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| « ahahhahaha cesss | Messaggio #138 » |
sardi siamo ahahhahahhaaa sardi si nasce dentro non lo si diventa ajoooooooo ahahahaaa
Post n°136 pubblicato il 22 Luglio 2008 da pidducd
Ma la primula rossa sfugge all'arresto
L'unico non caduto nella rete è Raffaele Arzu. Il latitante sarebbe stato in trattative con le autorità. Dopo un colpo milionario La primula rossa delle rapine ai portavalori è ancora in libertà. Dopo gli ultimi due clamorosi colpi sulle autostrade del nord Italia, quasi identici nelle modalità e di cui almeno il secondo attribuito alla banda di Raffaele Arzu, il latitante sardo oggi è sfuggito agli arresti. Due colpi andati a segno senza sbavature: nessun morto, nessun ferito o traccia di sorta rimasta sul terreno a parte i bossoli dei colpi di Kalashnikov sparati per intimare l’alt alle guardie giurate e una serie di auto in fiamme per isolare i portavalori. Il primo, il 9 giugno sull’A4, all’altezza di Calcinate e il secondo il 1 luglio, sull’A14 nei pressi di Imola. Ammesso che siano opera della stessa banda, avrebbero fruttato un bottino intorno ai 4 milioni di euro. Raffaele Arzu è stato l’unico a sfuggire al blitz di stamani e, a quanto pare, sapeva di avere il fiato degli inquirenti sul collo. Secondo un articolo, pubblicato dal settimanale Panorama lo scorso 11 luglio, il latitante ventinovenne sardo, originario di Talana e tra i 30 ricercati più pericolosi d’Italia, sarebbe stato in trattative con le forze dell’ordine per consegnarsi alle autorità. La mediazione sarebbe avvenuta tramite la fidanzata Silvia, di 25 anni, intervistata da Panorama, e alle cui dichiarazioni si sono aggiunte le precisazioni dell’avvocato Simonetta Pinna. Per consegnarsi, spiegava il legale, Arzu avrebbe chiesto chiarezza in merito al quadro accusatorio: i giornali avrebbero infatti attribuito al latitante un numero variabile di capi d’accusa. Ricercato da circa sette anni, in particolare per l’assalto a un furgone portavalori ad Arezzo, per una rapina a Macerata e per il tentativo di rapina con sparatoria durante l’assalto a un altro furgone portavalori a Perugia (con un paio di feriti e dal quale sarebbero partite le indagini che hanno portato agli arresti di oggi), il giovane latitante non era rimasto minimamente coinvolto in un’altra maxi operazione dei carabinieri di Lanusei (Sardegna), a fine luglio 2006. “Fattoria”, questo il nome dell’operazione che aveva sgominato una “cooperativa del crimine” di 11 banditi, tutti di Talana, lo stesso paese di Raffaele Arzu, arroccato a 700 metri sul costone di una montagna che si affaccia sul golfo di Arbatax. Un’organizzazione che agiva sul modello delle bande modulari degli anni Novanta, con tre soli elementi in ruoli di supervisori fissi e con complici scelti a rotazione in base alle esigenze logistiche dei singoli colpi. “Specialisti”, ma operativi in un ambito locale molto ristretto, anche se in rapida espansione, come confermavano le intercettazioni sul progetto d’assalto a un blindato contenente una tonnellata di esplosivo. Un altro “giro” quindi rispetto ai big delle rapine arrestati oggi. | ||||||
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