Post n°25 pubblicato il 21 Settembre 2010 da sci.c
Ore 21 al bar lungo la statale.
Piacere sono Andrea. Scendo dall'auto e mi trovo davanti uno spilungone di un metro e ottantotto (ohhhh finalmente uno all'altezza!). Camminiamo verso il tavolo e non posso fare a meno di notare il suo lato b ben conservato tra i jeans attillati (apperò bel culo!). Ordiniamo un drink (qua ci vuole qualcosa di forte!) e iniziamo una conversazione. I suoi grandi occhi verdi galvanizzano la mia attenzione (gli occhi di Raul Bova!) e il suo sguardo fisso sui miei mi imbarazzano un pò (questo mi frega!).
Ad un certo punto, interrompe bruscamente il mio discorso e mi dice "Non ti si può guardare" ed io scoppio a ridere come una cretina (leggasi gallina). Adoro il modo con cui muovi le mani (si si mi frega proprio!). Usciamo dal locale e ci dirigiamo a piedi verso il lungomare. Dietro al pontino c'è una stradina che porta alla spiaggia. Ci sediamo su uno dei tavolini all'aperto di uno chalet chiuso e continuiamo la nostra chiacchierata tra la luna e il mare. Parliamo, parliamo, parliamo... E il discorso si fa sempre più avvincente! (il tipo sa come prendermi!). Mi piace molto come la pensi. Hai detto delle cose a cui non avevo mai pensato. Sei una donna davvero sorprendente! Grazie (non solo mi frega, ma mi rigira come gli pare e piace!!!).
Un brivido di freddo mi attraversa la schiena. Cavolo sono le due! Come abbiamo fatto a fare così tardi senza accorgercene? Io devo andare... è tardissimo! (scappa che è meglio!). Dai aspetta vieni qua... Mentre mi alzo dalla sedia, lui mi prende per il braccio e mi trattiene a se. Hai freddo, abbracciami! Mi siedo sopra di lui (a cavalluccio) e appoggio le mie braccia intorno al suo collo. Mi guarda silenzionamente (fino adesso non ha sbagliato una mossa!). E prima che io possa dire qualcosa a sproposito (quando sono tesa parlo a raffica) avvicina le sue labbra alle mie e mi bacia (Scic mantieni la calma, conta fino a 10 o te ne pentirai!).
Il discorso prende una piega diversa... parliamo la stessa lingua ma senza proferire parola! (dieci, nove, otto, quattro, sei, cinque, due... aiuto! Non so più contare!). Continuiamo a dirci tante cose ed io mi perdo tra le sue parole silenziose, tra il suo respiro sul mio viso, tra le sue mani sulla mia schiena (uno, due, tre, sei, sette, nove).
Il mio corpo, attaccato al suo, inizia a muoversi su di lui (Scic fermati!). Poi i suoi baci si spostano sul mento, sul collo, sul seno... mi sussurra Ti voglio! (anch'io, anch'io, anch'io!). I miei occhi rispondono per me! Senza indugio, tenendomi stretta a se, si alza in piedi, poi mi appoggia sul tavolo... Mi bacia, mi accarezza, mi guarda dritto negli occhi (naaaaa non sono io!). Il suo sguardo penetrante indaga nella mia mente in cerca dei miei desideri più reconditi che tanto reconditi non sono ^___* (non ci posso credere!). C'è tutto quello che ho sempre voluto...il mare fuori e il mare dentro. Il suo canto mi culla, una nenia dolce e forte al tempo stesso. Smetto di pensare e mi lascio andare alle onde...
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il 25/07/2012 alle 12:24
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il 24/07/2012 alle 20:56
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il 06/07/2012 alle 11:14
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