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FRANCESCO TAMAGNO: tenore

Post n°63 pubblicato il 02 Novembre 2009 da peonia99
 

 

 

Nacque nella torino del regno piemontese il 28 dicembre 1850 . Torinese (dicono) fin nelle sonorità nasali del registro centrale, dominatore di una delle stagioni più fervide e vitali della storia del canto, Francesco Tamagno ha uno spazio nella mitologia operistica.
Iniziò come semplice corista al Regio di Torino a poco più di vent’anni, ma non tardò a manifestare le sue ambizioni protagonistiche. Un paio d’anni dopo (assolti gli obblighi di leva) era già noto in tutta Italia e cominciava a farsi valere all’estero. A ventisette anni approdò alla Scala dove signoreggiò per un quindicennio e dove, nel fulgore dei suoi trentasei anni, fu protagonista nella creazione dell’Otello di Verdi.  Fu un incontro fatale: il sensazionale successo raccolto in questo ruolo ebbe più di tre lustri di riconferme nei maggiori teatri del mondo e alimentò un mito che sopravvive ancora oggi.
Per tutto il corso della carriera (che proseguì fra deliri tumultuosi fino al 1904), la popolarità di Tamagno conobbe una diffusione planetaria. Morì nel 1905 a soli cinquantacinque anni per un ennesimo attacco cardiaco , pochi mesi dopo l’addio alle scene; fortunatamente tra il 1903 e il 1904 era arrivato a consegnare alla posterità una serie di registrazioni discografiche per la Grammophon.
Fu soprattutto il portavoce dell’ultima stagione dell’opera romantica italiana: con la sua vocalità ridondante e di antica scuola, con la prestanza erculea, l’irruenza un po’ guascona ma ancora rilucente di ideali cavallereschi ed armature argentee, Tamagno divenne - più o meno consapevolmente - il campione dei musicisti tardo-romantici, che, al tramonto di un’epoca, guardavano con rimpianto alle “sante memorie” della tradizione primo-ottocentesca.  A perenne memoria e riconoscenza la città di Torino ha fatto erigere una grande tomba. E le sue spoglie riposano ora nel solenne mausoleo del Cimitero Generale di Torino: un grande monumento che dall’alto sembra effondere da oltre un secolo le note musicali che hanno accompagnato una voce magica e senza raffronti.

 


Giuseppe Verdi e il tenore Francesco Tamagno

 
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