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Post N° 259
Syd Barrett
Dal Blog di Repubblica media-treck di Ernesto Assante: Aveva compiuto sessant’anni qualche mese fa, il 6
Il primo grande "folle" della storia del rock se n’è
Non aveva più incontrato i compagni d’un tempo,
Non era sempre stato così, anzi. Suo padre era uno
Senza i Pink Floyd, ma con la loro collaborazione,
gennaio, ma il suo non era stato un compleanno festeggiato in grande
stile, con pagine di giornali e interviste alle tv di mezzo mondo. No,
Syd Barrett, il fondatore di una delle più leggendarie band della
storia del rock, i Pink Floyd, aveva celebrato il compleanno come aveva
festeggiato tutti gli altri da trent’anni a questa parte, con la sua
famiglia, in privato, lontano mille miglia dal mondo del rock. Anzi,
lontano dal mondo, perché Roger Keith Barrett, soprannominato Syd,
aveva lasciato il mondo che noi conosciamo da moltissimo tempo, da
quando i suoi personalissimi mostri avevano preso il sopravvento, da
quando nella sua mente aveva aperto una porta che lo aveva portato
altrove, lontano da qui.
andato in silenzio, venerdì scorso: "Syd è spirato molto serenamente un
paio di giorni fa", ha annunciato laconicamente il fratello Alan, "I
suoi funerali si svolgeranno in forma privata a cura della famiglia".
Nessuna indicazione sulle cause del decesso; ritiratosi volontariamente
da trent’anni in isolamento a Cambridge, dove era nato, il musicista
oltre ai problemi mentali che lo avevano portato ad abbandonare ogni
attività musicale, soffriva comunque da tempo di diabete. Lui non
parlava più dei tempi dorati degli anni sessanta, l’ultima intervista
vera e propria l’aveva rilasciata nel 1971, non si riconosceva più nel
mistico cantore della psichedelia, nel musicista che aveva spalancato
le porte rock ai suoni più inusitati e singolari, nel ragazzo bello e
spericolato che aveva perso il controllo di se stesso usando l’LSD. Non
rispondeva più nemmeno al suo soprannome Syd, ma solo al suo vero nome
Roger, perché il passato per lui era veramente passato, sepolto,
dimenticato.
Roger Waters, Nick Mason e Rick Wright, con i quali aveva fondato nel
1965 i Pink Floyd, e nemmeno David Gilmour, che aveva preso il suo
posto nella band e che aveva prodotto i suoi due album solisti,
"Barrett" e "The Madcap Laughs", se non una volta, quando a sorpresa si
presentò nello studio mentre il gruppo registrava "Shine on you crazy
diamond", con uno spazzolino da denti in mano, ingrassato, totalmente
rasato, "Nessuno di noi lo riconobbe", raccontò in seguito Rick Wright,
"lui si sfregava i denti e saltava. David si mise a piangere. Fu
terribile".
psicologo ed un appassionato di musica. Fu lui a spingere il giovane
Syd verso la musica così nel 1965, a diciannove anni, il giovane Syd si
unì ai Pink Floyd. L’arrivo di Barrett spostò gradualmente il
baricentro della band dal blues alla psichedelia, dalle cover di r’n’b
come facevano i Rolling Stones e gli Yardbirds alle composizioni
originali, dove l’improvvisazione e la sperimentazione assumevano un
ruolo sempre più importante. Nel 1967 la formazione incide il suo primo
album, "The Piper at the gates of dawn", tutti i brani tranne uno
portano la firma di Barrett, compresi quelli di maggior successo come i
singoli "Arnold Layne" e "See Emily Play", o come "Astronomy Domine",
destinata a diventare un "marchio di fabbrica" del nuovo suono
psichedelico del gruppo, sempre più interessato ad allargare i confini
del rock. Il disco porta il gruppo al successo ma Barrett inizia a
perdere il controllo di se stesso, soprattutto a causa dell’uso
frequente di droghe sintetiche, soprattutto Lsd. Il suo comportamento
diventa imprevedibile, sul palco spesso si mette da una parte e suona
costantemente solo un accordo o non suona affatto, in studio propone
nuove canzoni ma non le suona mai due volte allo stesso modo rendendo
difficile il lavoro per il resto della band. Dopo un disastroso tour
americano viene chiamato nel gruppo David Gilmour, per sostenere le
parti musicali di Barrett, ma la tensione tra Syd e gli altri
componenti della band non tende a calare. Quindi la rottura. La
leggenda vuole che il resto del gruppo, dovendo partire per un concerto
a Southampton, una mattina del gennaio del 1968 non passò a prenderlo,
lasciandolo a casa e che nelle settimane seguenti anche i tentativi di
utilizzarlo ancora come autore per la band risultassero inutili. Nel
marzo del 1968 i Floyd annunciarono ufficialmente che Barrett non
faceva più parte del gruppo.
Barrett continuò brevemente la sua attività musicale pubblicando due
album nel 1970, "The Madcap Laughs", registrato tra il 1968 e il 1969,
e "Barrett", registrato nei primi mesi del 1970. Un solo concerto, il 6
giugno del 1970, una trasmissione live alla Bbc nel febbraio del 1971,
e poi nel 1972 tre giorni di registrazioni negli studi di Abbey Road
per un nuovo album, che non vide mai la luce, quindi Barrett decise di
smettere, tornò a Cambridge nella casa di sua madre e da allora non fu
più Syd Barrett, ma solo Roger Keith Barrett, il musicista che un tempo
toccò il cielo con un dito, che bruciò le sue ali volando troppo vicino
al sole.
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il 28/01/2008 alle 12:55
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il 27/01/2008 alle 20:07
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