photoshok

il rifugio dei creativi ..per dare libero sfogo alla vostra creatività

 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

FACEBOOK

 
 

I MIEI BLOG AMICI

Citazioni nei Blog Amici: 1
 

OGGI MI SENTO

 immagine 
 

MOTTI SALVA VITA

I furbi sono i più idioti di tutti !immagine

 

LOVE

AMOND TI AMO immagine
 

 

« SETTORI FOTOGRAFICIMessaggio #121 »

CONTINUAZIONE

Post n°120 pubblicato il 26 Ottobre 2006 da aneeka

5) FOTO DI MATRIMONIO E CERIMONIE

Si tratta di un genere di fotografia ingiustamente giudicato di serie "B" da molta letteratura. Di fatto, gran parte del professionismo che non graviti sulle grandi città, poggia le sue basi proprio su questo genere di fotografia.
La fotografia di matrimonio o, in genere, per una clientela di privati (donde la definizione usata d'ora in poi come "fotografia per privati") offre in realtà spazio e possibilità per eccellenti spazi di specializzazione, e per ragguardevolissimi obiettivi economici.
Tempo di introduzione
Mediamente parlando il settore ha un tempo di introduzione abbastanza snello, a patto di poter offrire una qualità effettivamente superiore a quella della concorrenza.
In positivo, rispetto ad altri settori, è il rischio molto minore di ostacoli e difficoltà aleatorie, non controllabili; in alcuni altri settori (editoria e moda in testa), oltre alla capacità professionale conta in buona misura la possibilità di avere il contatto buono al momento opportuno. Per la fotografia per privati, invece, questo fattore imponderabile ha una rilevanza molto inferiore, lasciando un maggiore spazio alla propria capacità.
Concretamente, il tempo di introduzione per un bravo operatore oscilla dai due ai quattro anni. Tenendo presente la fortissima stagionalità del settore (settembre e primavera i due "momenti forti"), il primo anno è sempre dedicato ad un approccio iniziale, di piccola penetrazione del mercato. E' un buon risultato medio, per il primo anno, giungere ai 15-25 servizi.
Il secondo anno è quello maggiormente indicativo: un'attività valida e ben promozionata deve fare un balzo di almeno il 30% (20/35 servizi), in alcuni casi anche di più. Verso il terzo anno ci si dovrebbe assestare attorno ai 40-50 servizi, livello attorno al quale si può restare (se le proprie prestazioni sono di alto livello e quindi offrono una buona marginalità di utile), o dal quale si può lentamente ascendere, fino ai livelli per i quali si debba necessariamente servirsi di altri fotografi di appoggio, per l'impossibilità di seguire personalmente i matrimoni.
I tempi di introduzione possono essere rallentati da alcuni rari fenomeni di "baronia" di alcuni studi fotografici strapotenti, che tendono ad assorbire tutto il mercato.
Zone di attuabilità
In assoluto, tutta Italia.
Le zone del Sud sono più propizie di altre, sia per la tendenza della clientela a spendere anche cifre molto elevate per il servizio fotografico sontuoso, sia per una concorrenza di qualità mediamente non elevatissima.
Una piazza quasi altrettanto buona per questo settore specifico è il Triveneto.
A dispetto di ciò, va anche rilevato, tuttavia, che proprio al Sud e nel Triveneto si incontra la maggior parte dei professionisti più validi in assoluto, relativamente a questo genere di specializzazione.
Saturazione del mercato
Il problema della saturazione è molto meno avvertibile in questo settore, rispetto ad altri. Pur essendo molti gli operatori, in assoluto, la possibilità di "scalzare" altri fotografi di qualità o di capacità promozionale scarse è ancora piuttosto alta.
Pur tenendo presente che il trend fino all'anno 2015 è di relativa contrazione del mercato, lo spazio è relativamente sufficiente.
Unica nota negativa, i fenomeni di strapotenza di alcuni professionisti molto ben introdotti nel tessuto locale, con situazioni molto simili al dumping.
Possibilità di riuscita
Le possibilità sono eccellenti, e molto meno influenzate da fattori aleatori come fortuna o conoscenze personali.
Con una discreta preparazione tecnica ed umana, statisticamente riesce ad avviare normalmente l'attività oltre l'85% dei neo-professionisti di settore.

6) FOTOGRAFIA DI RITRATTO

Molto soventemente si tende ad attribuire al genere del ritratto lo "spessore" di un settore professionale vero e proprio.
Questa tendenza deriva dal grande interesse che -normalmente - il fotografo nutre per la fotografia che ritrae le persone, indipendentemente dalla natura professionale od amatoriale dell'attività.
Di fatto, pur essendo il ritratto un significativo genere fotografico, non può correttamente essere definito come un settore professionale, intendendo come "settore" un terreno sul quale esistano regole promozionali e di mercato simili fra loro, tali che sia possibile orientare la propria attività professionale in quelle direzioni.
In sostanza, la fotografia di ritratto NON è un settore, ma semplicemente un genere che a sua volta rientra in diversi settori professionali veri e propri.
Il, ritrattista che di fatto lavori nella bottega di provincia e realizzi dei bellissimi ritratti alle persone del posto, rientra nella specializzazione di fotografia per privati (paragrafo 5).
Il ritrattista che fotografi modelle od aspiranti tali, e che realizzi immagini commerciali per cataloghi ed editoriali del settore della cosmesi, è un fotografo di beauty, e rientra nella casistica della fotografia di moda (paragrafo 3).
Il ritrattista che ami fotografare le persone nel loro contesto e nella loro vita, è un fotografo dedicato al reportage sociale (paragrafo 7) che può sperare di guadagnare di più differenziandosi un poco come free lance (paragrafo 4).
E così via.
I fotografi che vivono esclusivamente come fotografi di ritratto di personaggi famosi, e cioè i ritrattisti per eccellenza, sono decisamente pochi, e non rappresentano un "mercato", od un settore di specializzazione. Si tratta di un orientamento specifico nato da altri settori professionali; per questo motivo, per l'analisi della dinamica di questo genere (e non settore professionale) si fa rimando alle altre voci contemplate in queste pagine.

7) REPORTAGE SOCIALE E GIORNALISTICO

Per reportage sociale e giornalistico si intende qui definire tutto il complesso di fotografie il cui intento è quello di "raccontare"; quindi, ritrattistica ambientata, reportage di cronaca, fotografia di documentazione, immagine di denuncia, servizi fotogiornalistici, e mille altri modi di servirsi della fotocamera per fare, sostanzialmente, del giornalismo.
Evidentemente, l'impiego principe di questo materiale è rappresentato dai canali editoriali (eventualmente ma non necessariamente raggiunti con la mediazione di un'agenzia). Per forza di cose, possibilità e limiti del settore sono legati alle sorti dell'editoria.
Tempo di introduzione
Raramente si tratta di tempi brevi.
Riferendosi al cursus medio, la situazione più comune in assoluto vede un periodo di "gavetta" anche di diversi anni, ed un'introduzione abbastanza faticosa, data la relativa povertà del settore e la difficoltà a pagare compensi decenti, specie in fase di attività nascente.
E' sensato preventivare da quattro ad otto anni di attività in fase di rodaggio; in questo periodo si lavora, ma le soddisfazioni ed i compensi solo di rado sono particolarmente gratificanti.
Zone di attuabilità
Per sua natura, il settore implica una disponibilità al continuo spostamento.
La zone in cui si risiede, dunque, può favorire l'attività, se si tratta di una zona ben collegata, se vicina ai centri dove accadono i fatti più importanti, ove si concentrano le tensioni ed i problemi della società. Tuttavia, non si può parlare di zone che consentano l'esercizio dell'attività e di altre che l'impediscano. Di fatto, il fotoreporter più attivo si sposta tanto di sovente da rendere non determinante (nei limiti del buon senso) la scelta della sede di partenza.
Ovviamente, città come Milano e Roma sono preferibili, subito seguite da tutti i grandi centri. La preferibilità, comunque, è più che altro legata all'interesse della realtà locale (nei primi tempi della professione) ed alla facilità nei collegamenti (nella successiva fase di buon avviamento dell'attività).
Al di là di questo, ed accettando qualche disagio in più, ogni zona d'Italia non eccessivamente scomoda può andare bene.
Saturazione del mercato
La saturazione di mercato è sempre elevata, determinata dalla povertà del settore, più che dal numero di aspiranti reporter (pochi rispetto a quelli, ad esempio, che vorrebbero essere fotografi di moda).
Di fatto l'editoria - e ci riferiamo all'editoria italiana - paga poco, dovendo sopravvivere in un clima di frammentazione assolutamente patologico. I fotografi operanti nelle frange inferiori di tale mercato, dunque, si trovano ad essere compensati molto scarsamente, trovandosi con il lottare a prezzi concorrenziali di livello molto basso.
L'editoria internazionale ha, in diversi Paesi, una situazione meno sofferta, ma presenta - ovviamente - la concorrenza dei professionisti locali.
Possibilità di riuscita
Avviare l'attività in modo da riuscire a sopravvivere con i proventi è relativamente semplice; orientativamente, sono il 60% le attività che riescono a salpare in questo senso.
Enormemente inferiore è il numero dei professionisti che, superando la soglia della sopravvivenza, riesca a trarre da questo settore soddisfazioni economiche e personali degne di nota. In questo senso, si è attorno al 5%.

8) FOTOGRAFIA NATURALISTICA

La fotografia naturalistica è un settore a cui è data importanza eccessiva, in rapporto alle sue effettive dimensioni di mercato.
Hanno giocato in tal senso sia il particolare interesse che viene sollevato nel fotoamatore, sia la riscoperta di natura e naturalità che, pur attraverso momenti e fasi alterne, incontra sempre una certa fortuna di pubblico.
Di fatto, le possibilità di sfruttamento delle immagini naturalistiche (animali, natura spettacolare, ecologia, biologia e botanica, eccetera) sono diverse ma non numerose.
Fatta salva una piccola sfera di impieghi commerciali, la maggior parte degli impieghi passa per la sfera editoriale, che abbiamo visto non essere particolarmente florida.
Tempo di introduzione
Uno degli aspetti che maggiormente va sottolineato in questo settore è il fatto che non esiste più uno spazio significativo per la sostanziale improvvisazione.
Inizialmente, in concomitanza con il primo "boom" della naturalità, il materiale fotografico veniva prodotto e pubblicato con una certa approssimazione. Pubblico ed editori non erano particolarmente smaliziati. Col passare del tempo si sono create delle vere e proprie sacche di specifica competenza, giungendo a stimolare produzioni fotografiche di qualità decisamente superiore.
Attualmente, e sempre più, non è possibile produrre della buona fotografia naturalistica senza avere effettivamente alle spalle una preparazione scientifica ed umana nel settore.
Il tempo di introduzione, così, diviene quello necessario non solo ad una semplice introduzione in ambito editoriale, ma anche e soprattutto ad acquisire una vera e concreta competenza di settore.
Non ha quindi molto senso parlare di tempi di introduzione medi: si oscilla dai due o tre anni (necessari per acquisire un minimo di capacità fotografica e di conoscenze di mercato) a periodi di dieci anni e più, quando si parta senza una vera formazione personale.
Sono inoltre numerosi i fattori aleatori.
Zone di attuabilità
Valgono le stesse considerazioni espresse per il Reportage sociale e giornalistico, con un ovvio riguardo per Milano (editoria) e per le zone con habitat interessanti (per i primi servizi, e per la realizzazione di immagini di supporto).
Saturazione del mercato
A livello medio e medio-basso il mercato, più che saturo, dovrebbe essere definito impraticabile.
Il consistente numero di fotoamatori amanti anche della natura ha da tempo saturato il mercato per quello che riguarda l'offerta di immagini di livello inferiore o, comunque, non organizzate in servizi completi e ben documentati.
A livelli superiori di qualità e di documentazione la concorrenza non è eccessiva in termini assoluti, mentre lo diventa in relazione alla scarsità di domanda.
Infatti, indipendentemente dalla constatazione che il tema "natura" riscuote la simpatia di un vasto pubblico, specialmente giovane, di fatto gli impieghi commerciali non sono vastissimi, muovendo fatturati interessanti ma non enormi.
Come per altri settori, ma in maniera decisamente più marcata, nella fotografia naturalistica non c'è assolutamente spazio per l'improvvisazione, mentre si ha un buon assorbimento del materiale di qualità che, tuttavia, scarseggia.
Possibilità di riuscita
Se l'attività viene  gestita in abbinamento con una produzione di immagini più generiche e destinate al mercato commerciale, da contattare tramite agenzia d'archivio (vedi Free lance e tramite agenzia), le probabilità di riuscita media sono abbastanza favorevoli, di poco superiori al 55%.
In assenza di una buona differenziazione commerciale, il problema sta sostanzialmente nello scarso assorbimento da parte del mercato, che comporterebbe di dovere lavorare sottocosto o con margini di utili molto ridotti.
In questo panorama sono di fatto favoriti i fotografi naturalisti che, di fatto, si dedicano all'attività fotonaturalistica non tanto alla ricerca di un lavoro col quale sostentarsi, ma per dare corpo ai loro interessi nel settore; i mezzi per la sussistenza derivano da altre fonti, indipendenti.
In questa situazione, questi professionisti possono dedicare alla preparazione di ciascun singolo servizio tutto il tempo e lo studio necessari per realizzare un lavoro estremamente ben fatto, ed in maniera abbastanza svincolata dal compenso. Se si dovesse correlare il compenso al tempo impiegato, questo dovrebbe essere di entità eccessiva per la quasi totalità degli editori.
In campo naturalistico si trovano assai più frequentemente che in altri settori dei professionisti di questo genere; vivendo sostanzialmente di rendita o con proventi di natura diversa, la liberalità e la dedizione con la quale affrontano il lavoro diviene un fattore di concorrenza assolutamente significativo.
Di fatto, il riuscire a vivere di sola fotografia naturalistica - derivando da questa un guadagno decoroso e consentendo di sostenere le spese necessarie - è un traguardo possibile ma estremamente difficile a raggiungersi.
Concretamente, le possibilità sono due: 1) Differenziare l'attività (altro reportage, fotografia commerciale tramite agenzia, ecc.), in maniera da non dovere contare solo sulla fotografia naturalistica; 2) Dedicarsi esclusivamente alla fotografia naturalistica, se si può contare su altri introiti, indipendenti dal proprio lavoro.

9) FOTOGRAFIA DI VIAGGIO E GEOGRAFICA

La fotografia di viaggio rappresenta in assoluto il settore più inflazionato.
Chiunque possegga una fotocamera automatica e si ritrovi fra le mani un biglietto aereo o ferroviario può produrre delle immagini di viaggio tecnicamente accettabili. Questa situazione ha generato una iperproduzione di immagini turistico-geografiche che ha depresso il mercato, saturandolo oltre i limiti accettabili.
Per ogni professionista effettivamente specializzato unicamente in fotografia di viaggio (una cinquantina in tutta Italia), migliaia di fotoamatori e centinaia di professionisti con altre specializzazioni hanno sfornato e sfornano servizi fotografici turistici, proponendoli a riviste ed agenzie, con effetto deleterio cui si accennava.
Tempo di introduzione
Al di là delle difficoltà accennate, il tempo di introduzione non è particolarmente lungo. Pur essendo molto alta la percentuale di insuccesso, se il lavoro parte con un rapporto di fiducia con la rivista o l'agenzia, i tempi per una media introduzione possono anche essere limitati a due o tre anni, dando ovviamente per scontata una buona conoscenza del settore.
Zone di attuabilità
Fatti salvi i problemi di rapporto con editori e quelli di comunicazione, che fanno favorire le città di Milano e Roma, tutte le zone d'Italia sono efficacemente sfruttabili come base.
Si tenga comunque presente che la componente dei costi dei viaggi è un elemento in grado di rappresentare una pregiudiziale. Fatte salve le produzioni fotografiche (spedizioni per "produrre" una serie di servizi) che mirino alla realizzazione di molte immagini fra loro differenziate, in tutti gli altri casi il rischio maggiore è quello che i costi di spostamento trasformino l'operazione in una iniziativa antieconomica. Aggirano questo ostacolo quei fotografi che - spesati dal cliente o in grado di viaggiare gratis per loro conoscenze - possano ridurre o annullare i costi di trasferimento.
Saturazione del mercato
Come accennato, il problema della saturazione di mercato è uno dei maggiori elementi negativi del settore.
In assoluto, si è assistito ad una produzione eccessiva di materiale, a qualsiasi livello. Questo fenomeno ha sostanzialmente reso più difficile l'introduzione di nuove attività.
Possibilità di riuscita
Le possibilità di riuscita di un'attività basata esclusivamente sulla fotografia di viaggi con le sue destinazioni editoriali dirette è minima, stimabile attorno al 2-3%.
Decisamente migliore è l'ipotesi di un'attività equamente distribuita fra la produzione editoriale e quella d'archivio. In questa situazione, la percentuale di successo è attorno al 65%.

10) FOTOGRAFIA DI ARCHITETTURA E BENI ARTISTICI

Genere di scarsa notorietà, la fotografia d'architettura presuppone una certa sensibilità artistica ed una propensione reale per la materia in sé.
Elemento indispensabile o comunque utilissimo per un corretto inserimento nel mercato della fotografia di architettura è la preparazione settoriale effettiva, ed un discreto contatto con architetti, ambienti universitari, studi professionali, arredatori. Più che percorrere la strada dell'editoria specializzata (certamente da tenere presente, ma da non valutare come unica strada) è sensato il contatto diretto con i "produttori" dell'architettura, e cioè architetti e designers.
Più atipica è la situazione nel caso della documentazione dei beni artistici, spesso (a torto) affidata dalle Sovrintendenze a dei fotografi commerciali non particolarmente preparati, ma vincenti l'appalto sul fronte economico.
Molto frequente è poi l'infiltrazione "dall'interno", che avviene per le numerose commesse di lavori fotografici da parte di Enti a dipendenti delle strutture stesse, dietro compensi vicini ad essere dei semplici rimborsi spese.
Tempo di introduzione
Per la fotografia di architettura in senso stretto, i tempi di introduzione oscillano fra i tre ed i sette anni, intendendo con questo termine puntare ad una buona penetrazione nel tessuto economico della propria zona, per quanto concerne il settore specifico.
Zone di attuabilità
Qualsiasi zona d'Italia con economia non depressa.
Sono favoriti gli insediamenti turistici (per la fotografia di interni e di arredamenti), i bacini delle grandi città (arredamento e design), le grandi città, soprattutto del nord (editoria), la città di Roma (personaggi). Qualsiasi centro abitato, meglio se ricco, ha poi una discreta nicchia di mercato per i servizi da offrirsi direttamente agli architetti, eventualmente desumendone gli indirizzi dall'Albo professionale, o dagli elenchi specializzati (pagine gialle alla voce Indirizzi Commerciali).
Saturazione del mercato
Sono abbastanza pochi gli operatori validi sul piano della foto di architettura ed il mercato, pur se non eccessivamente frizzante per sua natura, non soffre della saturazione di altri settori.
Piuttosto avvertibile, invece, è la concorrenza introdotta dai non professionisti; vedi punto seguente.
Possibilità di riuscita
Dedicandosi alla sola fotografia di architettura, la probabilità di riuscita non supera il 25%.
In abbinamento ad altri generi collaterali (arredamento, industriale, commerciale, reportage, ecc) si sale a circa il 60%.

ALTRI SETTORI

Esistono in realtà molti altri settori che, di fatto, rappresentano semplicemente una specializzazione di altri campi, essendo piuttosto vicini - per limiti e possibilità - ad altri generi molto più diffusi.
Sinteticamente:

* Seguono a grandi linee le indicazioni della fotografia commerciale (paragrafo 1):
Fotografia di oreficeria
Foto di semplice documentazione industriale
Sottoinsiemi dello still life: vetreria, oggettistica, accessori, parte della fotografia di food, eccetera.

* Seguono a grandi linee le indicazioni della fotografia pubblicitaria (paragrafo 2):
Fotografia di illustration
Effetti speciali
Postproduzione di alto livello (Interventi a computer)
Altra parte del food.

* Seguono a grandi linee le indicazioni della fotografia di Moda (paragrafo 3):
Fotografia di beauty
Fotografia di moda specialistica (bambini, ecc).

* Seguono a grandi linee le indicazioni della fotografia per Privati (Matrimonio, paragrafo 5):
Parte della fotografia di ritratto, destinati a privati
Fotografia di cerimonie private
Fotografie alle piccole comunità (scuole, asili, eccetera).

* Seguono a grandi linee le indicazioni della fotografia di Reportage e giornalistica (paragrafo 7):
Collaborazioni editoriali in genere
Fotografia di cronaca.

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: aneeka
Data di creazione: 01/07/2006
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

bart820sasaeciciMyldosasomelitosilvia.prosperi89sart77AnnaRodalarabergfrancydantuonochernysh73Rebuffa17cry29gennym84nunki6nardim.moreno
 

ULTIMI COMMENTI

Auguri per una serena e felice Pasqua...Kemper Boyd
Inviato da: Anonimo
il 23/03/2008 alle 11:04
 
Auguri di un felice, sereno e splendido Natale dal blog...
Inviato da: Anonimo
il 25/12/2007 alle 19:52
 
Buongiorno e buona domenica!
Inviato da: Anonimo
il 30/09/2007 alle 12:38
 
se avete problemi,domande. vieni nel mio blog. sarò lì ad...
Inviato da: diddlina9289
il 12/12/2006 alle 15:24
 
Ciao, come va? Quando hai tempo e voglia passa da me e...
Inviato da: fenorio
il 09/11/2006 alle 11:31
 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963