Dopo aver letto, affascinato, i vari pensieri circa l'esistenza di Dio, mi son sentito in dovere di rispondere almeno alla citazione fatta da - Zangurr - dove si legge che: Parlare di Dio è come spiegare il colore verde ad un cieco". La percezione che ho avuto è quella che l'argomento è stato trattato, molto con la mente e poco con il cuore. Quindi, secondo me, trovo un errore di fondo sia nel gesuita, sia in Zangurr che in Stella che plaude lo scritto, asserendo,addirittura, che calza a pennello. Cerco di spiegarmi: "Il cieco, come è stato detto, non arriverà mai a percepire il colore verde, questo è indubbiamente vero, proprio perchè una parte della sua fisicità è mancante. Ma lo stesso cieco potrà assorbire nel suo spirito i termini di rappresentazione di Dio. Potrei aggiungere che la ragione e la fede sono i prototipi della mente e dello spirito. Concludo dicendo che ragione e corporeità possono, solamente, proporre un Dio poco veritiero, mancando l'uomo di verità. Il Dio che ha in Lui l'Onnipotenza, la Giustizia, la Misericordia, la Fedeltà, la Carità, l'Amore lo si può conoscere con la fede e lo spirito, e in tutta umiltà piegando le ginocchia e alzando gli occhi al cielo. A tal proposito credo bene di poter aggiungere l'aforisma di un noto scultore: "Quando Thorwaldsen ebbe finita la sua famosa statua di Cristo la fece vedere ad un amico. Le braccia erano distese e il capo piegato fra le braccia". L'amico gli disse: "Ma non riesco a vedere il suo viso". Lo scultore replicò: "Se davvero vuoi vedere il volto di Cristo devi inginocchiarti".
Rob1942
Inviato da: rob1942
il 18/10/2016 alle 18:01
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il 06/04/2014 alle 14:35
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il 04/12/2011 alle 20:02
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il 04/10/2011 alle 19:22
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il 24/08/2011 alle 11:27