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R&B
Post n°177 pubblicato il 17 Luglio 2012 da labiancanotte
R: Quand'è che hai smesso, Black? - cazzo di nome, Black...- B: Da quando? - odio che chi risponde a una domanda con un'altra domanda, ma Black, lui è fatto così- B: Da quando... - silenzio - R: Dimmi quando quando quando... B: Ah! La cantava sempre mia madre. Quella santa donna. Me la cantava in faccia, quando ero piccolo. Io la guardavo, immobile, davanti a quello specchio. Si truccava come una diva di Hollywood. Io, io mi perdevo tra le sue ciglia. Sembrava non averle. Bionda naturale, come me. Poi ci passava su un po' di rimmel, e... magia: attorno all'iride celeste sbattevano lunghissime e nere, le disegnavano il viso. Era uno schianto. E quando cantava non era intonata, ma a me veniva duro. Sì, mi veniva duro. R: Ah ah! Piantala Black. Spari solo cazzate! B: Ah ah ah! No no, è vero! E' tutto vero... R: Allora Black? Quand'è che hai smesso? B: Penso che 'sto vino è salito un po' troppo su. R: E' che scende giù bene. B: E io sparo solo cazzate. R: Rientriamo va, fa freddo qui. - sorrido. Lo stringo forte. Rientriamo - E' che aprire le gambe non è sempre la soluzione a tutto, ma può aiutare. Io dovevo sapere, e lui era tra gli uomini più reticenti che avessi mai fronteggiato, ma dovevo uscirne con una risposta. Un'unica risposta era la chiave, un'unica domanda la serratura. Per aprire quella preziosa serratura nel modo più fluido possibile, però, dovevo allenare Black al gioco chiave-serratura, domanda-risposta, come se fosse il modo più naturale possibile di comunicare, tra noi. |