Il giardino dei ricordi allude alla memoria del passato. Essi si trovano, collocati dal tempo, in una infinita serie di celle, aperte a ricevere le confidenze del mondo; chiusi da chiavi, solo da noi, e non sempre, conosciute. A volte alcuni di essi si perdono per sempre nei meandri dell'oblio, formatosi con le tempeste della vita. Amaritudini, brutture li hanno deposti nelle fredde secrete. Le scelleratezze della nostra esistenza, come onde schiumose di nero, si sono impossessate della bella addormentata. L'hanno reclusa là dove nessuno è in grado di riportarla nella superficie del nostro guardare. Stupefacente bellezza dell'essere fanciulli, integri nell'essenza di una vita che verrà e che pure porterà con se le vicissitudini inette, aborrite, e loro grate di aver vissuto dentro di noi come usurpatrici di una vita sussurata, che dirompente avrebbe preferito urlare. Avrebbe urlato tutto il male del mondo. Ha privilegiato, nella sua falsa umiltà, parlare sottovoce, dimentica che il volare porta con sè la gioia della libertà. Ora dalla mia intima memoria risale il ricordo del bambino sepolto in me; non ride, è alquanto imbronciato, nessuno gli dà una mano sicura. In un lampo un'altra cella si apre agli occhi del pensiero; vedo un volto rigato dal pianto di lacrime rosse, escono copiose, i vampiri ne sarebbero sazi. Il tempo è tiranno, passa in fretta, con le sue ali nere copre i colori della memoria. Non si ferma a raccogliere le confidenze del cuore. Scivola via senza nessuna esitazione, mai ritorna sui suoi passi. Mi scuote dal sopore e sussurra: "Il percorso è al termine". Dio mio, tu che già hai assaporato il fiele del mondo, e ne conosci i fili che lo reggono, aiuta questo viandante, in cerca di un rifugio sicuro, a portare il peso di mille pesi. Il sentiero è innevato, la valanga è prossima. Non voglio essere travolto dal manto bianco. Tu Luce dei miei passi conducimi alla tua tenda, troverò il calore di una madre perduta, la forza di un padre non conosciuto appieno. I tanti rivoli di pianto hanno solcato, come fosse aperte, il mio viso, saranno sanate dalle tue carezze, e l'ineffabile leggerezza del tuo Amore. Hai voluto che io Ti conoscessi, non Ti dimenticherò mai. Mi hai tirato su in alto, mentre ero sprofondato nel mare dell'iniquità. Hai considerato la mia debolezza, mi hai reso forte. Hai vagliato la mia ignoranza, mi hai dato la consapevolezza che la Tua parola è verità (Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza). Ora conosco il mio Dio, so che Lui è la mia rocca, e là troverò soccorso.
Inviato da: rob1942
il 18/10/2016 alle 18:01
Inviato da: Murasaki87
il 06/04/2014 alle 14:35
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il 04/12/2011 alle 20:02
Inviato da: robertabuiano
il 04/10/2011 alle 19:22
Inviato da: rob1942
il 24/08/2011 alle 11:27