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NON CI SONO NUOVI MESSAGGI.
Post n°153 pubblicato il 16 Settembre 2011 da labiancanotte
Una vecchia grida nella stanza accanto. Vorrei tornare a correre su quella strada, come alle 15 di quel 15 ottobre. L'indignazione non la trovo. Solo un bruciore sottile, dopo un unico pugno scagliato nella pancia troppo tempo fa per ricordare quando. O perchè. Rianimazione. Come dev'essere bello, saper spegnere la luce. Senza paure. Possibilmente senza buio. Mamma. Papà. Cosa mi vincola ancora qui, se non le vostre radici? Che cosa mi sposta verso il vuoto, se non la vostra assenza? Ho un piede nell'abisso, e non conosco come si sta. Ho paura di affondare. Ho il brivido di rivedervi. La mia vita scomposta in raggi bianchi, come ai miei diciotto anni, che mi sembravano la fine di un contratto. I segni sulla pelle, che siano tatuaggi o cicatrici non m'importava. Solo volevo sentire di essere viva e non in gabbia. Il bon ton mi ha sempre soffocata, come un colletto fatto di seta grezza e veli sottili, che mi tagliano l'aria fuori. Ho usato il mio corpo in tutti i modi che potevo. L'ho amato, come ho amato la mia libertà. Un naso nuovo per volare tagliando l'aria in un modo più dolce. E' strano sentirsi stanche e cattive insieme. Avevo solo voglia di spiccare il volo, e allora non mi spiego com'è che finisco sempre fuori strada. Sempre più vicina ai vostri nomi di granito. Per te, che non ci lascerai. |