|
|
|



Lina Cavalieri

Area personale

Italo Campanini
Menu

Nella Regini

Lina Cavalieri

Irma Gramatica
Chi puņ scrivere sul blog
L’opera lirica è un posto dove
un uomo viene pugnalato ed,
invece di morire, canta.
Bianca Stagno Bellincioni

Francesco Tamagno
Ultimi commenti
Tag
| « ruggero lencavallo | OPERETTA ITALIANA » |
gianna pederzini:soprano
Nacque il 10 febbraio 1900 a Vo' Sinistro d'Avio.Il fatto che avesse un carattere molto vivace e che fin da bambina (4 o 5 anni) cantasse di tutto (anche brani per tenore) indica soltanto una notevole inclinazione per la musica. E forse non era estranea al fenomeno la composizione familiare: una madre, Enrica Stettermaier, con una bella voce di soprano ed un nonno materno con una robusta voce di baritono. Evidentemente i geni ereditari hanno lavorato nella direzione giusta.La sua grande occasione si presentò nel 1918, quando la famiglia, dopo la morte del padre (Bartolomeo Pederzini, negoziante di Caprino Veronese) si trasferì a Napoli, alla fine della prima guerra mondiale. Qui la sua non più contenibile inclinazione per il canto, trovò vantaggio nell'insegnamento del grande tenore Fernando De Lucia (secondo solo ad Enrico Caruso), definito “principe dei musicisti della melodia”, che, insieme ad una tecnica solidissima del tradizionale “bel canto”, le trasmise la passione tutta napoletana per la parola cantata e quello stile rigoroso e sobrio che le permetterà, nelle sue interpretazioni, di non eccedere mai in smodati gigionismi e di raggiungere importanti ed efficaci risultati canori e scenici con suprema eleganza e con misura. Già, perchè oltre al canto, la giovanissima Gianna si impadronisce di una articolata e vasta arte scenica che la orienterà in seguito nella scelta di ruoli tragici, non tralasciando quelli brillanti, come il personaggio di Preziosilla della “ Forza del Destino” di Verdi, che la vide felicissima debuttante a soli 23 anni a Messina. Da quel momento, pur trasgredendo la severa consegna del maestro De Lucia, che imponeva di aspettare e terminare gli studi (cosa che lei puntigliosamente farà), prima di accettare ruoli in teatro, la sua carriera sarà una specie di progressiva marcia trionfale che la condurrà gradualmente ai maggiori successi, fino al ritiro dalle scene che avverrà nel 1960 . Una bellissima donna bruna, dallo sguardo penetrante (“tiene la mirada de una gitana”, disse qualche critico spagnolo, dopo le sue recite di Carmen a Madrid e a Barcellona “ ha lo sguardo di una zingara”) che riesce a calarsi totalmente nei personaggi che interpreta . Uscita di scena per il teatro, la Pederzini portò avanti per anni l'incarico accademico di docente di canto all'Accademia di Santa Cecilia in Roma e in questa veste, come nella vita, assunse il ruolo della consigliera, dell'assistente, della generosa dispensatrice di suggerimenti, appoggi, aiuti.Sapeva ascoltare con indulgenza, senza mai giudicare, sapeva osservare, con sempre rinnovata ingenuità, i fenomeni più usuali della quotidianità. Era credente e di fede religiosa salda e sicura. 
![]()

|
|

Inviato da: peonia99
il 04/04/2012 alle 13:43
Inviato da: chiaracarboni90
il 06/06/2011 alle 12:54
Inviato da: mariselene
il 10/03/2010 alle 23:11
Inviato da: carmen650
il 04/03/2010 alle 12:57
Inviato da: peonia99
il 02/03/2010 alle 10:40