Si sedette nel suo ufficio e cominciò a scrivere la diagnosi prima dell'intervento: "Aorta malata, vena polmonare deteriorata, degenerazione muscolare cardiaca massiccia. Trapianto impossibile, difficilmente guaribile. La terapia da seguire: analgesici e riposo assoluto. Prognosi: morte nel giro di un anno. A quel punto il chirurgo gridò ad alta voce: "Perchè, perchè gli hai fatto questo? Prima lo hai fatto nascere, e poi lo hai condannato ad una morte precoce. Perchè?" All'improvviso sentì come una voce dentro di sè che gli diceva: "Quel bambino è una mia pecorella, e starà con me per tutta l'eternità. Qui nel cielo, nel mio gregge sacro, non soffrirà più nessun dolore, sarà confortato in una maniera che nè tu nè chiunque altro può immaginare. Un giorno i suoi genitori si uniranno a lui, e insieme conosceranno la pace e l'armonia del mio regno. E' tempo che ritorni al suo gregge, perchè ha già portato a termine il suo compito sulla terra. Alcuni anni fa avevo una pecorella a cui affidai dei doni affinchè aiutasse i suoi fratelli; però, col tempo se ne dimenticò e si dimenticò anche del suo Creatore". A quel punto il chirurgo capì, e cominciò a piangere terribilmente, mentre il Signore gli continuava a parlare: "Cosicchè, ho inviato questo bambino, affinchè riconducesse a me quella pecorella smarrita". Alcuni giorni dopo l'intervento, il dottore si sedette accanto al bambino. Il piccolo, non ancora in grado di parlare, mormorò rapidamente: "Allora, ha trovato Gesù nel mio cuore?" "Si, rispose il chirurgo "avevi ragione: l'ho trovato!"
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