9 agosto 2006Contesto: domenica di agosto, spiaggia affollata, sole a picco, leggera brezza, prime ore del pomeriggio, piano, violoncello e voce in cuffia, isolato tra la folla Il mare, il rumore delle onde ritma le note di una dolce melodia che ti fa suo. E ti lasci prendere per aggrapparti a qualcosa. Sei perso. Non sai dove stai andando né perché sei lì. Non sapresti cosa fare e fai la cosa più ovvia, meno dolorosa ma forse per questo più straziante e solo per allontanare qualche ora i pensieri che ritorneranno con fredda precisione. Le nuvole all’orizzonte sono ferme, immobili, sospese come te. E laggiù il mare in continuo movimento dove affogare te stesso e le tue insicurezze, cui affidare le tue domande senza risposta. Naufragio da una vita senza senso, così inutilmente lunga ma priva di tracce e piena di ombre che svaniscono in quel cielo azzurro intenso tanto profondo che grava e opprime. Vieni notte senza tempo come uno specchio impenetrabile, trasparente in cui guardarsi e non trovarsi. Faccia senza volto, vita senza domani. E se pure volessi dare, ma poi cosa e a chi. Un sorriso, magari, come un tempo quando pensavi che tu … Ma il tempo è passato ed è l’ora del disincanto, della piatta e vana attesa, di un giorno dopo l’altro, della malinconia degli occhi persi nel niente e della nostalgia di un tempo che non c’è e che mai tornerà. Il futuro è in quel bimbo che mi gioca accanto. Non è in me. E mi lascio andare, aspetto che il destino faccia le sue mosse con la certezza di aver giocato male la mia vita e di non meritare di più.
Post N° 3
9 agosto 2006Contesto: domenica di agosto, spiaggia affollata, sole a picco, leggera brezza, prime ore del pomeriggio, piano, violoncello e voce in cuffia, isolato tra la folla Il mare, il rumore delle onde ritma le note di una dolce melodia che ti fa suo. E ti lasci prendere per aggrapparti a qualcosa. Sei perso. Non sai dove stai andando né perché sei lì. Non sapresti cosa fare e fai la cosa più ovvia, meno dolorosa ma forse per questo più straziante e solo per allontanare qualche ora i pensieri che ritorneranno con fredda precisione. Le nuvole all’orizzonte sono ferme, immobili, sospese come te. E laggiù il mare in continuo movimento dove affogare te stesso e le tue insicurezze, cui affidare le tue domande senza risposta. Naufragio da una vita senza senso, così inutilmente lunga ma priva di tracce e piena di ombre che svaniscono in quel cielo azzurro intenso tanto profondo che grava e opprime. Vieni notte senza tempo come uno specchio impenetrabile, trasparente in cui guardarsi e non trovarsi. Faccia senza volto, vita senza domani. E se pure volessi dare, ma poi cosa e a chi. Un sorriso, magari, come un tempo quando pensavi che tu … Ma il tempo è passato ed è l’ora del disincanto, della piatta e vana attesa, di un giorno dopo l’altro, della malinconia degli occhi persi nel niente e della nostalgia di un tempo che non c’è e che mai tornerà. Il futuro è in quel bimbo che mi gioca accanto. Non è in me. E mi lascio andare, aspetto che il destino faccia le sue mosse con la certezza di aver giocato male la mia vita e di non meritare di più.