitario della natura, rappresenta, almeno per quanto ci è dato ad oggi di conoscere, qualcosa di "finito": la vita umana ha inizio con la nascita, con il primo vagito che ci consente di iniziare a respirare, e termina con la nostra morte.

Certo poi a seconda che la nostra sia una coscienza più o meno laica, i limiti fra nascita, vita e morte possono spostarsi in avanti o indietro nel tempo... ma se ci si ferma alla mera visione materialistica della vita, l'uomo e la donna iniziano con la nascita e terminano con la morte: quindi per derfinizione si tratterà di un intervallo finito, più o meno lungo.

L'umanità, se immaginata come la concatenazione degli esseri umani che vivono in un dato arco temporale, può essere considerata "finita" perchè comunque composta da una somma finita di elementi finiti (avrà un senso in termini matematici ciò che ho appena detto?). Se invece prendiamo un arco temporale molto ampio tenderà all'infinito, anche se per assurdo avremo comunque sempre un principio ed una fine...

detto ciò,  faccio ritorno per un attimo alla questione dell'infinito nel finito.

quando parliamo di sentimenti e di legami, tendenzialmente immaginiamo che l'uomo sia capace di "sentimenti infiniti" che prescindono il tempo... ma poichè l'uomo è per sua natura finita, è possibile "amare all'infinito"?

riflessione, la mia, scaturaita da una chiacchierata con una cara amica che mi ha strappato un sorriso in una serata in cui sembrava l'ultima cosa che potesse fiorire sulle mie labbra...

riflessione che analizza la mia vita piena di amicizie ed amori "finiti"...

me amicizie come quella con questa ragazza continuano a darmi l'illusione che noi, esseri finiti, si possa alla fine esser capaci di "sentimenti infiniti"...

 
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