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« Ci siamo!le due "metà del cielo" »

nuovo attentato in Afghanistan

Post n°124 pubblicato il 18 Maggio 2010 da Nuvik75

uscendo ieri dall'ufficio, mondo all'interno del quale mi rendo conto che si è sempre un po' isolati dal resto del mondo, tanto che fuori potrebbe scoppiare la terza guerra mondiale e forse noi lo sapremmo soltanto nel momento dell'arrivo di un bombardamento nemico su Milanofiori (ma questa è un'altra storia...), su Caterpillar apprendo della notizia sul nuovo attentato in Afghanistan.

La cosa che subito mi colpisce è sentire che a causa dell'attentato sono morti altri due soldati italiani...

E' una cosa che accade sempre sui mass media, almeno in Italia: non appena in qualche parte del mondo accade qualcosa di imprevisto, che sia causato dalll'uomo o dalla forza della natura, la "preoccupazione" di noi tutti sembra aumentare nel momento in cui si scopre che la tragedia ha riguardato nostri concittadini...

ma io non ci sto: non riesco a trovare differenze fra il sangue di un italiano morto in terra straniera, per un attentato, come in questo caso, o per altre cause, e quello di uno straniero morto in Italia, magari per le sue condizioni di sfruttamento...

ma ritorniamo un po' al motivo che mi spinge a scrivere questo post: non mi stancherò mai di dire a me stesso che i "morti" su di un territorio di "guerra" dipinto da qualcuno come azione di pace siano cosa "naturale"... peraltro, senza ricorrere a termini che ritengo non corretti nei confronti di persone che, per varie ragioni, hanno scelto di svolgere il servizio militare volontariamente: dispiace certo, ma sono caduti nell'adempimento di un "lavoro" che prevede, fra le altre possibilità, anche la morte... la cosa che mi fa rabbia è che le luci, su questi territori, tornano ad accendersi soltanto nel momento in cui "la morte" ci tocca da vicino, in modo spettacolare, mentre ai morti che in quei territori quotidianamente si moltiplicano, nessuno sembra porre particolare importanza: già ieri mi pareva più forte l'eco data alla notizia dell'attentato, perchè era un attentato contro gli italiani, rispetto all'aereo caduto che ha causato 48 morti civili... ma in mezzo ai 48 non vi erano soldati italiani,,, ma solo civili, fra cui 6 (o forse 8, adesso non ricordo) membri di associazioni no profit andati in quei territori per portare il loro contributo di pace, senza una divisa addosso, se non la divisa della propria coscienza...

concedetemi quindi questo sfogo perchè se reputo importante che ieri, alla Scala, si sia dedicato un minuto di silenzio prima dell'inizio del concerto di beneficienza organizzato dalla CRI, in memoria dei due caduti dell'esercito italiano, vorrei che si usasse lo stesso rispetto nei confronti di chi una divisa non indossa ma resta vittima di una morte ingiusta, soprattutto in territori come quelli dell'Afghanistan sconvolto orami da quasi 10 anni da una guerra che dovremmo chiederci che senso continua ad avere...

 

 
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