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Un blog creato da Roberta_dgl8 il 16/07/2010

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l'Autrice del blog:) io     

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14/9/14 1^comunione di Matteo, ero ancora piena di sogni, avessi invece dato retta al sesto senso della mia delusione... ma oggi, mi dico, che tutto poi, viene da se'. E i sogni sono intatti :-)

 

LE SCALAI

l'amore non è "sobrio", ma è sempre brillo !

l'amore non dice "faccio quello che posso".

(ma scala le vette dell'impossibile). 

sempre io :)

https://youtu.be/aTyevqO2cfQ

 

CLASSIC BLUES

 

UNA POESIA PER ME.

                       A Roby

Non mi lascio trascorrere, ne tagliare

ho vita

che mi percorre le vene, i pensieri,

la quantità immensa dei bagagli

pagati con sacrifici immani

Porto tutto con me

e assecondo il sole

Lo mangio persino

mentre fa il suo giro

decollo

E plano, 

bambina tra frammenti di vetro,

mi sollevo e scendo

Sulla pista dei volti

che mi hanno voluto bene,

che si sono caricati tamburi di latta

per risuonarmi nel cuore

e ridermi dentro

nell'atterraggio

Con un suono esile e un amore potente


(Joe/Tobias - blogger)  

 

PERLE E ORO (VERI)

penso che il bene alla fine diventa ORO e le cicatrici possono rendere una superficie ricamata dall'esistenza autentica ... (DanySeveral, blogger)  


Perciò, Roberta, bisogna stare attenti a non deprimersi per la sconfitta, ma valutarla come un'opportunità comunque tentata nella buona fede della sua riuscita. Non avere rimpianti, è ciò che conta, come credere ancora ai miracoli, se desiderati.         (Gabriella, blogger)                                                       §

La solitudine è un drago che brucia tutto. Ma dovremmo considerare la legge della fisica: nulla si crea e nulla si distrugge. Così anche nell’animo umano ciò che (ci) brucia sarà un diverso av-venire.  Am Archetypon (blogger)                                                 §

epimetea- la ricerca della realtà
la -sconfitta- è un nido adeguato 
per confortare l'attitudine della fenice,
l'aria il moto del suo volo potente. emma01 (blogger)

 

2015/2011 (MATEMATICHE)

Sogn(h)ippy    

 

{ Cerchi la felicità dappertutto. La trovi nel tuo sorriso che si riaccende. Anche nel buio, dove c'è sempre una piccola scintilla, una piccola lama di luce in contrasto. In questo mondo, dove tutto sembra crudele e doloroso, proprio là, nelle notti oscure, quando i giorni non sono gioiosi come vorremmo, nel nome di chi amiamo e nel modo in cui i tuoi occhi brillano. E sai una cosa? Questo porta altra luce, altra ed altra ancora. La più luminosa di tante stelle. }

Regalo di tantestelle (blogger)

 

ei fu...

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donare il bene, sempre. Sempre.

 

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Lampi di felicità     

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« 4 maggio. (2020)post di servizio »

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Post n°1307 pubblicato il 11 Maggio 2020 da Roberta_dgl8

Ci mancava la scossa di terremoto. Palpitazioni è dire poco, fa pure rima. Ho creduto mi venisse un infarto. Volevo scrivere in tempo reale. Ma mi sono ripromessa di riaddormentarmi nonostante la paura. ME lo sono proprio imposto. E infatti poi sono riuscita a dormire per altre 3 ore scarse. Ora eccomi qui.

E' stato davvero brutto. Certo mica può essere bello,ovviamente. Ma in una situazione già particolare, la scossa di terremoto, abbatte. Certo è andata bene. Anche se si è avvertita violenta, e non ondulatoria, ma sussultoria. 
L'epicentro, poi è abbastanza vicino a me, in linea d'aria. Ho acceso la TV, prima, durante la colazione... non ne hanno parlato. Non voglio dire le mie considerazioni su quello che scorre sulle pagine televisive. Di giornalisti da strapazzo ce ne stanno fin troppi, e poi la penna mia mica è adatta,e stamattina,nemmeno le mie considerazioni.
SOno stanca.
Moltissimo.
Mi fa parecchio male la testa, è da ieri in verità.
Sono stanca di questi tempi, dolorosi, faticosi, orribili. L'ottimismo sembra farsi da parte, gli uccellini continuano a cantare, dolcissimi. Rumori pacati di lavorio là fuori, come stamattina, prima di riaddormentarmi in una notte alla fine, - illuminata solo da squarci di un temporale inesploso - i camion dell'immondizia. Lavoravano. 
Poi uno squarcio di giorno, si è ripreso la notte, e avrei voluto si fosse portata via l'angoscia in una bolla, e dato forza. Ma non è così. Fluttuo in questo giorno,con le gambe indolenzite (ho fatto più di venti 20km a piedi in questi due giorni con mio figlio), - sono a pezzi. Stanca, affaticata, provata.
E' vero che la mamma sta benino, non voglio scrivere bene... voglio tenerlo per me, il bene. 
Siano riusciti ad avere un controllo per fortuna in ospedale, sebbene, lei non ci ha volute, nè a me, nè a mia sorella. Questa è una buona notizia. La situazione del governo invece, la situazione sanitaria che ci sta lasciando, - non hanno lasciato strascichi molto positivi a livello economico. Non mi va di dire altro. Peraltro, in questo io sono abbastanza preparata. Ma questa sorta di sospensione, senza un  minimo di piccolo traino/ponte verso un sano ottimismo e a farcela, mi sospende in questo vortice che pare farmi perdere il baricentro. 
Maggio era bello, fino a pochi giorni fa... pieno di speranze. Poi ha incominciato a tirare fuori un caldo anomalo, una pioggia di polline assurdo, un caldo asfissiante, con le mascherine e i guanti insopportabile. 
Le lezioni al pc con Matteo, stanno prendendo una piega molto e troppo faticosa, assurda irreale.
Oggi proveremo con la classe... (proprio oggi?) anche solo per un ciao.
Abbiamo dovuto fare, scorsa settimana una sorta di GLHO abbastanza inutile insignificante, agli occhi del mio cuore, se non riaprire antiche voragini... non ci sono caduta dentro, per fortuna ma si sono riaperte. Ormai il mio istinto alla salvaguardia della mia mente - mi imponte automaticamente di non andarci ... ma c'è un'area in qui quello squarcio e la sua protezione si fanno labili, e mi levano le forze, mi levano l'energia.
Mi dico, naturalmente, che è la guarigione che fa procedere, e con essa, anche l'abbraccio stesso del limite. Mio. Familiare, strutturale. forse anche animico.
Allora divento semplice semplice. Mi accontento. E non per consolazione. Mi accontento proprio perchè mi dico che è così. Si fa quel che si può anche se poi mi tocca di convivere con il pungolo del dover poter fare meglio... ma non è un istinto nè un'ansia di prestazione, bensì, una consapevolezza anche quella. Quella che sono stanca. Che questi anni, queste primavere, queste stagioni, e tutti i km fatti, pesano.
Come i ricordi, che - durante il sabato passato, arrivavano come proiettili di gomma colorati... dolci, ma improvvisi. Stranissimi. Ora che non si può viaggiare, nemmeno per raggiungere il mare... non troppo lontano da me, - viaggio dentro,  - me. 
RIpercorrere tutta quella strada, con la bellezza di una Roma più vicina ma non meno 'centrale' è senz'altro la preparazione per quando ritornerò ai suoi monumenti più fulgidi e rappresentativi della sua grande immensa bellezza.
Ma stanotte, in un attimo, quando la notte si prepara a raggiungere il giorno e stavolta l'ha fatto con quella scossa orrenda un botto fortissimo al mio armadio che non volevo credere, e il mio povero cuore, brachicardico, sembrava uscire fuori dal petto ed io, perire.., ho come creduto sentito di non avere più spinta a vivere nè a viverla. Come 'morire' nel suo abbraccio... mi dico che è un istinto anche normale, parlare con la precarietà, e dirsi e implorare il cosmo e l'altissimo, che tutte queste piaghe forse ce le meritiamo, in questa scala che è la vita, che se siamo fortunati, ci restiamo sospesi a metà, anelando alla cima.
Le mie mani vanno da sole. Forse è anche per quello che vorrei fare il diario, più centrale e piu centrato. Più terra terra in senso buono. Più realista senza farmi trasportare, ma poi mi dico, che devo pensare a ciò che mi fa bene, e la funzione bozze mi accompagna in tale esercizio.
Le parole di mia madre: calma. Rilassati.
Non devi preoccuparti. E' una parola!!
Alla quale tengo fede senza tradirla, ma tutto l'impianto, il cuore, l'anima, il corpo la mente, vacillano...
ora vorrei solo dormire.
Od anzi, immergermi in una libreria. Magari senza anche comprare nulla, rubare con gli occhi frammenti di pace. DI esperienza di ritrovamento.
Oppure dormire ancora. E ancora. Andare in una sorta di letargo brevissimo,un microsonno come i gatti, - e non posso. Sul fuoco ci sono i peperoni con i pomodori, poi aggiungerò il filetto di tacchino. Dovrei uscire, per comprare il manico di una macchinetta del caffè, mi si è rotto. Comprare il gommino di ricambio dell'altra, introvabile (è una due tazze la seconda). Comprare altre stupidaggini che la spesona l'ho fatta ieri. 
Comprare diabolik le parole crociate.
Ma non mi va. Peraltro, oggi dopo pranzo, devo raggiungere il patronato per un appuntamento informale. Devo sistemare delle burocrazie, vedere se c'è stato un errore (da parte loro) prima di presentarle.
Come dice Sonietta, mi sembra ieri febbraio, ed io che avevo appena presentato la documentazione al giudice tutelare. Ero così in pensiero... così come per mamma.. e tutto si è risolto andato a buon fine.
Allora mi aggrappo alle parole di mamma. Cara. Un pochino le cose si normalizzeranno... ci vorrà tempo.
Allora lo vedo il positivo? la scrittura mi aiuta? in questo? le campane suonano, fa un pochino più freschetto, forse le condizioni atmosferiche si metteranno d'accordo per non fare piovere, ma soprattutto voglio lavare il viso con l'acqua gelida. ... E preparare Matteo. Non ho lamette adeguate per la sua barbaccia ispida... ormai il ricordo di quel bambino meraviglioso che fu, è solo un ricordo, - forse dovrò sistemare anche questa situazione... le sue foto... ma mi dico, che è un modo dolce, di stare nel presente. Ora è troppo bello, ed io porto dentro di me, tutto il dolore del mondo.
Stuoli di ragazzi svestiti soprattutto le ragazze, senza mascherina nè guanti incoscienti... e lui più ligio di tutti a guardarli... ed io, a morirne, lentamente... e risorgere subito, con tutta la forza del caso. Lui che saluta, lui l'invisibile, amore mio grandissimo.
Lui che era nervoso, ora c'è il motivo... caldo infernale, - e Roma - e lui. Una roma semideserta... ponte delle valli viale libia viale eritrea corso trieste via nomentana, porta pia... (stavolta siamo arrivati fin là, lui voleva fare via xx settembre e poi quirinale, non ce l'ho fatta), porta pia, piazza fiume, e un fiume di ricordi.. dell'ariccia scarpe (Sonietta mia, mino non c'è più, c'è ancora il cinema gioiello, con le porte di legno, ma non è più nemmeno una sala d'essai), te lo ricordi? dell'ariccia con le scarpe più belle di Roma.. via salaria, l'ufficio di mia sorella, - il primo ufficio mio di fronte. E il cinema rouge et noire, ora sala bingo, e le sale da the, ora negozi di abbigliamento. Via salaria bellissima, villa albani, perennemmente chiusa, roma racchiusa in un quartiere, bellissimo, riscoperto per caso, l'università la sapienza, il monumento della storia contemporanea all'ultima fiammata di terrorismo... e poi via po', tagliata da una piccola via salaria che si fa stretta, che non ti fa dire da dove è partita (dal centro praticamente!) per arrivare fino a rieti... e poi ancora stretta, e i palazzi di traverso in un crepuscolo che si porta appresso tutti i secoli, rivisti rivisitati, in una sorta di gotico periferico per via delle architetture squadrate e spoglie e alte, per l'epoca, e poi il tutto contornato di verde, un verde che acceca, che ti pare ti faccia entrare in una spirale di sogni, tutti a spirale, e il crepuscolo diventa pure esoterico, e so' quello che dico. IL cielo ti ripaga terso come non mai si fa carezza morbida a darti tutte quelle che ti mancano e si fa meno egoista a far essere protanogonista l'architettura bellissima e il verde a cornice, maestoso, imponente - a darti quell'ossigeno a restituirti tutto l'ossigeno degli anni precedenti!
TIpare di entrare nel migliore quadro di Dio, quando ti dici, che sei nella città più bella del mondo, che altre perle e meraviglie sono ovunque, ma qua ci sta qualche cosa, che ti lascia e ti fa sentire sospeso, perennemmente nel crespuscolo eterno dell'eternità, questo Roma, fà. Allora ti ricordi che là c'era un cinema e invece ora ci sta il supermercato. Ti rammenti che all'epoca del tuo peregrinarci e camminarci assorta e più piccola nei tuoi percorsi e trasorsi di lavoro di ufficio impiegatizio - era come un grande tetto che ti era mancato, che c'era il natale, la natalità, e una sorta di leggerezza e profumo di tutta la ricchezza del mondo, quella vera. Quella cornice quadro compreso che rappresentava il bello la bellezza più magnificente, in cui c'era tutta la storia e tutto il mondo, e tu piccola alunna, coi tuoi completini inglesi di principe di galles, te ne sgambettavi felice, e realizzata. Sotto ai tuoi piedi i secoli dei secoli, l'anarchia delle architetture, miste alla severità di un '800 pluriaristocratico barocco ma anche popolare, che ti parlano da dentro le scarpe nella strada, e arrivano fino alle vene tue, perchè tu, qui ci sei nata...
Oppure, leggera come una farfalla, coi colori flou degli anni che furono a registrare, i cambi di corsia della storia, con la tua fascetta che raccontava i 70 di cui eri stata ragazzina protagonista in ombra, piccola comparsa attenta, crescere cogli 80 a rimpiangere i 60 che ti avevano vista nascere, e che hai bevuto insieme al latte materno. Poi i 90 a crescere ancora di più, a far rimanere in disparte Roma, perchè quando si nasce in una bellezza così, ti pare tutto normale...
ma oltre non so' dire...
Posso dire, che ogni angolo, si vestiva di memoria recente. Una bisteccheria argentina che un amico del mio ex capo, avendo fatto il botto peggio del terremoto di stanotte, con una compagnia aerea argentina si era reinventato un negozietto ristorantino argentino.. ora non c'è più nemmeno quello e le risate, fatte, ed un compleanno, il mio che non ricordo quale, con delle scarpe altissime, Matteo un sogno, e il resto frammento... imbevuto nella via che soffiava via insieme al polline... poi, d'un tratto dopo ancora il piccolo stupore, per non avere mai visto quella piccola costruzione rosa, - per dirti, che tante volte, in centro hai cercato quello che cmq resta sospeso anche qui, via salaria taglia viale regina margherita da una parte e viale liegi dall'altra. Allora là il ricordo si fa violento, il crepuscolo se ne va, c'è tutta la potenza, la bellezza, il verde, di villa ada che già chiama... uno dei quartieri più belli di roma il salario che non è ancora parioli, che se ne sta un poco più in disparte... La villa più bella di roma, la passiamo... quante volte e quante e quante... quel verde, mi sono rivista, in ogni età, anche quelle più indietro.. troppi ricordi, appunto diventavano proiettili di gomma insieme al sudore, alle domande di Matteo, a me, che volevo fotografare l'impossibile, e quel possibile che non ricordo più, senza più macchinetta, e stando attenta al telefono, per l'attrattiva di Matteo per le mie ascelle.
Via clitumno, via panama, via chiana, quartiere coppede', costeggiato appena, - non ci passiamo, ci facciamo guidare dalle chiome folte di villa ada. Allora penso all'altro polmone... villa pamphili.. Matteo quale ti piace di più : tutte e due. Certo... ma ora, sento che è villa ada la più bella la preferita, quella piena di più ricordi, dove il sogno e la realtà si mischiano. VIlla borghese molto vicina in linea d'aria non la penso. qua la storia si intreccia con gli alberi davvero, sono protagonisti entrambi.. qua, c'è una branca forse ancora dei savoia decaduta che vive ancora nella casa degli ex custodi. Forse la mia povera memoria storica delle 4 cose che sapevo mi inganna, sapevo così. ... Intravedo le ambasciate da lontano, anche se a memoria ricordo che stavano a ridosso di monte antenne, lassù dove mi scopro aver fatto pace con un ricordo che ho portato addosso come senso di colpa.
Mi dico che il terremoto di stanotte, forse ha sciolto u n altro nodo. NOn questo che scrivo qui, che era già sciolto, ora l'ho solo scritto.. ma un altro ancora. Che ora non so dire, in simultanea forse arriverà scritto anche lui. Lo devo solo elaborare, tradurre bene, sistemare.
Devo svegliare Matteo mi voglio ripromettere di truccarmi dopo avergli fatto la barba. Anche solo per un ciao, sarà difficile per me... ed è faticosissima la lezione on line che mi sembra una farsa in cui Matteo non ha espresse le sue potenzialità, ma anzi, dimostra tutte le sue regressioni/cadute... eppure dirmi senza consolazione, che questo si può, questo si fà... un sole molto timido, e non al meglio, illumina il varco tra le nuvole nere, che vogliono ancora sfogarsi...
io finirò di preparare il pranzo, lo stesso profumo dei peperoni arrosto che veniva dall'esterno del luglio 2017 si ricongiuge a quest'oggi, e il 2017 non è affatto funesto se penso a questo bisesto 2020 che senza maledire, mi dico, che - saprà trainare e dare la forza necessaria, così come queste lettere mie.
Mi voglio però impegnare di mettere le foto a corredo di questo mio post. 
Le foto della ultima superluna di maggio bellissime...
le foto di Roma... dei quartieri confinanti con il mio in cui ho ritrovato me stessa, oggi.
Il velo di tristezza pare volersi togliere dal sole che sembra farsi più deciso... è vero che amo la luna, ma è di sole anche che ho bisogno, e mentre lo scrivo lui si illumina stella fulgida più fulgida che c'è...
vacanze in forse... via appia antica ci aspetterà insieme a villa ada. la villa degli hippi fotografata da me, gli anni indietro, paradiso in terra, questa cittàeterna.
La mia dichiarazione di amore, è eterna. E mi da la forza per affrontare ciò che devo. Il suo 'sottobosco' è crudele e inenarrabile.. servirerebbero una candid camera - accompagnata perenne dall'autismo del mio ragazzo poi... la gioventù bellissima, antipatica a cui lui è invisibile, è di contrasto, con la sua umanità, altri ragazzi e ragazze meno aggreganti che lo salutano, che col pensiero vorrebbero, ma non possono... lui che è felice lo stesso, io, che mi scopro forte con tutte le mie debolezze e faccio volare via, quella che non sono più per farmela posare come carezza sulle spalle quella che sono adesso, e spero con tutto il cuore di riuscire ancora a farcela.
Mi sono accorta dopo aver pubblicato che il post, non era ancora finito.
Nel frattempo, ho spento il fuoco. Il pranzo è pronto. Ho avvertito Matteo che fra poco lo alzo. Il mio viso è ancore pieno di sonno, soprattutto i miei occhi. I miei trapezi, sono a pezzi, le gambe, pesanti. Sono ingrassata male, malissimo. Prima di questi accadimenti avrei dovuto fare degli accertamenti, quante rime non volute mi sorrido.. da sola. Mi dico che a giugno sistemerò tutto. Per la linea, se sarò costante e ferma, come a riaddormentarmi stanotte, dopo la scossa violenta di terremoto (e lo è stata davvero , mi sono testimoni gli amici di roma?), - allora posso senz'altro, tornare a correre con Matteo dopo che le lezioni on line saranno finite.
Stanotte, ho avuto anche dei flash psichedelici, prima del terremoto, in una sorta di dormiveglia, mentre sbattevo gli occhi vedevo il colore verde, come quello che ora ho lassù sul blog! è incredibile... quanto il corpo sia in connessione con la natura... incredibile, ma vero.
Il mio viaggio, ecco perchè ho ripreso il post.. ha poi proseguito, per via salaria ancora, costeggiando le tangenziali est e per via del foro italico verso san pietro. A ds viale somalia a risalire su per piazza vescovio e poi di nuovo il ponte della valli, MA, Matteo ha voluto proseguire per via salaria (A Mattè ma che vuoi andare a rieti?:-)))   abbiamo attraversato la tangenziale, costeggiato l'aniene, costeggiato la pista ciclabile che Matteo bimbo ciclista e bellissimo, ha fatto centinaia di volte col papà verso ponte milvio fino alla magliana... - e entrati costeggiando la valle dell'aniene riserva naturale, verso via dei prati fiscali, per riprendere via val d'ala e poi via conca d'oro e tornare strematissimi, a casa.
Naturalmente ieri è voluto riuscire. Ho rivisto dopo due mesi e più mia sorella... eravamo un po' tristi e provate... forse lei anche più di me, più in forma forse fisicamente, ma più provata. Non potevamo parlare, Matteo non ce lo ha permesso. Un bagno di sudore, dolore alle gambe, provate e come prova i segni sul nostro viso dagli eventi.. la mamma doveva festeggiare il 15 aprile passato i suoi 80 anni e mio nipotino Daniele fare la prima comunione... non è stato possibile. E questo si va ad aggiungere al tutto. Interrompere la scuola così, per un ragazzo come Matteo, le sue vancanze certamente in forse (ricarica vitale assoluta per me), - mi fanno abbattere ed essere abbacchiata, e allora, la cima diventa davvero più alta, MA, sono qui, in questa terra, e ho ancora tutti gli affetti con me.
Il mio compito, mi dico, ora è un altro. E a quello devo pensare.
Se mi viene in mente un brano, lo aggiungo.
Passo e chiudo!
Roberta

 
 
 
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MARZO 2011

 

NOVEMBRE 2018

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VITA MIA (E SALVEZZA MIA)

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Mamma, qui posso toccare tutti, vero?

MAXXI (Roma) 2 APRILE 2015

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LA VOCE DI CHI NON HA VOCE :

“Essere autistici non significa non essere umani, ma essere diversi. Quello che è normale per altre persone non è normale per me e quello che ritengo normale non lo è per gli altri. In un certo senso sono mal “equipaggiato” per sopravvivere in questo mondo, come un extraterrestre che si sia perso senza un manuale per sapere come orientarsi. Ma la mia personalità è rimasta intatta. La mia individualità non è danneggiata. Ritrovo un grande valore e significato nella vita e non ho desiderio di essere guarito da me stesso. Concedetemi la dignità di ritrovare me stesso nei modi che desidero; riconoscete che siamo diversi l’uno dall’altro, che il mio modo di essere non è soltanto una versione guasta del vostro. Interrogatevi sulle vostre convinzioni, definite le vostre posizioni. Lavorate con me per costruire ponti tra noi.” ( Jim Sinclair, 1998, autistico ad alto funzionamento)

 

SEMPRE CON ME

MUORE GIOVANE CHI AL CIELO E' CARO...

MA L'AMORE E' L'ANIMA E L'ANIMA NON MUORE

io e papà

PER SEMPRE CON ME 

 

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Pulisci e pensi, ascolti il soliloquio ed entri in una giostra difficile  da starci sopra... cara Roby, il tuo cammino è così difficile ... Per quello il blog è una valvola di sfogo: perchè porta coi piedi a terra quelli che se ne stanno a fare troppi voli pindarici ... Tu sei la testimonianza fragile e potente di una realtà di tante altre donne che se ne stanno zitte e non hanno voce ... se torni è sempre da te che torni, mica in un posto inospitale, bensì nel tuo piccolo nido di parole difficili ma piene di amore e compassione. 

(Daniela . Several1 blogger) 

 

GRAZIE!

Firenze, 24/10/2020

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