Venti secondi di autentico panico e terrore.
Claudia,
come altri trevigiani,
era a pochi chilometri dall’epicentro del terremoto
che ha causato sei vittime
e distrutto un intero patrimonio artistico e sociale.

Racconta,
la sua esperienza ancora turbata
e piena di paura.
Tutto tremava e ondeggiava,
una rete di un materasso accostato
alla parete mi e' caduta addosso,
poi il tonfo di un quadro che si e' staccato
e il rumore di vetri infranti.
Non sapevo cosa fare,
sono rimasta inchiodata al letto
sperando che tutto finisse in fretta.
Ieri sera ero sola nell’appartamento
al quinto piano di un palazzo di Ferrara
dove vivo con altri studenti .

La scossa mi ha svegliato di soprassalto:
il letto ondeggiava e tutto intorno a me tremava,
rievoca la giovane con la voce ancora concitata.
Per 20/30 secondi sono rimasta inchiodata sotto le lenzuola,
ero paralizzata dalla paura.
Quando il peggio è passato,
ho sentito delle voci sul pianerottolo,
mi sono messa qualcosa addosso
e sono uscita anch'io.
C'era tutto il condominio che correva giù.
Clarissa ha tentato di contattare i genitori
a Treviso per tranquillizzarli,
ma per 4 volte la linea non ha agganciato.
La mia angoscia è aumentata,
quando sono riuscita a parlare
con i miei genitori è stato un sollievo.

È stata una notte terribile,
non la dimenticherò mai.
La mia mente corre veloce alle ore 21
di un maledetto 6 maggio 1976,
quella sera non la dimenticherò mai più
( Weeb e Alby)