Creato da aariete.78 il 16/09/2014

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Il secolo inutile.

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Di tutte le definizioni esistenti del termine "grottesco" la più felice è senza dubbio la seguente: "muove il riso pur senza rallegrare."
Eppure ci sono fatti che meglio di ogni altro dizionario esprimono l'essenza di questa parola.
Basti pensare, ad esempio, a tutte le storture del mondo contemporaneo, a tutti quei paradossi che, specie in Italia, "arricchiscono" le cronache quotidiane.
La foto proposta fu scattata qualche anno fa durante la riforma del mercato del lavoro promossa dall'allora governo Monti che, nell'abolizione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, aveva trovato la "fiera" opposizione dei sindacati.
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Una Camusso rabbiosa aveva sobillato le folle nei giorni precedenti gridando all'abominio in atto, salvo, poi, farsi sorprendere in atteggiamenti ambigui e poco coerenti con il "carnefice dei lavoratori" più volte richiamato all'ordine dai palchi di piazza.
Vero è che uno dei principi della democrazia è il rispetto reciproco ma il livello "d'intimità" e convivialità tra i due "rivali", sorpresi dall'istantanea, sembra assolutamente surreale.
Qualche mese prima, invece, una Fornero lacrimante annunciava, in parlamento, il taglio delle pensioni di milioni d'Italiani ben guardandosi, ovviamente, dal ricomprendersi nell'elenco.
Sarà generalmente accettata anche questa "prassi democratica" ma rimane sempre il fatto che chi "taglia diritti" è colui che ne ha più di tutti.
Di tutt'altra natura, invece, la tragedia del Giglio che assunse i contorni della farsa a seguito della divulgazione del dialogo tra il comandante Schettino e quello della capitaneria di porto di Livorno, De Falco.
Quell'indimenticabile "salga sulla nave cazzo" divenne il tormentone per milioni di connazionali tanto da moltiplicare, in occasione del carnevale successivo, travestimenti di dubbio gusto. Le successive vicende processuali, inoltre, furono arricchite da azzardate ricostruzioni dei fatti fornite dall'imputato il quale, giustificando l'abbandono prematuro della nave a seguito di uno scivolone accidentale che lo avrebbe catapultato indenne su una scialuppa di salvataggio, strappava sorrisi nonostante le decine di morti.
Se il passato aveva i contorni di una nave girata su un fianco, il futuro si presentava pieno d'interrogativi, ben rappresentati da un curioso filmato in cui il fondatore del neo Movimento 5 Stelle tentava di seminare i giornalisti accorsi per intervistarlo.
Anche il meteo ci metteva del suo investendo la capitale con un'ondata di freddo che l'avrebbe paralizzata per giorni e costretto il sindaco di allora, con condotta di mussoliniana memoria, a scendere in strada a spalare la neve per sfuggire alle critiche avanzate da più parti.
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Più recenti, invece, le ultime vicende di Berlusconi, condannato in via definitiva dopo ben 20 anni di guerre giudiziarie.
Certo il Cavaliere si è difeso strenuamente, ha più volte usato il parlamento per ostacolare le indagini di alcune procure, ma è innegabile che qualche imboscata l'ha pur subita: l'avviso di garanzia ricevuto a Napoli durante la presidenza del G8 e l'iperbolica sentenza che stabiliva, per allungare i termini della prescrizione in uno dei processi che lo riguardavano, il principio secondo il quale il reato di corruzione si perfeziona non già nel momento in cui s'intascano i soldi bensì nell'instante in cui si spendono, sono solo alcuni esempi.
Inoltre, l'incedere caotico della magistratura, testimoniato dall'apertura d'innumerevoli procedimenti archiviati per mancanza di prove, hanno rafforzato l'immagine di un uomo politico "perseguitato". All'accusa di "sfruttamento della prostituzione", per esempio, i legali di Berlusconi hanno avuto gioco facile nello smontare il teorema accusatorio grazie alle più disparate testimonianze in merito ai lauti regali ricevuti dalle sue ospiti alle cene di Arcore.
Se prostituzione c'è stata, certamente non è stata sfruttata!
Anche il procedimento contro Scajola si è chiuso in un "nulla di fatto" sebbene l'ex ministro avesse acquistato un appartamento di fronte al Colosseo a poco più di un terzo del valore di mercato.
Del resto per l'imputato e come più volte dichiarato, ignaro che qualcuno lo avesse aiutato a comprar casa, i 600.000 euro spesi per l'acquisto di un'immobile di circa 200 mq, in una delle zone più prestigiose di Roma, sembravano "congrui".
Comunque, a prescindere dall'esito, le cronache giudiziarie hanno condizionato un ricambio politico che di lì a poco avrebbe portato il neo eletto presidente della Sicilia, Rosario Crocetta, alla nomina degli assessori Franco Battiato, al turismo, e di Antonino Zichichi ai beni culturali.
Tempi difficili per una politica che ha bisogno di affidarsi a cantautori e scienziati, soprattutto se scarsamente interessati al mandato conferito.
Rimandati entrambi a casa, causa assenteismo, hanno alimentato curiosità giornalistiche che hanno fatto emergere, nel caso del secondo, un'altra singolare motivazione alla sua immediata defenestrazione:
"Di Zichichi non se ne poteva più; bisognava lavorare e, invece, lui parlava di raggi cosmici".
Nel frattempo un'opinione pubblica depressa dalla crisi economica ed anestetizzata dai pettegolezzi dei talk show, s'inteneriva a guardare un papa dimissionario che, tuttavia, sin dalla sua elezione, aveva ingiustificatamente criticato.
La foto che lo avrebbe ritratto vicino Adolf Hitler fu una delle tante illazioni e dicerie che contribuirono ad indebolire la figura di un uomo che, quand'anche meno simpatico del suo illustre predecessore, ben più di quest'ultimo aveva fatto in termini, ad esempio, di lotta alla pedofilia negli ambienti ecclesiastici.

Ironia della sorte, nello stesso anno, veniva conferito un secondo mandato al presidente Napolitano circostanza che, per una parte della stampa, gli valse il soprannome di Re Giorgio.
Il confronto con un radioso Barack Obama che aveva rispolverato "il sogno americano" con un retorico "I Have Dream" mutuato da un discorso di Martin Luther King di qualche decennio prima, rendeva il paragone imbarazzante.
Tuttavia, la non risoluzione dei problemi economici, testimoniata da due default evitati grazie all'aumento del debito pubblico, una riforma sanitaria dagli effetti dubbi, nonché il tentativo di dichiarare guerra alla Siria, non prima di aver ricevuto il premio Nobel per la pace, ponevano interrogativi su un uomo destinato ad essere più un "simbolo" che uno STATISTA.
Non mi meraviglierei se dopo la "trovata" del presidente nero, le lobbies d'oltreoceano ci "stupissero" con una presidentessa!
Sull'altra sponda dell'atlantico, invece, l'ottusità tedesca soffocava le "province ribelli" di un'Europa allo sbando, unita ma solo monetariamente. Contrasti stridenti di una "modernità impazzita" che nella coesistenza di Nazioni insofferenti verso l'Unione e di Popoli in lotta per entrarvi mostrava tutta la sua schizofrenia.
Nulla, tuttavia, rispetto a quanto si era verificato in Africa, durante la "primavera araba", quando milioni di cittadini avevano rovesciato le dittature locali prontamente sostituite da pseudodemocrazie avallate dall'Occidente.
In questo marasma generale diverte persino il "terribile dittatore coreano" che con un modesto arsenale nucleare continua a provocare, con qualche razzo sparato qua e là, la più grande superpotenza atomica del pianeta.
Non riesce a far più paura Putin che, a dopo la "bravata" in Crimea, si è affrettato a stemperare le tensioni, in seguito al tracollo dei mercati russi; qualche membro del Bilderberg deve avergli ricordato che il suo compito non è certo quello di far perdere denaro!
Nessuna consolazione nemmeno dalle oasi felici del Nord Europa dove la libertà di scelta delle propensioni sessuali ha portato all'istituzione di un progetto "educativo" nel quale i bambini sono chiamati con il pronome neutro "hen" in luogo dei "traumatizzanti" "lui" e "lei".
Parafrasando un monologo del film di Paolo Sorrentino, sembrerebbe che il "chiacchiericcio quotidiano" dell'uomo contemporaneo, più che sprazzi di "grande Bellezza", nasconda ombre di "grande POCHEZZA".
Se il secolo appena terminato è stato definito "breve" per la quantità di fatti storici che, nel bene e nel male, l'hanno contraddistinto, il successivo si candida ad essere, a pieno titolo, quello "INUTILE".

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