Lancillotto del Lago,
uno dei cavalieri più famosi della tavola rotonda
vuole incontrare Ginevra,
moglie dello stesso re Artù.
Ella viene a sapere del desiderio di Lancillotto
tramite un amico di quest’ ultimo:
il siniscalco Galeotto.

Molti cavalieri partono per liberare la regina,
tra cui Keu,
Galvano e un cavaliere misterioso che
poi si scoprirà essere Lancillotto.
Questo cammino presenta diversi ostacoli da superare,
tra cui il Ponte della Spada,
formato da una lama molto affilata
sospesa su acque turbinose.
Con l’aiuto di un anello incantato Lancillotto
giunge a Gorre dove viene accolto
da Ginevra con lo sventolio di un fazzoletto rosa.
Quando Lancillotto vede la regina,
appoggiata alla finestra,
sbarrata da grossi ferri,
la saluta con un dolce gesto.
Essa gliene rende subito un altro,
poiché entrambi erano pieni di voglie.
Non parlano e non discutono di cose scortesi o tristi.
Si avvicinano l’uno all’altra,
tenendosi per mano.
Rincresce a loro a di non potersi riunire insieme,
tanto che maledicono l’inferriata.
Ma Lancillotto si vanta di saper entrare
nella stanza con lei,
se alla regina piacerà.

La regina gli risponde:
- Non vedete voi come questi ferri sono rigidi,
per chi voglia piegarli,
e forti,
a chi voglia spezzarli?
Voi non potrete mai torcerli,
né tirarli
verso di voi.
ne farli uscire,
tanto da poterli strappare via.
- Signora –
dice lui
– non proccupatevene! -
Io non credo che il ferro valga qualcosa:
nulla
può trattenermi dal giungere fino a voi.
Se un vostro comando me lo ordina,
la via è per me completamente libera;
ma se la cosa non vi è gradita,
essa per me è allora così sbarrata
che non vi passerò in alcun modo.
La regina stende le braccia verso di lui
abbracciandolo,
lo avvince stringendolo al petto
e lo trae verso di sé nella sua stanza.

Facendogli la migliore accoglienza che poté,
raccogliendo un suggerimento offertogli
da un mazzo di carte
da briscola che intravede sul tavolo.
E fu così che Lancillotto e Ginevra si
giocarono una partita a briscola scoperta.