Eravamo quattro amici al bar.
I bar,
non sono più quelli di una volta.
Dove si passava il tempo a parlare,
giocare, bere, fumare,
guardare la tivù,
intorno ai tavoli.

Dove c'erano,
seminascosti in un angolo,
l'amico con la sua amichetta
intenti a rubarsi qualche baciotto.
I bar come riferimento sociale e territoriale,
a cui si affidava la propria identità.
Perché a ogni bar corrispondevano un gruppo
oppure molti gruppi caratterizzati da comuni modelli
di valore oppure da comuni gusti,
in fatto di musica,
motori, calcio.
Ma anche da comuni orientamenti
politici e ideologici.
Mi ritornano in mente i bar della mia gioventù.
Il Bar Derna,
il bar della piazzetta dedicata ai caduti,
dove la domenica,
dopo la messa,
si andava a prendere il crodino
e a mettersi d’accordo sul cosa fare al pomeriggio.

O,
qualche anno dopo,
il Savi, all'angolo della statale per Castello,
dove bastava Giovanni con la sua ostentata
omosessualità a tirar su il morale.
O il bar del Moro nella piazza centrale,
dove si radunava mezzo paese
per giocare a briscola al mattino
e a scacchi alla sera.
Ha ragione Giuseppe a dire che i bar non esistono
più come centro di aggregazione sociale,
come i cortili, le corti,
i patronati, gli oratori,
le sedi di partito.

Forse qualche traccia è rimasta
nei nostri paesini con pochi bar,
ma non sono più i giovani a frequentarli,
ma le signore per il caffè di metà mattina
o gli artigiani per il "bicer" prima di cena.
Sono luoghi di passaggio,
i bar.
Non centri di aggregazione e di socialità.
Stazioni disposte lungo itinerari complessi,
che raffigurano bene la complessa
ricerca di identità dei giovani.
Un’identità mobile e necessariamente incerta.
I bar,
come i social network,
Facebook oppure Twitter,
anche Libero,
sono pagine dove si cercano amici,
con cui si dialoga.

In questo mondo mutato
e perennamente mutante il bar è strutturato
in modo da essere un luogo di passaggio,
con qualche sedia,
spesso senza comodi tavoli,
mai con divani.
Più che un salotto un corridoio,
dove non ci si leva neppure il cappotto.
Eravamo quattro amici al bar.
(By Alby e Weeb)